La prima notte a Sarajevo passa dall’Hotel Story. Una stanza normale – tre stelle spacciate per quattro –luci normali, il genere di normalità che in questa città ha sempre qualcosa di sospetto. Fuori l’aria taglia e la città sembra quieta. Dentro il corpo si abitua in fretta. È quello che sanno fare le città: ti ospitano come se nulla fosse, poi ti consegnano una strada, una collina, una foto scolorita. Pochi metri e qualche bicchiere di rakija più avanti, Sarajevo ti mette una bussola sotto i piedi. Una rosa dei venti incastonata sull’asfalto di Ferhadija, il punto in cui la città mitteleuropea

Di corsa all’alba, mentre la città sbadiglia. Ringrazio il giorno in cui ho mollato il Garmin: il passo lo decidono i bpm delle canzoni in cuffia, non i minuti al chilometro.

All’Iis Amedeo D’Aosta per la Giornata della Memoria, con gli studenti protagonisti. Tra i ragazzi premiati c’è anche mia figlia. E oggi, da padre prima ancora che da qualsiasi altra cosa, sento il bisogno di dire grazie ai suoi insegnanti. Perché portare avanti la memoria, ogni giorno, in classe, senza retorica, senza scorciatoie, è un lavoro silenzioso e fondamentale. È così che una generazione impara a non voltarsi dall’altra parte.

La fisarmonica verde

A volte lavori col pilota automatico: scrivi cose che quasi non leggi. Le chiudi, le mandi, le archivi come si archivia tutto quando hai la testa piena e l’agenda che ti mangia. E il paradosso è questo: proprio mentre scrivi di cultura, memoria, diritti, finisci per trattarli come “contenuto”, roba da far scorrere. Non dai loro la giusta importanza, non perché non ti importino, ma perché ti ci abitui. Perché il mestiere, se non lo guardi in faccia ogni tanto, diventa una catena di montaggio educata. E a scuola è lo stesso. Ieri sera, con “La fisarmonica verde”, quel pilota

È arrivato a L’Aquila ieri pomeriggio e ha fatto un giro in centro, prima volta in città. “Non posso fare paragoni ma mi sembra molto ben ricostruito quello che ho visto”. Parola di Francesco Tullio Altan, ospite d’onore dell’Accademia di Belle Arti, tra i più celebri fumettisti e autori satirici italiani, creatore di personaggi come La Pimpa e Cipputi. All’inaugurazione dell’anno accademico, sposta subito l’obiettivo dalla passeggiata alla difficoltà di disegnare le geometrie del presente. “La realtà è cambiata parecchio – ammette all’ANSA – però faccio più fatica adesso, sono tempi complicati”. Nel quadro che descrive, la difficoltà non è

Dopo il riscontro ottenuto nella scorsa stagione, torna nei teatri italiani “Tootsie”, musical firmato e adattato in italiano da Massimo Romeo Piparo, tratto dal film del 1982 diretto da Sydney Pollack e interpretato da Dustin Hoffman. Lo spettacolo sarà al Teatro Sistina dal 22 gennaio al 1 febbraio e proseguirà poi il tour in diverse città italiane. Attualmente è in scena a Imola, quindi toccherà Vicenza, Firenze, Messina, Imperia, Modena e Bolzano. Al centro dello spettacolo c’è Paolo Conticini, impegnato nel doppio ruolo di Michael Dorsey e Dorothy Michaels. Accanto a lui Mauro Casciari, nel ruolo di Jeff, al debutto

La corsa di Miguel

La Corsa di Miguel comincia molto prima del via, nel passo accanto a quello di mio figlio Federico. Roma scorre intorno, mentre il centro di tutto resta lì: due respiri che cercano lo stesso ritmo. Poi arriva l’ingresso allo stadio Olimpico, con il rumore che si apre e le gambe che trovano da sole la loro misura. Si entra insieme, fianco a fianco, e per un attimo la fatica lascia spazio alla luce della pista e agli occhi pieni di quel momento. Alla fine resta il privilegio semplice di aver condiviso un tratto di strada e di vita.

L’Aquila ha dedicado más de una década y media a recomponerse tras el trauma del terremoto de 2009. En 2026, la ciudad luce por fin la insignia de Capital Italiana de la Cultura, y con ella aflora una pregunta tan simple como incómoda: ¿qué significa un año de efervescencia cultural en un lugar donde la vida pública ha estado, literalmente, en fase de reparación durante años? Los organizadores apuestan por un programa extendido en el tiempo. Con más de 300 citas repartidas a lo largo del calendario, buscan evitar la saturación de una temporada corta y sostener un flujo continuo.

L’Aquila has spent the past decade and a half rebuilding after the 2009 earthquake. In 2026 it carries a national badge, “Italian Capital of Culture”, and an obvious question: what does a full cultural year look like in a city where public life has been under repair for years? The organisers promise spread and scale. More than 300 appointments are planned across the year, spaced over months rather than compressed into a short festival season. The official portal, laquila2026.it, is the running timetable. How the year starts  The opening is scheduled for today (17 January 2026). The morning is institutional, with a