Quattordici residenze artistiche con protagonisti provenienti da Costa Rica, Argentina, Usa, Spagna, Inghilterra, Perù, Portogallo, Germania, Egitto, Iran e anche dalla nostra Penisola. Quattro comuni ospitanti nell’Aquilano (Fontecchio, Barisciano, Ocre e e Fossa) e una serie di incontri di scambio sul territorio e per il territorio. Questo è “Lab-8, riabitare con l’arte”, un progetto ideato da Carsa in collaborazione con l’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc). Il progetto, ideato per promuovere lo sviluppo locale nell’ambito della ricostruzione post sisma, offre l’opportunità a diversi artisti internazionali multidisciplinari di trovare nei borghi abruzzesi nuova ispirazione. Gli artisti, al

“Venite domenica mattina. Mi chiamo Vitelli. Abito in campagna vicino ’o sciumi”. “Grazie! E come si chiama vostra figlia?” “Apollonia” Siamo a Savoca – nel Messinese – e non a Corleone, come invece indicato dalla sceneggiatura di uno dei film più importanti della storia del cinema. Parliamo del Padrino (The Godfather) tratto dal romanzo di Mario Puzo. Francis Ford Coppola, decise di girare le scene italiane del film (altrimenti ambientato negli Usa, principalmente a New York, tra Fiumefreddo di Sicilia, Graniti, Motta Camastra, Forza d’Agrò e, appunto, Savoca. Il bar Vitelli è proprio a Savoca, a una decina di chilometri dalla Statale. L’ingresso –

Il consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo decreto legge Covid. Un documento che, come anticipato, contiene una serie di misure che riguardano i settori dello spettacolo e dell’intrattenimento. Arriva l’obbligo di Green Pass per cinema e teatri, ma aumenta il numero di spettatori ammessi ad assistervi, sia al chiuso che all’aperto. In zona gialla si entrerà a cinema e teatro con Green Pass, mascherina e distanziamento, ma gli spettatori potranno salire all’aperto dagli attuali 1000 fino a un massimo di 2500 e al chiuso da 500 a 1000. Mentre in zona bianca, dove ora sono fissati limiti

In cammino fra quattro regioni – Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo – attraverso le terre del cratere per poi tuffarsi nella consueta due giorni tra le strade e le piazze dell’Aquila, con dieci palchi tra i quali si alterneranno 150 musicisti. Tengono botta gli organizzatori della kermesse “Il Jazz italiano per le terre del sisma”, appuntamento unico nel suo genere il cui coordinamento, quest’anno, passa dall’associazione I-Jazz, in prima linea nell’organizzazione della manifestazione sin dalla sua nascita, al sodalizio Jazz all’Aquila. Organizzazione, quest’ultima, che ne raccoglie il testimone a livello logistico e progettuale mantenendo però intatto il senso e gli

Berlioz, Donizetti, Mozart, Tchaikovsky , Bach, Verdi con il celebre Nabucco, ma anche Piazzolla nell’anno nel centenario. L’orchestra nazionale francese, diretta da Simone Young con il coro di Radio France. Un parterre musicale di tutto rispetto per attendere i tradizionali fuochi del 14 luglio, giorno della presa della Bastiglia. E poi la Marsigliese, suonata quasi in sordina, con l’accompagnamento della tromba jazz di Ibrahim Maalouf per prendere corpo sull’incastro di voci di Pretty Yende (soprano), Clémentine Margaine (mezzo-soprano), Piotr Beczala (tenore), Edwin Crossley-Mercer (baritono). Fino ai fuochi, accompagnati da un’esplosione di rock anni Ottanta. Ma a rendere magica questa serata è stata la presenza di migliaia di persone ai Champs de Mars. Immagini

Ainsi tout passe sur la terre Esprit, beauté, grâces, talent. Telle est une fleur éphémère Que renverse le moindre vent. Così tutte le cose passano sulla terra Spirito, bellezza, grazia, talento Effimero come un fiore in balìa dalla minima brezza Scolpiti nella pietra, i versi anonimi ti accolgono all’interno di uno degli ossari realizzati nelle catacombe di Parigi, autentico labirinto a venti metri di profondità. Un viaggio nel tempo, ma anche fuori dal tempo, in un frammento sospeso nell’eternità. Qui riposano milioni di parigini i cui resti vennero trasferiti in seguito alla chiusura dei cimiteri della capitale. Ossa che non hanno più

«È la quinta volta che suono a Pescara Jazz e questo mi fa sentire un po’ profeta in patria, perché vuol dire che chi organizza, edizione dopo edizione, continua a credere in me». A differenza delle altre volte, però, domani sera (con orario anticipato alle 19, per la partita dell’Italia) ci sarà solo il suo pianoforte sul palco allestito al Porto Turistico di Pescara. Dopo di lui, nella stessa serata, il D’Andrea/Douglas Quartet, contraddistinto dalla tromba di Dave Douglas e dal pianoforte di Franco D’Andrea. «Il mio storico maestro», sottolinea Morena, «un punto di riferimento per tanti pianisti non solo

È di Enrico Rava Fred Hersch Duo e Christian Mascetta Trio la seconda serata del Pescara Jazz, in programma fino al 12 luglio al porto turistico, ore 21.15. Rava è il jazzista italiano più conosciuto e apprezzato a livello internazionale. Da sempre impegnato nelle esperienze più diverse e più stimolanti, è apparso sulla scena jazzistica a metà degli anni ’60, imponendosi rapidamente come uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. Al Pescara Jazz si propone con un debutto in duo con Fred Hersch, membro scelto del pantheon dei pianisti jazz, una forza creativa, influente in maniera pervasiva, che ha

La sfida è di quelle impegnative: provare a colorare – con una tavolozza di suoni – l’intangibile e l’invisibile. Alex Henry Foster, musicista canadese, potrebbe parlare di sé come un “tessitore del suono”, un “pittore del rumore” o ancora un “designer di parole”, anche se appaiono, per la verità, dei concetti un po’ troppo elaborati rispetto al suo modo di concepire l’arte e la creatività. “Per me”, spiega, “la musica, la poesia e l’arte visiva, così come le interazioni umane, rimangono un flusso spontaneo di vita, che, una volta disposto a dimorare totalmente, mi guida nel profondo”. Il suo universo sonoro è abbastanza eterogeneo,