Centotrentasette gradini
Quando il mare comincia ad arretrare nessuno fa niente. È così che succedono certe cose. Una trave può cedere senza troppo preavviso. Per settimane sembra ancora al suo posto. Poi… Un mare, a quanto sembra, può andarsene senza salutare. La prima mattina arretra di un metro. Qualcuno dice che è la marea. La seconda mattina sono tre. La settimana dopo, per entrare in acqua, bisogna attraversare duecento metri di sabbia scura che fino a pochi giorni prima appartenevano ai pesci. E la gente continua a fare quello che faceva. I pescatori controllano le reti. Il negozio davanti al porto mette
Collemaggio è blu. La luce si prende la pietra, lascia in evidenza il rosone e le geometrie della facciata. Davanti al palco, una fila di fari circolari rossi spezza la dominante azzurra. Poco dopo cambia tutto: anche la basilica vira al rosso. Il prato è pieno nella parte più vicina alla scena, la platea è compatta nelle prime file e nelle zone centrali, mentre verso il fondo gli spazi si allargano. È qui che Il Volo torna alla Perdonanza Celestiniana per il “Concerto per L’Aquila”, ultimo appuntamento della 732esima edizione. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble hanno alle spalle
Perdonarsi
E magari dietro tutto questo c’è un’idea abbastanza rivoluzionaria: che nessuno sia definitivamente riducibile ai propri errori.
Dentro il Corteo della 732esima Perdonanza
Passa un gonfalone. Ne arriva un altro. Quando il corteo sembra finito, da Piazza Palazzo spunta ancora un gruppo. La 732esima Perdonanza riempie le strade dell’Aquila con 1.700 partecipanti e per attraversarla tutta serve tempo. Molto. La testa avanza verso Collemaggio, la coda continua a prendere forma tra le facciate del centro. In alto si muovono stendardi rossi e blu scuro. Più vicino alla strada ci sono il verde oliva delle tuniche, il crema, il bordeaux dei mantelli. I tessuti trattengono il caldo. Qualcuno cerca l’ombra prima di rimettersi in fila. Ai lati, dietro le transenne, si alzano telefoni e
Eclissi di luna
“Eclissi poi, con Terra e Luna così appiccicate, ce n’erano tutti i momenti: figuriamoci se quelle due bestione non trovavano modo di farsi continuamente ombra a vicenda”. (Italo Calvino)
Geolier e la festa dei 9mila a Collemaggio
Pacchi di sciarpe, accento campano e ragazzi già seduti lungo viale Collemaggio. Quando il concerto di Geolier è ancora lontano di parecchie ore, la giornata ha già trovato il suo centro. A ridosso del varco alcuni addetti arrivati dalla Campania discutono su come smistare la merce tra i punti vendita. «I p’ me, tu p’ te», sembrano quasi da dire, mentre le sciarpe prendono strade diverse e i primi fan aspettano il momento di entrare. Poco più avanti la devozione prende una forma decisamente meno canonica. Occhiali verde fosforescente con la scritta Geolier, gadget sotto il braccio e un santino
Il Fuoco del Morrone arriva a Collemaggio dopo “Un mondo d’amore”. Gianni Morandi ha aperto da poco la serata quando la musica lascia spazio alla processione. Raoul Bova al leggio, Luca Violini sul Torrione nei panni di Celestino V. Gabriele Corsi, accanto al braciere, segue l’avanzare della fiaccola fino a Pierluigi Biondi. Il sindaco accende il Tripode davanti alla basilica, dopo la prima accensione avvenuta in serata in Piazza Palazzo. Il rito entra così nella diretta di Rai 1, al centro di “La forza del Perdono”, apertura televisiva della 732esima Perdonanza Celestiniana. Il passaggio più delicato è proprio questo: collegare la cerimonia civile di Piazza Palazzo alla scena
Diciassette anni dopo il terremoto, la ricostruzione può essere letta anche come una lunga biografia della città. Antonello Ricotti la racconta intrecciando immagini, cantieri, memoria e trasformazioni nel volume *“L’Aquila, dalle Macerie a Capitale della Cultura – Immagini di un viaggio verso la Ricostruzione”*. Due le presentazioni in programma nei giorni della Perdonanza celestiniana: mercoledì 26 agosto alle 18 a Palazzo Spaventa e giovedì 27, alla stessa ora, a Casa Onna. Il punto di partenza resta il 6 aprile 2009. Il libro guarda però soprattutto a ciò che è venuto dopo. Ai cantieri, alle regole, alle scelte tecniche. Alla città che nel
Il Fuoco del Morrone è arrivato nel cuore dell’Aquila e ha acceso il Tripode davanti a Palazzo Margherita, segnando l’avvio della 732/a Perdonanza Celestiniana. Per il secondo anno consecutivo la cerimonia si è svolta in Piazza Palazzo, sede della Municipalità, prima della successiva accensione a Collemaggio. A ricevere la fiaccola e ad accendere il Tripode è stato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Nel suo intervento il primo cittadino ha legato il rito civile al tema della pace e alla figura di Celestino V. “Il gesto laico, quale espressione della Municipalità, di accensione del Tripode che esalta l’indulgenza d’agosto, concessione per
