L’intelligenza artificiale, la scrittura a mano, la difesa della scelta educativa della “famiglia nel bosco”. E poi la sua sfida personale: “Per anni sono stata vittima di grandi campagne denigratorie, che hanno danneggiato la mia carriera e anche la mia vita personale. Ma la cosa più importante è l’amore dei lettori”. Susanna Tamaro affronta questi temi in un’intervista con l’ANSA alla vigilia della consegna del Premio La Stele della Ienca 2026, dedicato a S. Giovanni Paolo II, che la scrittrice conobbe personalmente. La cerimonia si terrà a 1100 metri ssul Gran Sasso, al Santuario di S.Pietro della enca, vicino alla

“You’re a man who needs to control his fate. But you cannot control this. You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon. And take your punishment. Give up the fight, give up control and live. It is a leap of faith you haven’t yet made, Odysseus.” (Calypso) —– Eurylochus: What was the song of the sirens like? Odysseus: All the things you wanted to be and then all the things you wished you never wished for. It was a delicious itch you want to scratch but you find it under the skin and can’t reach it. So

Ci sono solo undici giorni a separare il 22 giugno dal 3 luglio 1986. Il primo segna la data di nascita di Nicola Pomponi, che anni dopo si sarebbe fatto conoscere come Setak; il secondo coincide con l’uscita del primo numero del Centro. Quasi coetanei, sono cresciuti nello stesso Abruzzo, attraversandone cambiamenti e fratture. Per Setak il Centro è una presenza legata alla casa, ai bar e all’attesa dei primi articoli, quando i social non esistevano e una pagina stampata aveva il tempo di diventare memoria. «Il Centro», sottolinea il cantautore originario di Penne, «fa parte della mia, della nostra

«In quarant’anni abbiamo perso una semplicità atavica, tipica del nostro modo di essere, sia sulla montagna sia sul mare, senza acquistare in cambio la cultura necessaria». Germano D’Aurelio, in arte ’Nduccio, guarda all’Abruzzo con l’affetto di chi lo racconta da oltre mezzo secolo, ma senza indulgenza. Nei suoi 53 anni di attività ha attraversato piazze, teatri e paesi, osservando da vicino i cambiamenti della regione, della politica e del pubblico. La comicità, nel suo percorso, resta uno strumento per leggere la realtà e tenere a distanza la malinconia. In quarant’anni è cambiato di più l’Abruzzo o il modo in cui

Gli amori di un’estate andata, gli occhi rossi e Kurt Cobain. C’è già tutto, o quasi, dentro “Non torneranno più”: il tempo che passa, la memoria di una generazione, quella malinconia che per qualche minuto attraversa il concerto dei Negrita ad Alba Fucens e si mescola all’energia di una serata costruita invece sul movimento, sull’ironia e sul piacere di ritrovarsi ancora una volta davanti a un palco. Nell’anfiteatro romano, tra pietra antica e montagne, “La storia, i viaggi, le canzoni” – prologo di Festiv’Alba – diventa così qualcosa di più di una semplice sequenza di brani. È un attraversamento di

Slán, Glen

La morte di Glen Hansard è una di quelle notizie che lasciano senza parole. Aveva 56 anni ed è morto in un incidente in moto. Se ne va una delle voci più autentiche della musica irlandese, un artista che non ha mai avuto bisogno di seguire le mode per lasciare un segno. Con i Frames, con The Swell Season, con Once e con una carriera costruita sulla sincerità prima ancora che sul successo, Hansard ha scritto canzoni capaci di parlare di amore, perdita, speranza e redenzione senza mai alzare la voce. Per molti resterà l’autore e l’interprete di Falling Slowly,

Un anno fa era stata la scalinata di San Bernardino, nel centro dell’Aquila, a fare da sfondo ai sogni di una notte di mezza estate dei Negrita per i Cantieri dell’Immaginario. Questa volta la band toscana si prepara a entrare nell’anfiteatro romano di Alba Fucens, tra pietra antica, silenzio e montagne. Cambia lo scenario, cambia in parte anche la forma dello spettacolo, ma resta la volontà di costruire un rapporto ravvicinato con il pubblico. «Vogliamo riportare il pubblico a una dimensione umana». Enrico “Drigo” Salvi parte da qui per raccontare il concerto che i Negrita portano ad Alba Fucens, nell’ambito

Per raggiungere Kärnan bisogna lasciarsi alle spalle il porto di Helsingborg e salire. Prima la grande scalinata monumentale, poi il parco e infine gli stretti gradini di pietra della torre. Trentacinque metri di mura, passaggi angusti e finestre aperte sull’Øresund, nel punto in cui Svezia e Danimarca sembrano quasi potersi toccare. Dall’alto, nelle giornate limpide, lo sguardo attraversa i quattro chilometri dello stretto e raggiunge Helsingør. È lì che appare Kronborg, il castello di Amleto: una sagoma di torri e guglie piantata sulla costa danese, diventata per Shakespeare il luogo del dubbio, del tradimento e dei fantasmi. Il drammaturgo probabilmente

Alla baia di Mölle

Sedersi davanti al mare e lasciare che il giorno finisca senza fretta, nella baia di Mölle,