Norwegian Wood
Terza tappa del nostro percorso #ErasmusPlus dopo Madrid e Dublino. Questa volta siamo in Norvegia, nei pressi di Stavanger, per un’esperienza di job shadowing in una scuola per adulti simile al nostro Cpia. Per alcuni giorni osserveremo da vicino metodologie, organizzazione e pratiche didattiche, confrontando esperienze diverse ma unite dalla stessa idea: offrire opportunità di apprendimento a chi continua a mettersi in gioco lungo tutto l’arco della vita. Perché viaggiare significa anche tornare a casa con nuove domande, nuovi spunti e qualche idea in più
Le mappe geografiche restano appese alle pareti. I Paesi, invece, prendono posto nel cortile del Cpia L’Aquila. Sono nelle voci degli studenti, nei piatti condivisi, nei lavori artistici esposti lungo i corridoi, nelle canzoni che accompagnano la Festa multietnica di fine anno. Circa un centinaio di persone hanno partecipato all’iniziativa che ha riunito studenti, docenti, famiglie e ospiti in una giornata dedicata all’incontro tra culture, lingue e storie diverse. Per qualche ora la scuola si è trasformata in uno spazio aperto di musica, arte, teatro e convivialità, restituendo l’immagine di una comunità costruita giorno dopo giorno attraverso lo studio e
I volti della festa
I volti della festa multietnica raccontano storie che fanno fatica a entrare nei programmi scolastici. Sono i volti degli studenti che ogni giorno attraversano le aule del Cpia L’Aquila portando con sé lingue, esperienze, ricordi e progetti. Volti che arrivano da Paesi diversi ma che condividono lo stesso spazio di apprendimento e di incontro. In uno sguardo c’è il coraggio di chi ha lasciato la propria casa. In un sorriso c’è la soddisfazione di un percorso costruito passo dopo passo. In un ritratto c’è la traccia di una comunità che cresce attraverso le differenze. La Festa multietnica è stata anche questo: un’occasione
L’anno di Capitale italiana della Cultura consegna all’Aquila un’eredità destinata a restare oltre il 2026. L’”Ecce Homo” di Antonello da Messina entra infatti nelle collezioni permanenti del Museo Nazionale d’Abruzzo e trova la sua sede stabile nel Castello cinquecentesco che ospita il MuNDA. Dopo un fine settimana segnato dalla partecipazione collettiva alla performance di Marinella Senatore, con migliaia di persone tra strade e piazze del centro storico, arriva un segno diverso: non un evento affidato al ricordo e alle emozioni di chi lo ha vissuto, ma un’opera che entra nel patrimonio pubblico della città. Il capolavoro del Quattrocento, recentemente acquisito
La città ha cominciato a muoversi poco dopo le quattro del pomeriggio, quando dal Maxxi il corteo di The School of Narrative Dance ha preso la strada verso il centro. Prima i suoni, poi gli stendardi, poi i corpi: quelli dei danzatori, dei musicisti, dei ragazzi, degli anziani, delle persone con disabilità, dei gruppi sportivi, dei performer e dei cittadini chiamati a entrare nella stessa scena. Non una sfilata ordinata, ma una città temporaneamente trasformata in partitura. La parata urbana di Marinella Senatore, inserita nel programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, ha attraversato il centro storico fino a
Acquerelli alle pareti e musica lungo il percorso della Notte Bianca delle Culture. Vlada Shamova, artista visiva, cantante e insegnante d’arte nata in Bielorussia e oggi residente a Fontecchio, è stata tra le presenze della giornata che sabato ha animato il centro storico dell’Aquila con incontri, laboratori, spettacoli e concerti. All’Auditorium del Parco è stata ospitata la sua mostra “Viaggi ad acquerello”, una selezione di opere nate da anni di viaggi, incontri e luoghi attraversati. Attraverso la tecnica dell’acquerello, Shamova racconta scorci urbani, paesaggi e frammenti di vita quotidiana, con uno sguardo rivolto alle persone e alla natura. “Amo le persone. Ascoltarle,
“Il mio corpo sta qui su queste strade, il mio corpo scassato, storto, dritto, non importa, perché è il mio corpo”. Marinella Senatore parte da qui, da una frase che mette insieme presenza, fragilità, consapevolezza e autodeterminazione, per raccontare The School of Narrative Dance, il progetto partecipativo che questo pomeriggio, dalle 16, porterà oltre 400 persone da palazzo Ardinghelli verso Collemaggio, attraversando il centro storico in una parata urbana costruita attraverso mesi di workshop, laboratori e incontri. Per l’artista campana, la strada è il luogo in cui una comunità si rende visibile, senza chiedere ai corpi di essere perfetti, ordinati, rassicuranti. L’Aquila, nel suo
I tre set della Notte Bianca delle culture
Tre set diversi tra l’Auditorium, piazza Regina Margherita e piazza Duomo, tre situazioni inedite tra le tante arrivate in questa Notte Bianca delle Culture. Musica, parole ma anche illustrazioni a cura di Vlada Shamova che domani replicherà un allestimento di acquerelli alla mia scuola, per la festa di fine anno. L’articolo sull’iniziativa.
Le cicatrici a forma di fulmine
Possiamo correre, possiamo andarcene O stare immobili e lasciare tutto splendere Possiamo prenderci, possiamo perderci Dirci solamente cose semplici Possiamo ridere e farci fottere Ballare scoordinati e lasciare perdere Possiamo credere, farci esplodere Come armi solo chitarre elettriche Possiamo illuderci, ballare stando fermi E fare caso a quando siamo felici Possiamo crescere ma ricordare per sempre La tua piccola cicatrice a forma di fulmine Poi continuare a vivere E non avere niente da perdere Possiamo correre, non sapere cosa fare Metterci in salvo e poi metterci a piangere Possiamo leggere e non sapere niente Guarire le ferite, sparare sulla gente
