«Sono un bibliofilo. Entro in una libreria, compro venti libri e magari ne leggo solo due. Ma sapere che sono lì, che domani posso prenderli, mi dà sicurezza. Allo stesso modo, sapere che c’era Francesco, che pensava e che scriveva, mi faceva stare bene». Danilo Sacco trova nelle pile di libri accumulate dentro casa l’immagine per raccontare il vuoto lasciato da Francesco Guccini: non soltanto la scomparsa di un autore che ha segnato una parte decisiva della sua vita musicale, ma la perdita di una presenza che sembrava destinata a esserci sempre. «Il fatto che fosse vivo, anche a centinaia di chilometri

Casali d’Aschi, ultimo appuntamento di questo segmento estivo di Rock’in CentRo. Altre date si aggiungeranno. E ieri è venuto a trovarmi Luca, che vive a Dublino. Abbiamo parlato di Glen Hansard, di viaggi improbabili e di quelle estati in cui avevamo sedici anni e mezzo e il tempo sembrava una cosa praticamente inesauribile. Poi cresci e scopri che inesauribile non era affatto. Restano però amici, canzoni e quella capacità, ogni tanto, di ritrovarsi trent’anni dopo e riprendere un discorso come se fosse rimasto sospeso soltanto per qualche minuto. Del resto Guccini, in Lettera, diceva qualcosa come: “Ma il tempo, il

Long Nights

Verso la costa, di ritorno da un concerto di Rock in Centro a Casali d’Aschi. La Torre Piccolomini di Pescina, una mezzaluna accanto e quella strana sensazione che alcune notti sappiano esattamente dove mettersi.

Prima del giro di boa

Mi capita spesso di nuotare verso una boa a circa trecento metri dalla riva. In quel pezzetto di mare sei solo davvero. Niente telefono, niente notifiche, nessuno con cui parlare. Solo il rumore dell’acqua, il respiro e una bracciata dopo l’altra. Ogni tanto alzi la testa per cercare la boa e hai quasi l’impressione che sia rimasta esattamente dov’era. Che tutta quell’acqua smistata non l’abbia avvicinata di un metro. Talvolta sparisce fra le onde: è sempre lì solo che non puoi vederla, puoi solo nuotare in quello che immagini sia la sua direzione. Ma continui. Poi, quando ti allontani abbastanza

Uno zaino nero lasciato sul palco e scomparso nel caos della festa. Dentro c’è un vecchio iPad appartenuto al padre Vincenzo, con fotografie, note personali e materiali che per Nicola Pomponi, in arte Setak, hanno un valore impossibile da misurare. È successo al termine del concerto del primo agosto a Torre de’ Passeri, durante Centrissimo, la festa per i quarant’anni del quotidiano Il Centro. Non è ancora chiaro se lo zaino sia stato raccolto per errore oppure portato via. Setak ha affidato ai social un appello, nella speranza che qualcuno lo abbia visto o possa fornire indicazioni. «All’interno c’era un vecchio iPad che,

«Abbiamo costruito un repertorio molto riconoscibile, in qualche modo identitario. Gli arrangiamenti possono cambiare, ma l’ossatura resta la stessa». Federico Zampaglione racconta così i Tiromancino di oggi, oltre trent’anni dopo l’inizio di una storia musicale capace di attraversare formazioni, linguaggi e stagioni diverse senza perdere una propria fisionomia. Mercoledì 5 agosto, la band apre all’antistadio “Fonte dell’Olmo” di Roseto degli Abruzzi l’undicesima edizione di “Emozioni in Musica”, che proseguirà giovedì con Serena Brancale  con il ‘Sacro Tour’, tra soul, R&B, jazz e sonorità mediterranee, accompagnata da otto musicisti e otto ballerini.  La chiusura, venerdì 7 agosto, sarà affidata a Levante con ‘Dell’amore

Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Sal Da Vinci, Geolier, Alessandro Siani e Il Volo sono tra i protagonisti della 732/a Perdonanza Celestiniana, il cui cartellone artistico è stato presentato all’Aquila nell’anno di Capitale italiana della Cultura. Un programma che dal 23 al 30 agosto porterà in città musica, teatro, danza e spettacoli diffusi, con la novità della serata inaugurale trasmessa in diretta in prima serata su Rai 1. Ad aprire la conferenza stampa a Palazzo Margherita è stato il vicesindaco e coordinatore del Comitato Perdonanza, Raffaele Daniele, che ha rivolto un ringraziamento alle persone impegnate nelle operazioni di spegnimento degli incendi

Kalinifta

La notte restituisce soltanto ciò che sa riflettere

“You’re a man who needs to control his fate. But you cannot control this. You must give yourself to the storm, give yourself to Poseidon. And take your punishment. Give up the fight, give up control and live. It is a leap of faith you haven’t yet made, Odysseus.” (Calypso) —– Eurylochus: What was the song of the sirens like? Odysseus: All the things you wanted to be and then all the things you wished you never wished for. It was a delicious itch you want to scratch but you find it under the skin and can’t reach it. So