Setting Sun
Il tramonto è l’ultimo ostinato tentativo della luce di tenere testa alla notte. Sa di non poterla fermare, ma prima di cederle il passo costringe il buio, per qualche minuto, a convivere con colori che non esisterebbero senza quella resa imminente… “We could become one last setting sun, Or be the sun at the break of dawn Let us not fade Let us not fade… “ SettingSun
“Va’ a vede’ se stengo ‘n piazza”, ossia “vai a vedere se sono in piazza”. È il modo tipicamente aquilano per mandare qualcuno a quel paese, con malizia o con affetto malcelato. La battuta ricorre in questi giorni, da quando piazza Duomo ha cambiato volto – anzi, ne ha messi insieme oltre duemila – con l’installazione di ‘Inside Out -The People’s Art Project by JR’, inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. I ritratti in bianco e nero di cittadini dell’Aquila e dei territori del cratere del terremoto 2009 compongono una grande opera collettiva dedicata alla storia e
Bollani, tra i Cantieri e Via dei Matti
Dall’Aquila, dove è arrivato per i Cantieri dell’Immaginario, Stefano Bollani racconta il ritorno di “Via dei Matti n. 0” come una storia di “morte e risurrezione”, segnata dall’affetto del pubblico dopo l’annuncio della cancellazione. Il pianista si è esibito con Gabriele Evangelista al basso e Bernardo Guerra alla batteria, in un concerto costruito senza una scaletta rigida e aperto ai cambiamenti del momento. “Via dei Matti n. 0 è stata protagonista di un piccolo miracolo – ha spiegato Bollani -. Siamo felicissimi perché non ci aspettavamo né la morte né la risurrezione. Quando la Rai ci aveva comunicato che il programma non ci sarebbe stato, siamo
Il ritorno all’origine attraversa fotografie e poesie, corpi e paesaggi, luce e ombra. È il filo che unisce “Primigenie”, il percorso foto-poetico di Marilena Di Cosmo e Antonella Finucci, in mostra all’Aurum di Pescara fino all’11 luglio. Un invito a riconnettersi con quella natura antica che continua ad abitare l’essere umano. Il progetto nasce da un’idea di fusione originaria tra essere umano e ambiente naturale: una relazione antica, fisica e simbolica, in cui il paesaggio non è sfondo ma presenza viva, spazio che accoglie, nutre, trasforma. A dialogare sono due linguaggi: la fotografia di Marilena Di Cosmo e la poesia di Antonella Finucci,
“La musica purtroppo non può fermare le guerre. Sarebbe bellissimo se bastasse una canzone per cambiare il mondo, ma non è così. Però può ricordarci che le differenze non sono una minaccia”. Goran Bregović riporta in Abruzzo questa idea di musica popolare: uno spazio in cui le comunità possono ancora riconoscersi, senza cancellare le proprie radici. Il musicista bosniaco fa varie tappe in Italia, tra queste è atteso mercoledì nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica a Roma e giovedì al porto di Giulianova, sul litorale teramano, come special guest della 16/a edizione del Festival del Saltarello, dedicato alla divulgazione e
Vent’anni dopo “This Is What You Are”, Mario Biondi riporta dal vivo i brani che hanno segnato la sua carriera internazionale e lo fa in una dimensione che sente particolarmente vicina: quella dei concerti all’aperto. L’8 luglio il tour del ventennale di “Handful of Soul” arriva al Porto Turistico di Giulianova (ore 21.30), tappa abruzzese dell’estate prima del ritorno nei teatri, con il concerto del 18 novembre al Teatro Massimo di Pescara. Sul palco ci sarà una band di alto profilo: Antonio Faraò al pianoforte, Massimo Greco polistrumentista e direttore musicale, Matteo Cutello alla tromba, Giovanni Cutello al sassofono, Ameen Saleem al
“Non stiamo riproducendo il passato, ma stiamo accendendo un nuovo fuoco”. Gli Atomic Rooster arrivano all’Aquila ostentando continuità e rilancio in occasione del secondo appuntamento di ’99 Songs’, la rassegna dell’Associazione Musicale Euterpe per L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. La storica band britannica sarà mercoledì 8 luglio, alle 21, al Solarium della Piscina Comunale Ondina Valla, per l’unica tappa italiana del tour. Il progetto, ideato da Massimo Felici in collaborazione con Claudio Mastracci e realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e delle istituzioni locali, nasce per valorizzare il patrimonio artistico, storico e identitario della città attraverso un
Litfiba, “17 Re” quarant’anni dopo
Per chi ha assistito negli anni alle evoluzioni e alle involuzioni del percorso Litfiba, il tour dei quarant’anni di “17 Re” ha il sapore di un ritorno a casa. Una casa scura, irregolare, piena di stanze laterali, attraversata da tensioni politiche, simboli religiosi, conflitti familiari, dipendenze e teatro rock. Al Porto Turistico di Pescara, per il Terrasound Festival organizzato da Best Eventi, la band ha confermato la scaletta delle prime date del tour e ha costruito il concerto attorno all’album del 1986, recuperando anche la title track rimasta fuori dal disco originario. Il palco è dominato dall’immagine della scimmia incoronata del
“Questa notte non deve finire mai…”, cantava Piero Pelù in “Pierrot e la luna”, brano ispirato al “Pierrot Lunaire” di Arnold Schönberg. Quasi una porta d’accesso alla notte dei Litfiba al Porto Turistico di Pescara, una delle serate più attese del Terrasound Festival organizzato da Best Eventi. Domani sera, Pelù, insieme a Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, e con il supporto ritmico di Luca Martelli, porterà in Abruzzo il tour “Quarant’anni di 17 Re”, dedicato a uno degli album più visionari del rock italiano degli anni Ottanta. La data dei Litfiba è il cuore rock della prima finestra del Terrasound: da stasera
