Geolier e la festa dei 9mila a Collemaggio
Pacchi di sciarpe, accento campano e ragazzi già seduti lungo viale Collemaggio. Quando il concerto di Geolier è ancora lontano di parecchie ore, la giornata ha già trovato il suo centro. A ridosso del varco alcuni addetti arrivati dalla Campania discutono su come smistare la merce tra i punti vendita. «I p’ me, tu p’ te», sembrano quasi da dire, mentre le sciarpe prendono strade diverse e i primi fan aspettano il momento di entrare. Poco più avanti la devozione prende una forma decisamente meno canonica. Occhiali verde fosforescente con la scritta Geolier, gadget sotto il braccio e un santino
Il Fuoco del Morrone arriva a Collemaggio dopo “Un mondo d’amore”. Gianni Morandi ha aperto da poco la serata quando la musica lascia spazio alla processione. Raoul Bova al leggio, Luca Violini sul Torrione nei panni di Celestino V. Gabriele Corsi, accanto al braciere, segue l’avanzare della fiaccola fino a Pierluigi Biondi. Il sindaco accende il Tripode davanti alla basilica, dopo la prima accensione avvenuta in serata in Piazza Palazzo. Il rito entra così nella diretta di Rai 1, al centro di “La forza del Perdono”, apertura televisiva della 732esima Perdonanza Celestiniana. Il passaggio più delicato è proprio questo: collegare la cerimonia civile di Piazza Palazzo alla scena
Il Fuoco del Morrone è arrivato nel cuore dell’Aquila e ha acceso il Tripode davanti a Palazzo Margherita, segnando l’avvio della 732/a Perdonanza Celestiniana. Per il secondo anno consecutivo la cerimonia si è svolta in Piazza Palazzo, sede della Municipalità, prima della successiva accensione a Collemaggio. A ricevere la fiaccola e ad accendere il Tripode è stato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Nel suo intervento il primo cittadino ha legato il rito civile al tema della pace e alla figura di Celestino V. “Il gesto laico, quale espressione della Municipalità, di accensione del Tripode che esalta l’indulgenza d’agosto, concessione per
Questa volta il verbo di Celestino V deve fare i conti anche con i tempi di una diretta televisiva. Il nucleo resta il racconto costruito negli anni attorno alla Perdonanza. La prima serata su Rai 1, però, impone un’altra misura e una scrittura condivisa con gli autori della rete. Paolo Logli racconta il lavoro svolto come autore per “La forza del Perdono”, l’evento inaugurale della 732ª Perdonanza Celestiniana all’Aquila, in programma questa sera dalle 21.30 al Teatro del Perdono di Collemaggio. La direzione artistica e musicale è di Leonardo De Amicis, la conduzione di Lorena Bianchetti e Gabriele Corsi. Nella
Zaffe-Run a Navelli ecco la prima edizione
La Zaffe-Run è partita questa mattina da piazza San Pelino, dove i runner sono tornati a ogni passaggio. Tre giri per gli agonisti, circa dieci chilometri complessivi; due per chi ha scelto la non competitiva. Quelle strade che a Navelli conoscono bene la corsa anche senza pettorali e cronometri: sono le salite attraversate di fretta da generazioni di bambini quando si faceva tardi per il catechismo e il parroco chiamava ai vespri delle sette. E guai a far arrabbiare il parroco. In gara si portano altre motivazioni, altri stimoli: su attraverso il paese, poi di nuovo verso piazza San Pelino.
Gang
«C’è chi nella vita è toccato Elvis Presley, a chi Gesù Cristo, a chi San Francesco, a chi Che Guevara. A noi è toccato lui: Joe “lo strimpellatore”, Joe Strummer, un grande “bandito senza tempo».(Marino Severini. Gang)
Nobel per la pace ai bambini di Gaza
Un semplice “sì”, un “aderisco”. Ma anche ragionamenti più articolati, riflessioni accorate, preghiere, denunce. Hanno ormai toccato quota 17mila le adesioni raccolte in poco più di una settimana dalla proposta lanciata dal professor Eugenio Mazzarella. Avvenire è diventato, attraverso questa petizione, il punto di riferimento per chi chiede che venga consegnato il Nobel per la pace ai bambini di Gaza, come simbolo di tutte le infanzie violate nel mondo. Qui di seguito trovate solo alcune delle riflessioni, che accompagnano la sottoscrizione di questa campagna, per la quale è stata attivata una casella di posta elettronica specifica: petizione.gaza@avvenire.it. Oltre che per
Per una sera Terranera ha cambiato latitudine. Nella piccola frazione di Rocca di Mezzo, in provincia dell’Aquila, sono comparsi dirndl, bretelle, pantaloni tirolesi, boccali di birra e piatti bavaresi, con la piazza trasformata in una Oktoberfest in versione Altopiano delle Rocche. È mancato soltanto il classico grande tendone di Monaco. E quando ha cominciato a piovere, la sua assenza si è fatta sentire. La serata, organizzata dalla Pro loco di Terranera, ha coinvolto residenti e villeggianti, con i giovani del paese impegnati tra cucina, cassa e tavoli. Nel menu Käsespätzle con burro, formaggio, erbe fini e speck croccante, Weißwurst con
Breve storia multiculturale
Breve storia multiculturale. Mi mandano a Murata Gigotti a fotografare la statua della Madonna decapitata e a raccogliere le testimonianze dei residenti. “Devono essere stati gli arabi”, sentenzia uno di loro. Poi mi guarda meglio: “Lei non è arabo?”. “No, non sono arabo”, lo tranquillizzo.
