Laboratorio di integrazione in Norvegia
Una scuola per adulti può essere molte cose insieme: aula di lingua, spazio di integrazione, punto di accesso alla comunità, luogo in cui riprendere un percorso interrotto o costruirne uno nuovo. È una delle immagini che il Cpia L’Aquila riporta dall’esperienza di job shadowing svolta in Norvegia, nell’area di Stavanger, nell’ambito del programma Erasmus+. Dopo le tappe di Madrid e Dublino, il percorso europeo del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti dell’Aquila è proseguito a Strand, nel comune di Jørpeland, dove la delegazione ha visitato una scuola per adulti e si è confrontata con docenti e operatori del sistema norvegese.
Stavanger
Pensavo di fare due passi. Sono finito a cantare Wonderwall in un karaoke norvegese con una sconosciuta. Sarebbe bene tenerlo a mente: non esiste cattivo tempo, solo programmi sbagliati. LA SERATA
Tra rocce, piccoli laghi e un cielo capace di cambiare idea ogni cinque minuti, abbiamo raggiunto Preikestolen, il Pulpit Rock, uno dei luoghi simbolo della Norvegia: una piattaforma naturale sospesa a circa 604 metri sopra il Lysefjord. Accompagnati dai docenti Endre e Olga, abbiamo vissuto un’esperienza di outdoor learning lungo un percorso di circa 4,2 km da fare andata e ritorno, con quasi 500 metri di dislivello positivo, tra vento, tratti rocciosi e panorami che cambiano a ogni passo. In Norvegia il rapporto con la natura è parte dell’identità nazionale. Camminare, stare all’aperto, attraversare il paesaggi è di fatto una
Norwegian Wood
Terza tappa del nostro percorso #ErasmusPlus dopo Madrid e Dublino. Questa volta siamo in Norvegia, nei pressi di Stavanger, per un’esperienza di job shadowing in una scuola per adulti simile al nostro Cpia. Per alcuni giorni osserveremo da vicino metodologie, organizzazione e pratiche didattiche, confrontando esperienze diverse ma unite dalla stessa idea: offrire opportunità di apprendimento a chi continua a mettersi in gioco lungo tutto l’arco della vita. Perché viaggiare significa anche tornare a casa con nuove domande, nuovi spunti e qualche idea in più
Le mappe geografiche restano appese alle pareti. I Paesi, invece, prendono posto nel cortile del Cpia L’Aquila. Sono nelle voci degli studenti, nei piatti condivisi, nei lavori artistici esposti lungo i corridoi, nelle canzoni che accompagnano la Festa multietnica di fine anno. Circa un centinaio di persone hanno partecipato all’iniziativa che ha riunito studenti, docenti, famiglie e ospiti in una giornata dedicata all’incontro tra culture, lingue e storie diverse. Per qualche ora la scuola si è trasformata in uno spazio aperto di musica, arte, teatro e convivialità, restituendo l’immagine di una comunità costruita giorno dopo giorno attraverso lo studio e
I volti della festa
I volti della festa multietnica raccontano storie che fanno fatica a entrare nei programmi scolastici. Sono i volti degli studenti che ogni giorno attraversano le aule del Cpia L’Aquila portando con sé lingue, esperienze, ricordi e progetti. Volti che arrivano da Paesi diversi ma che condividono lo stesso spazio di apprendimento e di incontro. In uno sguardo c’è il coraggio di chi ha lasciato la propria casa. In un sorriso c’è la soddisfazione di un percorso costruito passo dopo passo. In un ritratto c’è la traccia di una comunità che cresce attraverso le differenze. La Festa multietnica è stata anche questo: un’occasione
L’anno di Capitale italiana della Cultura consegna all’Aquila un’eredità destinata a restare oltre il 2026. L’”Ecce Homo” di Antonello da Messina entra infatti nelle collezioni permanenti del Museo Nazionale d’Abruzzo e trova la sua sede stabile nel Castello cinquecentesco che ospita il MuNDA. Dopo un fine settimana segnato dalla partecipazione collettiva alla performance di Marinella Senatore, con migliaia di persone tra strade e piazze del centro storico, arriva un segno diverso: non un evento affidato al ricordo e alle emozioni di chi lo ha vissuto, ma un’opera che entra nel patrimonio pubblico della città. Il capolavoro del Quattrocento, recentemente acquisito
La città ha cominciato a muoversi poco dopo le quattro del pomeriggio, quando dal Maxxi il corteo di The School of Narrative Dance ha preso la strada verso il centro. Prima i suoni, poi gli stendardi, poi i corpi: quelli dei danzatori, dei musicisti, dei ragazzi, degli anziani, delle persone con disabilità, dei gruppi sportivi, dei performer e dei cittadini chiamati a entrare nella stessa scena. Non una sfilata ordinata, ma una città temporaneamente trasformata in partitura. La parata urbana di Marinella Senatore, inserita nel programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, ha attraversato il centro storico fino a
Acquerelli alle pareti e musica lungo il percorso della Notte Bianca delle Culture. Vlada Shamova, artista visiva, cantante e insegnante d’arte nata in Bielorussia e oggi residente a Fontecchio, è stata tra le presenze della giornata che sabato ha animato il centro storico dell’Aquila con incontri, laboratori, spettacoli e concerti. All’Auditorium del Parco è stata ospitata la sua mostra “Viaggi ad acquerello”, una selezione di opere nate da anni di viaggi, incontri e luoghi attraversati. Attraverso la tecnica dell’acquerello, Shamova racconta scorci urbani, paesaggi e frammenti di vita quotidiana, con uno sguardo rivolto alle persone e alla natura. “Amo le persone. Ascoltarle,
