Esce in queste ore su tutte le piattaforme digitali, “Trip” il nuovo singolo targato Treva and the Mojos, la band fondata dal pescarese Andrea Ambrosini, 31enne pescarese che, dopo aver studiato all’Aquila, si è trasferito in a Melbourne insieme alla compagna Camilla Franchi, coetanea, anche lei abruzzese, originaria di Picenze, frazione di Barisciano alle porte del capoluogo. Dopo il successo di “In the Ditch”, Ambrosini si è rimesso a lavoro lavorando a distanza con la sua band, i cui musicisti vivono in Europa. Di fatto, nello stato di Victoria si può lavorare solo su sessioni di registrazione a distanza: seppure con restrizioni lievemente più

Tante volte, nell’arco dei circa 30 anni di carriera dei Pearl Jam, i progetti paralleli dei singoli membri hanno preso il sopravvento sul cronoprogramma della band. Già dalla metà degli anni Novanta, quando Eddie Vedder si trovava talvolta a raggiungere per conto proprio le aree dei concerti, Mike Mc Cready e gli altri gli chiesero più di una volta: “Do you still wanna be in the band anymore?”. Ma c’è forse un disco che ha segnato uno spartiacque tra la produzione del gruppo e la firma personale del suo frontman, la colonna sonora di “Into the Wild”, uscita esattamente 13 anni fa. Vedder fu

Panni e oscuranti. Americane in alluminio. Sipari all’italiana, sipari alla greca. Carrucole e rocchetti, cavi audio e prese elettriche alla rinfusa ad occupare due terzi della stanza. La ripresa stagionale alla Casa del Teatro in via Ficara fa i conti con le nuove disposizioni anti-Covid e con un decreto in uscita ad ottobre volto a garantire la sopravvivenza delle realtà teatrali piccole, medie e grandi, importante avamposto culturale anche nella nostra comunità. «Stiamo vivendo un momento difficile e delicato», valuta l’attore e regista Eugenio Incarnati, mentre è al lavoro nella progettazione del nuovo design della stanza con relative procedure di sanificazione.

L’emozione di suonare davanti all’Ostello più alto d’Europa, con i suoi 2.115 metri sul livello del mare. Un palco minimal allestito sul piazzale di Campo Imperatore, lì dove arriva la funivia del Gran Sasso. Due chitarre, tre microfoni e un repertorio che sa adattarsi alle circostanze e ai repentini cambi climatici. L’ostello sorge proprio dove arrivava la vecchia funivia, dismessa nel 1988 e diventa naturalmente un museo. L’ingresso dell’ostello è collegato direttamente alla stazione attuale. Campo Imperatore è la base anche per chi pratica sci alpinismo godendo dei meravigliosi panorami che il Gran Sasso offre. Anche in questi ultimi giorni

Era prevedibile che restare tre mesi dentro casa a fare la pizza non ci avrebbe resi migliori, così d’émblee. Altra cosa è usare tempi e circostanze di un contesto difficile come quello del lockdown per guardarci dentro e riflettere, virare le luci al grigio. Un percorso che, magari, può passare attraverso le varie forme dell’arte: musica, letteratura, cinema, teatro, dance, pittura, scultura, tv, radio, web. Questo è il tema portante del primo lavoro editoriale realizzato da The Walk of Fame, magazine specializzato nel campo culturale, con base operativa in Abruzzo. Proprio da qui è partito il mini-tour promozionale del volume “Black

Nel segno del viaggio e del coraggio. Come nelle parole di Gianni Rodari. Come negli auspici di una città che, malgrado i segni del sisma ancora ben visibili sulle strade del centro, malgrado le necessarie restrizioni imposte dalle misure anti-Covid, non ha rinunciato a nessuno dei grandi appuntamenti dell’estate: né ai Cantieri dell’Immaginario, né alla Perdonanza, meno che meno al jazz. «Ci abbiamo creduto, anche quando ci chiedevano “chi ve lo fa fare?”. Era troppo importante non interrompere questa tradizione che va avanti dal 2015», ha sottolineato il sindaco Pierluigi Biondi, davanti alla Casa dello Studente, prima del via ufficiale alla seconda

Le t-shirt grigie dalle scritte scolorite nel tempo. Gli striscioni con i nomi degli studenti scomparsi la notte del sisma. Fiori intrecciati sulle transenne che una volta segnavano il perimetro esterno della Casa dello Studente. Colpisce il “ground zero”, ma ancora di più la sfrontatezza delle piante selvatiche che ora riempiono l’area delle fondamenta. Riparte da qui, alle 12, la maratona del jazz. Circa duecento musicisti distribuiti in una decina di postazioni allestite tra il centro storico e borgo Rivera. Si riparte sulle atmosfere evocate dall’ensemble Stefano Tamborrino Seacup con Ilaria Lanzoni al violino, Katia Moling alla viola oltre a Dan Kinzelman (sax), Andrea Beninati (violoncello), Gabriele Evangelista (contrabbasso). Composizione,

Ancora una volta il rumore dell’acqua della Fontana delle 99 Cannelle ha fatto da preludio al weekend del Jazz italiano per le terre del Sisma, sesta edizione. Appuntamento – per chi è riuscito a prenotare attraverso la piattaforma Eventbrite –  con il sax di Dario Cecchini e poi con la Crazy Dixie Band, musicisti di strada a cui è stato affidato il primo momento pubblico della due giorni. Angelo Marinelli (sax soprano), Giulio Filippetti (tromba), Giorgio Filippetti (trombone), Andrea Marinelli (tuba), Angelo Bernardi (banjo), Mattia Marrone (grancassa), Davide Russo (rullante) accoglieranno visitatori e appassionati a una manifestazione che non rinuncia ai suoi spazi e alle sue forme, seppur nel rispetto delle misure anti-Covid, così come è stato per

Sabato 5 e domenica 6 settembre, 200 musicisti, 9 location nel centro dell’Aquila: la grande famiglia del jazz italiano torna all’Aquila e lo fa con un nuovo corso progettuale diretto da tre nuovi direttori artistici che, nel 2020, hanno raccolto il testimone lasciato da Paolo Fresu, il cui impegno proseguiva dalla prima edizione del 2015. Quest’anno a condurre il programma del festival saranno infatti Ada Montellanico (cantante, musicista e presidente dell’associazione Il Jazz va a Scuola), Simone Graziano (musicista e presidente dell’associazione Musicisti Italiani di Jazz) e Luciano Linzi (direttore artistico della Casa del Jazz e del Festival Jazzmi, consigliere