Laboratorio di analisi cliniche bloccato per mezz’ora perché la coppia di clienti anziani proprio davanti a me (ero in fila per degli esami propedeutici al certificato sportivo) non è riuscita a capire quali esami il nipote gli avesse consigliato prima di fare il vaccino – Ma vostro nipote è medico? Chiede loro l’infermiera alla reception. – No, però è biologo – E dunque quali esami vi ha consigliato? – Questi qua. Dice l’uomo, mostrando un foglio di carta stropicciato. Sono esami importanti no? – Veramente – valuta l’infermiera – sono esami che lasciano il tempo che trovano in chi è

Inizia questa settimana il Ramadan, il mese sacro di digiuno e preghiera celebrato ogni anno dai praticanti di fede islamica. L’organizzazione delle preghiere serali fa i conti, così come avviene per gli altri culti, con le misure di contenimento anticovid e, in particolare, con il coprifuoco. Nel mese sacro, fatti, si recita la preghiera del Taravih, all’interno della moschea o luoghi di culto in congregazione subito dopo la preghiera all’Isha (ultima delle cinque preghiere giornaliere che ad oggi in Italia si recita poco dopo le 21) è una preghiera molto rilevante in quanto si svolge di notte. Di fronte ai

Da una parte la foto dell’ex neroverde Toby Handley e uno slogan “Save L’Aquila Rugby”, scattata nel 2014 in supporto ai neroverdi in occasione dell’ennesimo momento di crisi societario. Una lavagnetta di ardesia e un asterisco a simulare un hashtag e una polo scura a coprire un tatuaggio in ricordo della sua esperienza nel capoluogo abruzzese. Dall’altra, una maglia sacra: quella vestita il 23 aprile 1994 da Massimo Alfonsetti a Padova, per la finale scudetto. L’Aquila  giocava contro il Milan, “dream team” di campionissimi (Dominguez, Vaccari, i fratelli Cuttitta, Giovannelli e tanti altri), lanciato verso un trionfo che in tanti davano per

IN PICCOLI GESTI

“Scusa, cosa c’è dentro, un concerto?” mi fa un signore all’uscita dell’Auditorium del Parco. La voce non la riconosco subito, ma la sua mascherina nasconde il volto dell’insegnante di musica che avevo alle scuole medie. “No, prof. Professore, è proprio lei? Qui c’è solo una conferenza stampa. I concerti sono fermi da mesi e lei dovrebbe saperlo”. “Lo so, lo so”, replica ridendo. “Ma tanto a me non importa: ogni giorno non esco di casa senza prima aver suonato un’ora sulla partitura di Bach adattata per flauto”. La libertà è responsabilità anche individuale. E parte anche dai piccoli gesti.

Cosa accade quando si prende una fiaba classica – una di quelle che tengono i bimbi incollati alla sedia – e la si utilizza come pretesto per andare a spasso tra i capisaldi della Commedia dell’Arte? È l’esperimento scelto per l’appuntamento di questa settimana della rassegna “L’arte non si ferma”, dove il teatro arriva a casa direttamente dal teatro Tosti di Ortona, attraverso il digitale terrestre. Stasera alle 22.30 su Rete 8, il direttore artistico del Tsa, Giorgio Pasotti presenterà “Il gatto con gli stivali”, uno spettacolo frutto di una collaborazione tra il Teatro Stabile d’Abruzzo e Fantacadabra. Liberamente ispirato

Il cinquantenne Luigi Giavatto, più solo che single, impiegato al Tribunale, parte per un breve viaggio in Sicilia col vecchio padre: l’occasione attesa una vita per risolvere un rapporto indecifrabile, la chance di superare un totem di incomprensioni. Ma presto questa avventura si dilata per digressioni e flashback, vita possibile e vita sognata. Sullo sfondo la Roma caotica di uffici e burocrazia, specchio dell’inazione del protagonista. Si gioca su queste dinamiche “Quando cavalcavo i mammut” il libro di Paolo Romano (ed. Scatole Parlanti), scrittore e giornalista che vive e lavora nella capitale. Nell’alternarsi di stili e piani narrativi, vanno in scena la

Nei cuori colorati disegnati dalle piccole Aurora e Sofia che il foglio trasparente attaccato a una transenna dell’ex Casa dello studente è riuscito a proteggere solo in parte. Nell’arcobaleno fotografato da Giuseppe subito dopo le piogge del pomeriggio. Nel disegno del piccolo Thomas, spillato su una gardenia posta all’ingresso di piazzale Paoli per ricordare la zia Claudia. Nello striscione. Nelle margherite, nelle peonie, nelle viole, nelle primule, nei narcisi e nelle rose bianche che da ieri decorano alcuni angoli esterni del Parco della memoria. Nel drappo bianco dei 309 martiri esposto alle ingiurie di una primavera che fa ancora i singhiozzi. Nello striscione nero dei Red Blue Eagles

La puntata di oggi di #The Walk of Fame Week ci consegna storie di dolore e rinascita attraverso le macerie: omaggio al terremoto dell’Aquila e la promessa di rinascita. Si parlerà anche della nascita delle Olimpiadi moderne e della genesi della canzone #Pride (In the name of Love degli U2). Questo e molto altro a partire dalle 18 su Rt Radio Terapia.  Rt RadioTerapia · THE WALK OF FAME WEEK – 7 Aprile

Dodici anni e un giorno negli strani meccanismi della mente che disegna geometrie inedite del passato. Chiudi gli occhi e ti sembra di rivivere quella notte scandita da sirene di ambulanze, odore di gas e polvere: nel buio le urla di chi è ancora sotto le macerie. Il ricordo è un brivido lungo la schiena, che a tratti toglie il respiro. Eppure, da quella notte sembra passato un secolo. Il 6 aprile 2009, alle 3.32, L’Aquila si svegliava in un incubo: parte della città semidistrutta, con molti palazzi inagibili, a partire dalle istituzioni, la Prefettura in macerie come la Casa