Sono in tre, seduti su pezzi di cartone all’ombra di un pioppo. Uno ha la maglietta rossa, un altro bianca, il terzo verde militare. Gli zaini sono appoggiati a terra. Dietro di loro c’è la recinzione di un edificio, davanti passa la nuova pista ciclabile di Piazza d’Armi. Poco più in là una transenna, ghiaia, terra secca. È ora di pranzo. Sotto il sole si sta male, sotto quell’albero qualche grado in meno basta per fermarsi e mangiare. A poche decine di metri la grande copertura dell’area skate offre un’altra zona d’ombra. Sotto, quasi al centro dello spazio, un ragazzo

Per mettere in piedi la Torre di Pisa, con tanto di pendenza simulata, gli sono bastati tre mesi. Per la Fontana di Trevi ne sono serviti altri quattro. La Basilica di Collemaggio, invece, ha impegnato Maurizio Lampis per sette mesi e richiesto circa 90 mila mattoncini. Il modello è lungo 170 centimetri e largo quasi un metro e mezzo. Tre monumenti, ora esposti all’Aquila, che raccontano il progetto dell’artista sardo specializzato nella costruzione di grandi opere con i mattoncini Lego: riprodurre, un pezzo alla volta, un’intera Italia in miniatura. “La Basilica di Collemaggio è il progetto più recente legato alla

Oltre 300 artisti, più di venti luoghi coinvolti e due giorni di concerti, incontri e produzioni originali. Sabato 5 e domenica 6 settembre torna all’Aquila “Il jazz italiano per le terre del sisma”, manifestazione giunta alla dodicesima edizione e inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Il tema scelto quest’anno è ‘Riflessi’. Il festival, nato nel 2015, occuperà piazze, cortili, palazzi storici, chiese, musei e altri spazi del centro. La direzione artistica è affidata a Maria Pia De Vito, Paola Martini e Nicola Pisani. Il programma prenderà il via sabato al Teatro San Filippo con l’Orchestra nazionale jazz

Per anni è stato uno dei palazzi feriti dal terremoto nel cuore del centro storico del capoluogo. Oggi Palazzo Farinosi Branconi torna a vivere e viene restituito alla città come nuovo come nuovo polo culturale Bper de La Galleria, nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Recuperato dopo il sisma del 2009, da domani sarà aperto al pubblico con il percorso permanente ‘Scrigno di memorie. Paesaggi, colore e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione’, che mette in dialogo opere della Corporate Collection Bper con gli ambienti storici e riporta in città una parte della raccolta della Cassa di

Quando il mare comincia ad arretrare nessuno fa niente. È così che succedono certe cose. Una trave può cedere senza troppo preavviso. Per settimane sembra ancora al suo posto. Poi… Un mare, a quanto sembra, può andarsene senza salutare. La prima mattina arretra di un metro. Qualcuno dice che è la marea. La seconda mattina sono tre. La settimana dopo, per entrare in acqua, bisogna attraversare duecento metri di sabbia scura che fino a pochi giorni prima appartenevano ai pesci. E la gente continua a fare quello che faceva. I pescatori controllano le reti. Il negozio davanti al porto mette

Collemaggio blu. La luce si prende la pietra, lascia in evidenza il rosone e le geometrie della facciata. Davanti al palco, una fila di fari circolari rossi spezza la dominante azzurra. Poco dopo cambia tutto: anche la basilica vira al rosso. Il prato è pieno nella parte più vicina alla scena, la platea è compatta nelle prime file e nelle zone centrali, mentre verso il fondo gli spazi si allargano. È qui che Il Volo torna alla Perdonanza Celestiniana per il “Concerto per L’Aquila”, ultimo appuntamento della 732esima edizione. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble hanno alle spalle la

Perdonarsi

E magari dietro tutto questo c’è un’idea abbastanza rivoluzionaria: che nessuno sia definitivamente riducibile ai propri errori.

Passa un gonfalone. Ne arriva un altro. Quando il corteo sembra finito, da Piazza Palazzo spunta ancora un gruppo. La 732esima Perdonanza riempie le strade dell’Aquila con 1.700 partecipanti e per attraversarla tutta serve tempo. Molto. La testa avanza verso Collemaggio, la coda continua a prendere forma tra le facciate del centro. In alto si muovono stendardi rossi e blu scuro. Più vicino alla strada ci sono il verde oliva delle tuniche, il crema, il bordeaux dei mantelli. I tessuti trattengono il caldo. Qualcuno cerca l’ombra prima di rimettersi in fila. Ai lati, dietro le transenne, si alzano telefoni e

Eclissi di luna

“Eclissi poi, con Terra e Luna così appiccicate, ce n’erano tutti i momenti: figuriamoci se quelle due bestione non trovavano modo di farsi continuamente ombra a vicenda”. (Italo Calvino)