Due chitarre dietro a una transenna coperta da un nastro bianco e rosso. La schiena di Alex Maiorano appoggiata al muro mentre intona la sua Pearly white teeth, una delle 4 canzoni proposte nel mini-set acustico improvvisato sul balcone. Pochi accordi ben calibrati e un testo dalle suggestioni romantiche. La vita che scorre sulle strade di una Berlino che è alle prove tecniche di quarantena. Le strade semivuote e la gente affacciata alle finestre, tanto che a fine canzone nasce spontaneo un applauso. Un breve video che, attraverso l’etere, rimbalza fino in Abruzzo, compiendo a ritroso un viaggio che circa

Attivato all’Aquila un numero verde comunale per l’emergenza coronavirus (800.666.622 attivo dalle ore 9 alle ore 18, dal lunedì al venerdì) sarà a disposizione anche per ricevere le richieste di beni di prima necessità e generi alimentari da parte dei cittadini aquilani in difficoltà. A recapitare a domicilio i pacchi solidali saranno poi gli alpini del 9° Reggimento. La fase di distribuzione è affidata alle penne nere, quella di raccolta dei beni alla Caritas San Giovanni Battista, il coordinamento dei volontari deputati allo smistamento del materiale alla Casa del volontariato dell’Aquila. “Questa è la filiera che come Comune abbiamo promosso e tutte le

Due sedie di plastica, un bagno chimico e una tenda blu del ministero dell’Interno la cui collocazione, a ridosso degli impianti sportivi di Centi Colella, riporta la mente a un vissuto di undici anni fa. È lì che due persone senza fissa dimora, arrivate all’Aquila dal Nord, hanno l’obbligo di trascorrere la quarantena per quindici giorni. Sono state condotte lì dalla polizia. Il primo a entrarvi, nella notte tra il 2 e il 3 aprile, è stato un 37enne originario nel Belgio, ma proveniente da Como. Nei giorni scorsi era stato fermato e identificato un paio di volte dalla polizia

Giornalista, scrittore, blogger, musicista, ma anche autore e conduttore radiofonico. Questi sono gli indizi per chi volesse provare a indovinare l’identità dell’ospite misterioso di questa decima puntata eccezionale di r(E)sistere. Non vogliamo aggiungere altro per il timore di rendere troppo semplice la soluzione e, quindi, vi invitiamo all’ascolto. IL PODCAST

Collaborando con il superprogetto Rockin’1000, capace nell’arco di poche ore di aggregare un’enorme band di 1200 musicisti, Aperol ha raccolto e donato oltre 100mila euro alla Protezione civile per far fronte all’emergenza Covid 19. Ogni musicista coinvolto, dalla propria casa, ha cantato e suonato “Una musica può fare” di Max Gazzè contribuendo a un video dalle mille finestre. Sono esattamente 1215 i contributi pervenuti. Immagini casalinghe di ogni tipo. Questi i numeri della formazione, aggregata dalla più grande rock band del mondo: 450 chitarristi, 273 cantanti, 186 bassisti, 162 batteristi, 60 tastieristi, 53 saxofonisti, 20 trombe e 11 tromboni da Italia, Francia,

L’associazione Vado Onlus continua la raccolta fondi in supporto alle strutture sanitarie utilizzate per fronteggiare l’emergenza legata al Coronavirus. L’associazione ha già contribuito all’operazione “Covid Hospital G8 – Asl 01 Abruzzo”, che ha portato alla creazione di 6 posti in più in Terapia intensiva all’ospedale dell’Aquila, attrezzati dentro le strutture dismesse del G8, per far fronte all’emergenza Coronavirus. Un’operazione realizzata in tempi record in un momento delicato, come ha ricordato più volte anche il primario dell’unità complessa di Rianimazione del San Salvatore, Franco Marinangeli. I fondi, in questa fase, saranno utilizzati proprio per potenziare l’unità di Rianimazione. (fab.i.)

Ore 3.35: non trovo i pantaloni. Al buio, non trovo i pantaloni. I jeans che avevo addosso la sera prima devono essere ai piedi del letto. Sono sicuro di averli lasciati lì, ma non li trovo. Mi sento un cretino se penso a tutti quei discorsi sulla prevenzione, con cui abbiamo riempito i giornali senza neanche capire quello che stavamo scrivendo. Sono rimasto a letto: ho aspettato che la scossa finisse e mi sono alzato, solo per abbracciare Sabina. Dalle crepe di una parete immagino che altrove il terremoto abbia fatto un casino.

Finestre e balconi che si illuminano – con la luce del cellulare o di una candela – alla mezzanotte tra il 5 e il 6 aprile, in occasione dell’undicesimo anniversario del terremoto dell’Aquila che ha causato 309 morti e circa 1500 feriti. Un piccolo corteo immerso in una notte che da undici anni non è più la stessa. Ci eravamo abituati a vedere una lunga fiaccolata a precedere i rintocchi, uno per ogni vittima. Quest’anno, le misure legate alla prevenzione dei contagi contro il Coronavirus impediscono alla gente di uscire dalle strada. Sarà un anniversario scandito dal silenzio e dall’isolamento

Nel lanciare il suo terzo disco, Paolo Tocco, uno dei cantautori simbolicamente più profondi che questa terra conosce, aveva messo davanti i contenuti delle sue canzoni di rivalsa, di rabbia. Un messaggio chiaro e netto, a partire dal titolo, Ho bisogno d’aria, declinato da brani che hanno l’urgenza di liberarsi da ipocrisia e finzione e che appartengono alla vita quotidiana. Dalle televisioni ai social, dal giorno qualunque alle istituzioni dei palazzi di governo. Si delinea un vissuto sempre più fatto di apparenze e di facciate lucidate a dovere per lo spettacolo che serve a indottrinare il popolo tutto, più che a