Tornare all’Aquila, in punta di piedi, ma con in testa una melodia. Sequenze di suoni per coro, orchestra e voce narrante per raccontare il terremoto che ha colpito questa città e gli anni successivi. Molto più di una melodia, ma

«Io voglio i violini che salgono sulla strofa. Così sale la tensione perché sono inc…». In un momento storico in cui si arriva a produrre un intero disco senza neanche sapere cosa sia un Re settima o un giro di

Lithium 48 racconta una storia che fin dalle prime pagine confonde e sconcerta il lettore. È impossibile infatti non domandarsi se la realtà che il protagonista Simone sperimenta sia concreta o frutto delle sue allucinazioni. Il ragazzo è vittima della

Concerto-reading e aperitivo di anteprima alla Sharky Art Gallery in vista della giornata di consapevolezza delle donne. La galleria ha ospitato “Aspettando lotto marzo”, un’iniziativa in collaborazione con il Caffè letterario. Il titolo è un “errore” grammaticale simulato, con l’obiettivo

La questione non è tanto “chiedi chi erano i Beatles”. La questione è più che altro “chiedi cosa vuol dire essere uno di loro, anche solo per dieci giorni”. Chiedetelo a Jimmie Nicol, il batterista inglese che sostituì Ringo Starr, malato di

“Domando scusa, fate vedere Sanremo qui?”. Ora, ci sono tempi e modi per fare domande. E, talvolta, è facile sbagliare entrambi. Entri in un bar, vedi uno schermo piatto non sintonizzato su una partita di pallone e chiedi di mettere

Giornata omaggio a Noemi Tiberio, giovane regista scomparsa nel terremoto del 6 Aprile 2009. Una data significativa anche per la ricorrenza con l’altro sisma che distrusse la città, nel 1703. Nel pomeriggio, l’Auditorium del Parco ha ospitato la proiezione del documentario

“Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso”. Basta mettere mezzo piede nello chalet di legno che subito hai in testa la sequenza di accordi del Fiume Sand Creek, a prescindere dalla musica proposta dalle casse del locale.

«Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi suonare». Capita

Il pallone in cuoio impresso nel murale trompe l’oeil di piazza Del Mercato scivola sino a piazza Trieste rimbalzando da un vicolo a un altro attraverso le scalinate in pietra, fino a raggiungere i piedi del suo autore, Callisto Di