Collemaggio è blu. La luce si prende la pietra, lascia in evidenza il rosone e le geometrie della facciata. Davanti al palco, una fila di fari circolari rossi spezza la dominante azzurra. Poco dopo cambia tutto: anche la basilica vira

Pacchi di sciarpe, accento campano e ragazzi già seduti lungo viale Collemaggio. Quando il concerto di Geolier è ancora lontano di parecchie ore, la giornata ha già trovato il suo centro. A ridosso del varco alcuni addetti arrivati dalla Campania

“Knock on Wood funziona sempre. La gente si alza in piedi, non c’è niente da fare. Ha un fascino che neanche io riesco a spiegare completamente, se non per quel grande senso di gioia che suscita”. Una gioia che, in

La Music Arena ancora in fase di smontaggio, oltre trentamila persone appena salutate e un’altra strada da prendere, rigorosamente in bici. Giovedì mattina Jovanotti è tornato in bicicletta e ha lasciato Montesilvano diretto verso sud. Il palco del Summer Party

Jovanotti è entrato nel mainstream quando facevo ancora le elementari. Ricordo un’intervista su un giornale di quegli anni: lui aveva poco più di vent’anni, erano i tempi di “Gimme Five”, poi di “La mia moto” e “Vasco”. Diceva che avrebbe

 Trentamila persone dentro la Music Arena, Jovanotti sul palco per quasi tre ore e un concerto iniziato molto prima del suo ingresso in scena. Il Summer Party di Montesilvano ha occupato l’intera giornata del 12 agosto, con il pubblico arrivato

Una promessa mantenuta e una tappa che lega il viaggio in bicicletta verso la costa alla storia della ricostruzione aquilana. Jovanotti è arrivato questa mattina all’Aquila con il gruppo del ‘Jovagiro’ e ha visitato il Teatro San Filippo, riaperto lo

Una partita a beach

“Come giochi a beach volley?” Ah boh. Un po’ come quando a Rockin’1000 ti passano una canzone degli AC/DC… tutta un’ottava sotto rispetto alla linea vocale originale

Casali d’Aschi, ultimo appuntamento di questo segmento estivo di Rock’in CentRo. Altre date si aggiungeranno. E ieri è venuto a trovarmi Luca, che vive a Dublino. Abbiamo parlato di Glen Hansard, di viaggi improbabili e di quelle estati in cui

Uno zaino nero lasciato sul palco e scomparso nel caos della festa. Dentro c’è un vecchio iPad appartenuto al padre Vincenzo, con fotografie, note personali e materiali che per Nicola Pomponi, in arte Setak, hanno un valore impossibile da misurare. È