Cinema, riscaldamento globale, disabilità, periferie e diritto alla famiglia – qualsiasi tipo di famiglia. Da domani fino a giovedì, l’Auditorium del Parco ospiterà incontri, proiezioni e occasioni di confronto su temi di stretta attualità. Tutto questo è L’Aquila Social Film

“Quanti cinema ci sono all’Aquila?”. Qualche tempo fa, il regista Roberto Andò, ospite all’Aquila di un appuntamento del Festival dei festival, si presentò al palazzetto dei Nobili con questa domanda. Niente di che, una domanda qualsiasi tanto per fare due chiacchiere

“Quanti cinema ci sono all’Aquila?”, neanche il tempo di entrare al Palazzetto dei Nobili, come ospite del ciclo di incontri “Dialoghi sul cinema” del Festival dei festival, che Roberto Andò spiazza i suoi interlocutori con una domanda che, involontariamente, costringe

C’è poco tempo a disposizione per salvare la sede abruzzese del Centro sperimentale di cinematografia (Csc), la scuola nazionale di cinema accreditata come la più antica del mondo. La conferenza stampa che doveva segnare il lancio di una mostra fotografica

L’identità del centro storico si frammenta in tante realtà parallele quando la si guarda dalla periferia. Tante città nella città, come quelle invisibili raccontate da Italo Calvino. Un tessuto urbano che si disperde dentro logiche contrastanti e contraddittorie, in una

Dai riflettori sulla questione palestinese, alle diverse prospettive individuali, passando per “L’uomo che uccise Don Chisciotte”, il travagliato ultimo film di Terry Gilliam. L’Aquila Film Festival torna a proporre la tradizionale rassegna d’essai con sei appuntamenti a ingresso gratuito in

Prendete Antonio, il classico «quarantenne irrisolto» al centro di un romanzo, reduce da un matrimonio naufragato, un’ex moglie in carriera e la passione per il calcio. Un personaggio vittima di un’indolenza che niente riesce a scalfire, neppure i brutali omicidi

Una ragazza, i cui familiari sono stati uccisi, si trova sola nella città siriana di Hasakah in segno di protesta contro il continuo massacro dei civili da parte delle forze vicine all’Isis, decide di darsi fuoco davanti a una webcam,

“Happy end” di Michel Haneke ha chiuso in bellezza la prima parte del programma del festival cinematografico degli aquilani. Dopo due mesi di proiezioni di altissima qualità seguite da un pubblico affezionato e numeroso che ha riempito ogni giovedì il

Bastano poche note per riconoscere il leit motiv di “Profondo Rosso”, una perla nella storia del gruppo progressive-rock dei Goblin, famoso soprattutto per aver musicato i film di Dario Argento tra cui appunto l’omonima pellicola cult Profondo Rosso (1975), ma