“E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l’eterno …” Anche la voce dell’uomo che grida il proprio dolore diventa dolce melodia se vibra nel sacro spazio del silenzio. Una prospettiva inedita quella con cui si presenta Canto d’Infinito – Il senso dell’animo, spettacolo omaggio tra musica e recitazione alla lirica di Giacomo Leopardi, nel bicentenario di una delle sue poesie più celebri. L’incastro cercato è quello tra i testi del poeta di Recanati e gli arrangiamenti per soprano, pianoforte, sassofono, contrabbasso e batteria. Una proposta che

Dopo le sessioni del Pinewood all’Aquila e Vasto e gli arrangiamenti elettro-acustici di Indierocket nel capoluogo adriatico, il calendario estivo propone un nuovo omaggio alla musica indipendente in Abruzzo, nell’ambito di Estatica 2019, la kermesse multiforme nell’area del porto turistico di Pescara. Parliamo di Zoo Music Fest, un cartellone che inserisce indie, rap e nuove tendenze dal 6 al 10 agosto. Protagonisti saranno Salmo, Calcutta e Carl Brave: una line up importante per questa prima edizione del festival concepito da Ventidieci, Alhena Entertainment, M&P Company. Si parte domani con Salmo (tutti i concerti iniziano alle 21), artista che ha collezionato

Indie, musica etnica, jazz, tormentoni estivi e canzone d’autore. In Abruzzo il turismo scommette sui big del panorama nazionale e internazionale. Ecco il calendario. Mentre all’Aquila ancora risuonano gli echi dei fiati della Wedding & Funeral Band di Goran Bregovic, ospite il primo agosto dei Cantieri dell’Immaginario, la vicina area archeologica di Peltuinum (Prata d’Ansidonia) si prepara ad accogliere, stasera, Neri Marcorè – qui nelle vesti di musicista – e il suo collaudato omaggio a Fabrizio De André, in un appuntamento del cartellone di Paesaggi sonori che abbina la musica alle escursioni alla scoperta delle nostre “meraviglie a portata di mano”. In contemporanea, al teatro

«L’aspetto forse più gratificante di serate come questa è vedere così tanta gente cantare le mie canzoni dopo anni e anni. Il pubblico diventa così parte integrante dello spettacolo in un’atmosfera in cui tutti ci riconosciamo». Perché “Mogol racconta Mogol” non propone solo una narrazione in prima persona sulla genesi dei testi più celebri del maestro, ma un vero e proprio percorso musicale con arrangiamenti inediti di alcuni tra i successi dei suoi sodalizi musicali, a partire da quello con Lucio Battisti. Nel repertorio brani come Mi ritorni in mente, oltre ad altri titoli senza tempo tra cui Anche per

Che la giornata sarebbe stata difficile lo si intuiva dal pacco gara. Tra i prodotti più o meno tipici che affiancano il pettorale dell’Ultramaratona del Gran Sasso, gli organizzatori sono andati a ficcarci un barattolo di salsa pronta Carbonara. Chissà cosa avrebbe pensato il povero Mario Corridore di questa trovata. Ovviamente, quanto ti alzi di buon mattino e decidi di metterti alle spalle 50 chilometri, in una giornata in cui può esserci caldo torrido o piogge “zenitali”, la composizione del pacco gara è l’ultimo dei problemi. Il problema numero uno della viglia è stato quello di capire proprio che tipo

«Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia…». A poche ore dalla nona Ultramaratona del Gran Sasso, gli organizzatori di una corsa che si propone tra le più impegnative tra quelle previste nel calendario estivo, tirano in ballo Erasmo da Rotterdam a ricordare che la vita è un gioco in cui «il cuore ha sempre ragione». Eh sì, ci vuole un pizzico di follia per alzarsi di buon mattino e mettersi alle spalle 50 chilometri in quota, con un dislivello di quasi mille metri, in una giornata in cui

Un tour in cinque porti a ovest della Penisola, partendo da Civitavecchia e passando tra Corsica e Sardegna, attraverso le Bocche di Bonifacio, verso Valencia. Per molti, la posizione invidiabile di questa città sulla costa del mar Mediterraneo è già un’attrazione sufficiente. Dopo Madrid e Barcellona, la terza città della Spagna, si è da tempo scrollata di dosso la nomea di città provinciale. In questi ultimi decenni è stato creato un grande e importante complesso culturale, La Ciudad de las Artes y Ciencias, la metropolitana all’avanguardia ha continuato ad espandersi e decine di bar, ristoranti e negozi alla moda hanno

Mi rimetto nella metro e faccio il viaggio a ritroso verso Chatelet. Poi, con i rollerblades ai piedi, raggiungo Rue Saint Denis. Cerco quel numero civico, mentre mi muovo in un parterre fatto di sexy shop e negozi di vestiti, in cui fa breccia la parrocchia di Saint Leu – Saint Gilles. Guardo distrattamente due attempate belle-de-jour appoggiate davanti al Jon Kafé. Chissà cosa avrebbe pensato di loro Ludovico Magno. Mi è capitato una volta di entrare nel localino qui all’angolo. Trovi sempre una di loro che sta alla porta e ti dice “Come stai? Non ti piacerebbe passare un

Loa o Orisha, che differenza fa quando il credo è unico ma cambian le figure… Ho sentito in giro, da qualche parte, che la religione serve a chi ha paura dell’inferno. Altra cosa è la spiritualità, che è riservata achi all’inferno c’è già stato. Una volta ad Algeciras, prima di imbarcarmi verso il Marocco mi fermai a parlare con un ex colonnello che lì aveva fondato un centro di evangelizzazione, credo vicino all’area dei Protestanti, ma poco importa. Mi parlò di quanto, in realtà, poco contassero le etichette. Mi parlò del messaggio autentico di quello “sconosciuto” di nome Gesù, con