Tele, stampe, fotografie, sculture: pezzi diversi, stessa direzione. “Asta creativa” mette insieme più di 70 opere donate da artiste e artisti, in gran parte del territorio, per una raccolta fondi a sostegno della campagna “100×100 Gaza”, sabato 28 febbraio a Piazza d’Arti. La giornata di sabato avrà inizio alle ore 11 nella sede del Mu.Sp.A.C. con l’apertura dell’esposizione: sarà possibile visionare le opere donate, che spaziano tra generi diversi, da sculture a dipinti, da illustrazioni a installazioni, da autoproduzioni artigianali a libri. Diverse anche le esperienze di autrici ed autori protagonisti, da professionisti affermati a giovanissimi artisti in erba. Questi

In platea non c’è il tasto “salta”. Se qualcosa ti mette a disagio, resti lì. È anche per questo che “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, storia di Andrea Spezzacatena, quando diventa musical al Teatro Sistina da venerdì 20 febbraio cambia natura: la stessa ferita, ma senza la distanza comoda del video. Lo spettacolo debutta in prima assoluta con la regia di Massimo Romeo Piparo, che firma l’adattamento insieme a Roberto Proia, sceneggiatore dell’omonimo film campione d’incassi prodotto da Eagle Pictures e Weekend Films. Il racconto porta per la prima volta a teatro la vicenda del quindicenne che si tolse la vita dopo

Il comitato del No riparte dal confronto, con un incontro pubblico organizzato dal Partito democratico in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026. Al centro, la riforma e il messaggio politico che il partito intende portare al voto. “È una riforma che ha un aspetto tecnico ma anche enormemente politico, perché stiamo parlando di Costituzione, di valori costituzionali e di equilibrio fra poteri”. Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd, intervenuta all’Aquila. Secondo Serracchiani, “stiamo parlando di una riforma che modifica di colpo sette articoli della Costituzione: questo non può lasciarci indifferenti e ci impone di

Due ori al collo, doppio primo gradino del podio. E, con il primo, una scena destinata a restare tra i ricordi di questa edizione olimpica: l’intervista tv con il figlio in braccio. Milano-Cortina è l’ultima tappa: prima ci sono il pattinaggio a rotelle, la famiglia e una parentesi concreta all’Aquila, tra Scienze motorie e una pista che nel 2004 aveva già segnato la strada. Dentro la narrazione “di oggi”, fatta di medaglie e immagini da copertina, c’è una traiettoria più lunga e meno lineare. Francesca Lollobrigida arriva al ghiaccio dopo anni sulle rotelle, disciplina in cui ha costruito tecnica e mentalità. Un’impronta

Non servono effetti speciali, schermi giganti o nostalgie prefabbricate. A volte basta una tromba che entra piano per riportarti in una sala cinematografica che non esiste più. Con Ennio Morricone c’è ancora. E dal vivo, venerdì 13 febbraio alle 21, al Teatro dei Marsi, con “Ennio Forever”. Il concerto è inserito nella stagione musicale dell’Associazione culturale Harmonia Novissima, in collaborazione con il Comune di Avezzano. Sul palco l’Orchestra Internazionale della Campania, 45 elementi diretti dal maestro Leonardo Quadrini, con solista alla tromba Nello Salza, storico collaboratore e amico del compositore. Accanto all’esecuzione, Salza accompagna il pubblico nella lettura delle partiture,

La pioggia fine scivola sui vetri di St James’s. Dentro la Royal Over-Seas League, a Park Place, il tempo sembra rallentare tra un via vai discreto di professionisti, ricercatori, freelance, artisti. È qui che, durante un viaggio privato a Londra, incontro Valeria Ricotti, aquilana di origine, medico e scienziata con una carriera costruita tra accademia, innovazione e imprenditoria biotech. Vive e lavora nel Regno Unito, pur mantenendo un legame costante con la sua città natale. Un filo che non si spezza anche quando il percorso professionale porta lontano e che affiora con naturalezza nel dialogo. Sullo sfondo, però, c’è un passaggio concreto e

Sul palco del Ridotto

Vedere mia madre sul palco mi ha fatto un effetto strano: orgoglio, tenerezza, e quella sensazione di scoprire una parte di lei che a casa non si vede. Questa avventura teatrale è iniziata con mio padre, insieme. L’altra sera in scena c’era anche quello.

Dal 124° piano del Burj Khalifa, Dubai sembra già post-prodotta. La verità, qui, coincide con ciò che appare perfetto sullo schermo: luci giuste, linee pulite, superfici che respingono impronte. La città funziona come un’interfaccia: mostra il risultato e tiene il processo sullo sfondo. Il lavoro scorre nei livelli inferiori, come nei menu che nessuno apre, finché tutto arriva a destinazione senza lasciare traccia. Eppure quella pulizia ha un retro. Le torri che salgono, le facciate che riflettono il sole, i piani che si accendono di notte sono anche tempo umano compresso. Migliaia di ore che tengono in piedi l’immagine. La

Momento più bello? Al 32° chilometro, quando la playlist random del telefono mi ha sparato nelle cuffie “Just Like Heaven” dei Cure. Lì ho capito due cose: che potevo ritoccare il personal e che il dolore, a volte, si lascia addomesticare da una buona canzone. Sempre un un tempo da bradipo in vacanza (4 ore 52 minuti), ma pur sempre meglio di quanto abbia mai fatto finora. E poi c’è il Guinness dei primati per la corsa con il mantello. Da Dubai è tutto.