In 42 anni impari che non si può imparare più di tanto. Che il massimo che puoi fare è sbagliare come meglio si può. E impari, soprattutto, a tenerti alla larga da chi non sbaglia mai.

Se a teatro non si può più andare, allora il teatro diventa una ‘consegna’ a domicilio e i vestiti di scena, questa volta, sono le divise tipiche dei rider. A vestire i panni di un fattorino è Nicola Borghesi, attore della compagnia teatrale Kepler-452 che si muove per le strade di Bologna, suonando ai campanelli dei destinatari-spettatori che avranno ordinato lo spettacolo a domicilio. Come racconta l’agenzia Dire, per ricevere lo spettacolo “Consegne”, a domicilio, si dovrà fare una prenotazione telefonica con qualche giorno d’anticipo e attendere l’orario scelto, dalle 19 alle 22 (non oltre il coprifuoco insomma). Giunta l’ora, Borghesi invia un link di Zoom allo

“Voglio mostrarvi quello che ho dentro. Spesso le persone mi chiedono cosa significhino questi disegni per me, ma quello che vorrei è che pensino a cosa significano per loro”, così Alessia Di Girolamo protagonista della nuova puntata di Kubla Khan, parla della sua arte. Aquilana, classe 1997, si è formata a Firenze e Bologna dove continua a studiare e lavorare. In viaggio con Diggi tra gli artisti di strada di Bologna “Abbiamo tutti esperienze diverse”, spiega, “ma alla fine riusciamo a trovare sempre un punto di incontro: qualcosa che ci accomuna o che ci distanzia del tutto. Io vi sto

Il viaggio di Antonella Finucci, Valeria Valeri e Fabio Iuliano si ferma, per la settima puntata di Ticket to Ride – il programma di Radio L’Aquila 1 – fra le rovine  del nostro tempo. Fa uno strano effetto ascoltare oggi, dopo una ventina di anni, “Miss Sarajevo“, la canzone in omaggio a una città – per dirla con Paolo Rumiz – “dalla testarda urbanità che sopravvive agli inverni, ai cannoni, alle restrizioni alimentari, all’assenza di luce, acqua e gas”. Parole che rendono giustizia a una comunità capace di centellinare ogni residuo comfort, di non rinunciare ai riti di un’antica vita borghese, ai suoi concerti, ai suoi

Nuovo appuntamento per The Walk of Fame Week in una settimana in cui il magazine www.thewalkoffame.it celebra il suo primo compleanno. Contributi di Luca Ward, Claudio Gregori, Gabriele Cirilli, Claudio Trotta. Rendiamo omaggio anche alla poesia di Nick Drake e all’arte di Diego Armando Maradona.

 Una vera e propria festa, quella che il magazine The Walk Of Fame ha portato avanti dal 28 novembre al 5 dicembre. Tutto rigorosamente online, nel pieno rispetto delle misure di sicurezza previste per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Nonostante la complessità del periodo dettata anche dall’assenza di concerti, di spettacoli teatrali, di eventi culturali e letterari, la redazione del magazine ha scelto comunque di dare un segnale di continuità e normalità, festeggiando il suo primo anno di lavoro in compagnia di numerosi ospiti e amici del giornale. Un party online, un’occasione di svago e intrattenimento anche per il pubblico a casa.

Cammini in centro e torni a sentire i tuoi passi. Su corso Federico II non c’è quasi più nessuno. Le foto di strade piene di gente, che provocano indignazioni di massa sulle varie bacheche dei social, sembrano un ricordo lontano. Eppure, dall’acuirsi delle restrizioni, sono passate solo 3 settimane. La zona rossa di questi giorni non è poi tanto diversa da quella che siamo stati abituati a guardare oltre le transenne nei primi anni del post-sisma. C’era allora e c’è oggi Giuseppe Colaneri (Peppe), “ La Luna” insomma, tornato in centro dal 2012. Il suo negozio, negli ultimi anni, è in uno

Giuseppe Conte con “Non finirò di scrivere sul mare” (Mondadori), Alberto Rollo con “L’ultimo turno di guardia” (Manni) e Antonio Maria Pinto con “Tutte le poesie” (Oèdipus). I tre finalisti della sezione A, dedicata alla poesia edita, sono stati decretati vincitori ex aequo della 19ª edizione del Premio internazionale L’Aquila Bper Banca intitolato a Laudomia Bonanni. Una cerimonia particolare che, nel rispetto delle restrizioni anti-Covid, si è svolta da remoto, su una piattaforma web ospitata dai canali internet e social del Premio. Presenti alla diretta, moderata da Eva Martelli, due dei vincitori, Rollo e Conte. Il riquadro di Antonio Maria

All’uscita del Dpcm che chiudeva cinema e teatri, aveva sbarrato le porte del Teatro Zeta con tanto di lucchetto e si era fatto riprendere con un nastro adesivo alla bocca. Ora sotto agli occhi c’è una mascherina, ma è come se quel nastro ancora ci fosse. Manuele Morgese, direttore artistico dello spazio di Monticchio, non si rassegna al fatto di restare con le mani in mano in attesa di nuove disposizioni. «Al momento, la riapertura dei nostri spazi non è neanche in discussione», rimarca. «Addirittura c’è chi pensa di utilizzare cinema e teatri chiusi come luoghi in cui somministrare i vaccini».