Ho avuto la fortuna di vedere il docufilm “I migrati” anzitempo, prima per fare un articolo, poi per provare a tradurre i dialoghi e scrivere i sottotitoli in inglese a beneficio dei visitatori della biennale croata dove in questi mesi viene proiettato. Che dire… disabilità e immigrazione, due marginalità il cui confronto disegna confini inediti alla nostra percezione di realtà. Storie di coraggio in un momento in cui tante persone ci vorrebbero impauriti. Storie di gioia, gioia vera, malgrado i tanti motivi che ci vorrebbero tristi. Il vero spirito del Natale che non ha nulla a che vedere con le vetrine

Con la collaborazione della giornalista Lidia Tilotta, Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, ha raccolto in un volume, Lacrime di sale, una serie di testimonianze agghiaccianti sull’immigrazione nel Mediterraneo. Storie di povertà, violenza, ma anche di tragiche scelte “definitive” come quella di un padre che si trova a scegliere quale figlio salvare dal naufragio. Quasi tutti ricordano il naufragio del 3 ottobre 2013. Le trecentosessantotto vittime, le bare allineate nell’hangar dell’aeroporto di Lampedusa: morte a pochi metri dalla spiaggia, dalla salvezza, dalla nuova vita. Meno numerosi, invece, sono coloro che ricordano l’altro naufragio, accaduto l’11 ottobre, solo pochi giorni dopo. Perché, anche

Gli occhi di Federico García si chiudono mentre la Spagna sta vivendo una delle pagine più drammatiche del secolo scorso, la Guerra Civil. "Bisogna sognare, sventurato chi non sogna perché non vedrà mai la luce"

Dalle piccole aule di palazzo Camponeschi, alla sala Rivera in un mondo che esisteva fino al 6 aprile 2009. E c’erano state già le notti di Swansea, tra open mic, spettacoli teatrali (Bodas de Sangre al Taliesin art centre, realizzato con una produzione universitaria), lezioni in musica. Una volta mi trovai a suonare con una violista statunitense. E poi adesso, che c’è da portare in giro il libro New York Andalusia del Cemento, il racconto si evolve prendendo altre strade. Il mio piccolo mondo che cambia e si evolve.

Sabato 10 dicembre nella sede dell’Accademia svedese di Stoccolma si è tenuta la cerimonia di assegnazione dei premi Nobel, compreso quello per la letteratura, assegnato a Bob Dylan. Del Nobel a Dylan si è parlato moltissimo nelle ultime settimane, a causa dell’apparente assenza di entusiasmo con cui Dylan aveva inizialmente accolto il premio. Per diversi giorni non ha risposto alle telefonate e ai messaggi dell’Accademia svedese, e solo dopo un po’ ha ringraziato ufficialmente, dicendo però che non avrebbe partecipato alla cerimonia perché aveva già un impegno. Dylan ha mandato una lettera, letta durante la cerimonia da Azita Raji, ambasciatrice statunitense in Svezia (la

Dura davvero la trafila dell’aspirante al seggio. Da una parte le luci dei mercatini di Natale di piazza Navona. I colori dell’alba nelle mattine di primavera di Campo dei Fiori. Il viavai dei turisti d’estate. Dall’altra le ombre di un clima torbido che si respirava all’Aquila e in Abruzzo, come riflesso di Tangentopoli. Così l’aquilano Enzo Lombardi ha vissuto l’XI legislatura, l’ultima della prima Repubblica: 722 giorni vissuti da senatore della Democrazia cristiana dal 1992 al 1994. Aveva alle spalle già due mandati come sindaco dell’Aquila e un’esperienza al seguito del partito, raccogliendo l’eredità di quel gigante della politica che

“Tieni duro Sami, tu ce la devi fare”, le ultime parole ascoltate dal padre, prima di andare via senza voltarsi, quasi per non diventare una statua di sale. Il racconto di Sami Modiano, uno dei pochi sopravvissuti ancora in vita al campo di sterminio di Auschwitz, fa breccia nel cuore dei ragazzi dell’istituto Vico di Sulmona, in una giornata che anticipa le iniziative della memoria. Per anni,  non ha parlato della sua esperienza, torturato dalla domanda “perché io mi sono salvato?”. “Fino a che undici anni fa ho rotto il silenzio – ha aggiunto – e sono tornato ad Auschwitz per

Sabato 10 dicembre, ore 21. Concerto allo Spazio rimediato: L’Aquila Musica, non-poesia e flamenco. Sulle tracce di Federico Garcia Lorca In scena Yawp: Batteria, percussioni e cajon: Piero Pozzi Basso: Nino Maurizi Voce e chitarra: Fabio Iuliano Baile flamenco: Ilaria De Angelis, Irene De Amicis Reading a cura: di Giuseppe Tomei Sullo sfondo il libro “New York Andalusia del cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni)

«Ti lascio perché…». Quella delle case equivalenti, analizzata nell’anno settimo dal terremoto, a riflettori e polveri abbassati, è una classica storia all’italiana. Una sorta di esodo autorizzato nel post-sisma, che soltanto nelle pieghe degli elenchi pubblici che il Centro ha spulciato fa emergere le sfumature personali e i perché di una scelta. Ma a guardare i numeri complessivi racconta di 511 famiglie trasferite altrove – chi, è vero, a pochi chilometri, chi invece a Milano, Cagliari, Roma, San Benedetto del Tronto, Pescara – per un giro d’affari da 157 milioni di euro. PARTITA DOPPIA. Una partita doppia tra privato e