Forse, la scelta del nome Pearl Jam, in sostituzione del primo, non utilizzabile, “Mookie Blaylock”, ha poco a che vedere con storielle tipo quella della “marmellata di funghetti allucinogeni”, specialità della nonna del cantante Eddie Vedder, o con altre invenzioni improvvisate sul momento. Questo nome ha sicuramente più a che vedere con l’essenza stessa della perla e con il procedimento naturale della sua creazione, che non è altro che quello di prendere elementi esterni, elementi anche negativi (la parola “grunge” non vuol dire forse rifiuto?) e trasformarli in qualcosa di straordinariamente bello. Nasce da queste premesse una serata dedicata all’Aquila ai Pearl
L’Aquila nelle newtown 10 anni dopo / 6
Un girello per bambini si fa strada tra le colonne di cemento della piastra alla fine del viale. Unico elemento di colore in un garage altrimenti grigio e spoglio. Il silenzio lascia spazio a qualche soffio di vento che accarezza gli infissi dei piani superiori, quasi a creare un’armonia inedita. Da un momento all’altro, ti aspetti di sentire il carillon dell’Indio, con tanto di leitmotiv ipnotico che accompagna “Qualche dollaro in più”, uno dei capolavori del binomio Sergio Leone–Ennio Morricone. Forse per l’atmosfera sospesa da film western tra le palazzine sequestrate a seguito dei balconi crollati. O forse, più semplicemente, perché
Abbracci, strette di mano e promessa di replicare al più presto hanno accompagnato il primo evento targato The Walk Of Fame. La presentazione di “Lithium 48“, secondo libro di Fabio Iuliano, nostro giornalista e collaboratore, ha coinvolto un pubblico numeroso e partecipe che, in quel di Avezzano (Aq), all’interno della libreria Ubik, si è lasciato trasportare dalle suggestioni del momento. A illustrare l’opera nel dettaglio ci ha pensato Marielisa Serone, filosofa, cineasta ed esperta di musica – anche lei nostra collaboratrice – che, attraverso la passione e l’entusiasmo che la contraddistinguono, ha saputo cogliere nel dettaglio ogni singola sfumatura del libro. L’autore del
Compie 26 anni il terzo EP degli Alice in Chains, quello che forse li consegnò definitivamente al grande pubblico: Jar of Flies. Di fatto è stato il primo EP della storia a ritrovarsi in testa alla classifica Billboard 200. Una registrazione unica nel suo genere, ben distante dal sound duro a cui avevano abituato i fan. Pur non essendo il primo lavoro semi-acustico del quartetto di Seattle (ricordate “Sap”?) “Jar of flies” ne allarga la tavolozza di colori. La strategia artistica è scrivere e incidere velocemente, nel giro di pochi giorni, in modo se possibile spontaneo, trasformare i dischi nella testimonianza di un’urgenza
Come riporta Variety, è stato fatto ascoltare in anteprima a diversi giornalisti il nuovo album dei Pearl Jam. La location prescelta è stata il NeueHouse di Los Angeles, alla presenza del produttore Josh Evans e di Eddie Vedder, che ha distribuito tequila a tutti i presenti (“Non ho mai bevuto cosi’ tanta tequila al pomeriggio” ha detto il cantante dei Pearl Jam, sorridendo). Gigaton, che con i suoi 57 minuti sarà il disco più lungo dato alle stampe dai Pearl Jam, è stato descritto da Jonathan Cohen – giornalista e biografo della formazione – come “il disco più forte e vario del gruppo dai
Pearl Jam, ecco Dance of the clairvoyants
Sperimentale, straniante – anche alla luce degli standard dei Pearl Jam – elettronico. Ecco “Dance of the Clairvoyants”, il primo singolo del nuovo album dei lo estratto dal nuovo album dei Pearl Jam, “Gigaton“. Il disco arriverà sui mercati il prossimo 27 marzo. Ad accompagnare l’uscita sui social – alla mezzanotte statunitense “Eastern time” (all’alba in Italia) – una dichiarazione del bassista Jeff Ament. “‘Dance’ è stata una perfetta tempesta di sperimentazione e una vera collaborazione… Abbiamo aperto nuove porte creativamente ed è emozionante.” “Non riesco a dire quanto sono orgoglioso di questo gruppo di canzoni”, ha detto ancora Ament.
L’Aquila nelle newtown 10 anni dopo / 5
«Da qui, messere, si domina la valle». Si può dirla con le parole dell’Ariosto, assortite con la musica del Banco del mutuo soccorso: ben definiscono la vista che si gode dalle palazzine alte del Progetto Case di Camarda. Un altro complesso, all’ombra di un Gran Sasso quanto mai affascinante, specie in una giornata di sole. Cinque palazzine, per un totale di 120 appartamenti pensati per ospitare circa 400 persone. TRASLOCO-BIS. Ovviamente, nell’undicesimo anno di vita di questo complesso, ben adagiato su una collinetta circondata da monti, due piastre sarebbero sufficienti a ospitare tutti i residenti. Anche qui, si parla di svuotamento
“Per te che sai di freddo, di calore, di trionfi e di sconfitte, che no, non lo sono. Per te, atleta, che disprezzi la guerra e sogni la pace”. L’azzurro delle casacche di corsa sulle strade della capitale, l’azzurro del cielo sul lungotevere Diaz e della Repubblica Argentina, il Paese di Miguel Benancio Sánchez, maratoneta-poeta desaparecido, scomparso 42 anni fa, il 9 gennaio del 1978, una delle vittime della feroce dittatura militare che insanguinò il Paese dal 1976 al 1983. Sono stati oltre 10mila gli iscritti alle prove in programma, a partire dalla gara di 10 chilometri, in una kermesse
«Una volta conoscevo l’abisso dove non c’è speranza e dove l’oscurità si stende su ogni oggetto. Fu allora che l’amore venne e liberò la mia anima». Le parole di Helen Keller, la sua storia resa immortale dal film “The Miracle Worker”, l’emozione di guardare la luce oltre l’abisso. Era il 1962 quando Arthr Penn portò sui grandi schermi di tutto il mondo la storia di una bambina divenuta sordo cieca a poco meno di due anni, probabilmente in seguito a meningite. La piccola riuscì poi da sola a imparare a comunicare, a leggere e a studiare, sempre con la famiglia
