Simona Molinari e il suo modo di r(E)sistere
Simona Molinari ha vissuto da vicino la tragedia del terremoto del 2009 e il successivo processo di ricostruzione. Lento e faticoso ma dai risultati tangibili, tanto da permettere a un’intera comunità di guardare al presente con rinnovata speranza. Un sentimento concreto in grado, magari, di produrre quei giusti “anticorpi” per affrontare mentalmente una situazione delicata come quella attuale. Aquilana, ma con sangue partenopeo, trascorre questi giorni a Milano a casa leggendo libri, ascoltando musica e prendendosi cura di sua figlia Anita, nata nel 2015. Giorni comunque difficili in cui il padre della cantante, Domenico Molinari, è stato ricoverato per 72
L’associazione VeneItaliAbruzzo, organizzazione che riunisce prevalentemente cittadini italo-venezuelani e venezuelani che abitano nella città dell’Aquila, si è resa disponibile, attraverso i propri soci, tra i quali si annoverano diversi medici e infermieri anche di nazionalità cubana, a intervenire, nel caso ne fosse ravvisata la necessità, in aiuto al personale già in forza all’ospedale San Salvatore. Il presidente dell’associazione, Gianfranco Di Giacomantonio, ha parlato in questi giorni di questa possibilità al sindaco Pierluigi Biondi e al vicepresidente vicario del Consiglio regionale Roberto Santangelo. Tutti i soci che si sono resi disponibili sono rifugiati politici, vittime della repressione da parte dell’attuale governo venezuelano. «Anche la Regione
Prende il via dal pomeriggio di oggi, 19 marzo, il servizio di ascolto aperto a tutta la popolazione in risposta all’emergenza che stiamo vivendo. Il “telefono amico” è uno spazio virtuale in cui condividere le proprie paure e imparare a governarle, uno spazio in cui gli operatori professionisti delle quattro associazioni abruzzesi proponenti (180amici L’Aquila, Percorsi L’Aquila, Tribunale per i Diritti del Malato L’Aquila e PsyPlus) mettono a disposizione il loro tempo e le loro competenze per l’ascolto e il supporto a distanza. Il servizio è gratuito e aperto a tutti e prevede due modalità: si può chiamare il numero
r(E)sistere: quarta puntata
«Nella piccola e modesta esperienza della mia vita, tutti i passaggi più bui e difficili sono stati il terreno entro il quale sono germogliate le cose più belle. Questo momento così delicato può offrirci delle occasioni per scendere in profondità e riscoprire un senso nuovo di guardare le cose». Tra i primi ad aver contribuito alla nascita di Radio MusicAq c’è Giuliano De Angelis, artista aquilano che ha calcato i più ambiti palcoscenici mondiali e si è esibito come solista con le orchestre tra le più prestigiose del panorama internazionale. Un curriculum di tutto rispetto che lo ha visto collaborare
I Pearl Jam hanno condiviso qualche secondo del nuovo brano “Who Ever Said” nuovo pezzo dell’album “Gigaton” in uscita venerdì 27 marzo. Il lancio su Instagram accompagnato da un piccolo video con parole di speranza, come “I won’t give up”, particolarmente significative in questi giorni. Prima di questo erano stati lanciati due singoli: Dance of the Clairvoyants e Superblood Wolfmoon accolti con reazioni contrastanti tra i fan. Visualizza questo post su Instagram But I won’t give up. No I won’t give up. “Who Ever Said” from Gigaton. Out next Friday, 3/27. Pre-order or pre-save at the link in
r(E)sistere: terza puntata
Gli amici veri si riconoscono nel momento del bisogno. Tra i primi ad aver contribuito alla nascita di Radio MusicAq c’è un artista straordinario, che abbiamo conosciuto attraverso la sua musica, che abbiamo suo malgrado coinvolto in MusicAq magazine come editor d’eccezione, e che in questi giorni abbiamo ancor di più apprezzato per la disponibilità, la simpatia, la solidarietà. Gianfranco Continenza non ha esitato non ha esistato a mettere a disposizione del nostro pubblico, gratuitamente, i brani migliori del suo repertorio Questo è il suo modo di r(E)sistere, così come lo ha riferito ai microfoni di Radio MusicAq, intervistato da Fabio
I miei pensieri in movimento (da MusicAq)
Questo è il ritratto sesmiserio a cura della pagina MusicAq che da poco ha lanciato una web radio per raccontare come il mondo della musica vive questi giorni di emergenza.
La propone come una cartolina da Dublino, nel giorno di San Patrizio la canzone divulgata nelle ultime ore, proprio come omaggio al patrono di Irlanda, così come a tutte persone che nel mondo stanno vivendo l’emergenza legata al Covid 19. «Per gli italiani che ci hanno ispirato … per gli irlandesi … per tutti quelli che questo giorno di San Patrizio sono in difficoltà e continuano a cantare. Per i dottori, le infermiere, i volontari in prima linea, siamo noi a cantare» La canzone “Let your Love be Known” è, infatti, anche ispirata anche a tutti i medici e infermieri impegnati
r(E)sistere: seconda puntata
«Liberiamo la nostra mente: nessuno a parte noi può farlo». Questo cantava Bob Marley nella sua Redemption song, la ballata sua che è un po’ diventata il testamento d’addio. Quello stesso messaggio ereditato dalle canzoni che Francesca Catenacci porta sul palco. Parliamo di una delle voci più interessanti delle nostre coordinate geografiche. Le sue corde spaziano dall’alternative rock Usa e Gb, sino alle evoluzioni blues e soul declinate da talenti come Nina Simone e Amy Winehouse. Un percorso che non prescinde da ballate di Woodstock come Somebody to love e accarezza varie icone rock come Patty Smith, Janis Joplin, Joan
