Quando ho iniziato a collaborare con lui al magazine The Walk of Fame, finestra di approfondimento sulla musica, sull’arte, sul cinema, sul teatro, sull’intrattenimento in generale, Federico Falcone mi ha chiesto di presentarmi con una bio semiseria da mettere in coda a ogni

«Riparto da L’Aquila, grazie agli incredibili organizzatori di Spazio Rimediato». Così lo scrittore e attore romano Claudio Morici ha annunciato il suo ritorno sulle scene dopo il lockdown. Sarà nel capoluogo dell’Abruzzo stasera sul palco del teatro off di Spazio

Affrontare attraverso l’arte le fragilità legate a questo momento, così come fanno i bambini. Questo è lavoro di Roberta Di Maurizio, pittrice ritrattista nata nel 1976 ad Atri (Teramo). L’artista abruzzese ha sperimentato una gamma completa di tecniche nei vari anni

«Nasciamo con un carattere; ci viene dato, è un dono dei guardiani della nostra nascita, come dicono le vecchie storie … ognuno entra nel mondo con una vocazione». Psicoanalista, saggista e filosofo, James Hillman è stato tra i più efficaci

Nudo, col temporale ovunque, non importa quanto sia forte la pioggia, ma la pelle. I versi di uno come Ugo Capezzali, definito dal giornale per cui scrivo come l’ingegnere-poeta, ti aiutano a riempire questo tempo sospeso, a trovare dei significati e

Resistere è guardare avanti, resistere è reinventarsi. Resistere è esistere nel senso più vero e nobile. Resistere è vivere. Parola di Giuseppe Tomei che ha scelto di dedicare il suo libro Io non c’ero (Aurora edizioni) proprio «a chi resiste».

«Resistere vuol dire adattarsi a questo presente difficile, un momento in cui non ha senso pensare a ciò che è stato ma serve guardare ciò che sarà: magari, così arriveremo a concepire linguaggi nuovi, realizzando qualcosa che ancora non esiste».

Una dichiarazione d’amore. Per le nostre città, per il nostro Paese, per il mondo. Per il vivere uno al fianco dell’altro. Una nostalgia del futuro, al tempo del Coronavirus. Ecco Eu sei que vou te amar, una canzone composta da Vinícius

Ricordate Mr Magoo? No, no, il locale cult dell’Aquila pre-sisma non c’entra niente. Oddio, magari anche quello, almeno nell’ispirazione e nel nome. Mi riferisco a Mr Magoo, il ricco pensionato, basso, calvo e molto miope, caratteristica, quest’ultima, fondamentale nel caratterizzare

«Liberiamo la nostra mente, nessuno a parte noi può farlo». Nel giorno della liberazione non abbiamo trovato canzone più adatta. Perché, se non si è liberi dentro non si sarà mai veramente liberi. Questo è il testamento che ci ha