Rockin’1000 debutta all’Allianz Stadium, sul palco anche tre aquilani
18 Maggio 2026 Condividi

Rockin’1000 debutta all’Allianz Stadium, sul palco anche tre aquilani

Il calcio lascia spazio alla musica. Sarà Rockin’1000, la più grande rock band del mondo, a inaugurare la prima stagione di concerti dell’Allianz Stadium di Torino. L’appuntamento è fissato per il 30 maggio, quando l’impianto bianconero ospiterà centinaia di musicisti provenienti da diversi Paesi, riuniti in un’unica grande formazione rock.

Tra le voci sul palco ci saranno anche tre aquilani: Andrea Martinelli, Fabio Iuliano e Ugo Capezzali, che prenderanno parte all’evento come cantanti. Una presenza abruzzese dentro un appuntamento di portata internazionale, già vicino al tutto esaurito, che avrà come ospiti speciali Elio e le Storie Tese, attesi per due brani insieme alla band.

Il concerto segnerà anche una novità per l’Allianz Stadium, che dopo la fine del campionato di Serie A 2025-2026 si aprirà per la prima volta a una stagione estiva dedicata ai live. A tenere a battesimo questa nuova fase sarà proprio Rockin’1000, il progetto ideato da Fabio Zaffagnini e diventato negli anni un fenomeno globale, capace di portare sullo stesso palco centinaia di musicisti.

Tra gli aquilani presenti allo Stadium ci sarà Andrea Martinelli, da sei anni nel progetto Rockin’1000 come cantante e batterista. Il musicista ha scelto di dedicare questa esperienza al padre Lucio, cantante e grande appassionato di musica, scomparso tre anni fa. “Dedico questo concerto speciale a mio padre: domenica 10 maggio sono passati tre anni da quando è venuto a mancare”.

Per Martinelli non si tratta della prima partecipazione a un evento di rilievo nazionale. Poco più di un anno fa era stato tra i protagonisti dell’esibizione di Jovanotti al Festival di Sanremo, nella prima serata della kermesse. Nella vita quotidiana lavora come Oss, ma la musica resta una presenza costante: ha studiato al Conservatorio “Casella” dell’Aquila ed è cantante, pianista e batterista.

Un percorso nel quale il padre Lucio ha avuto un ruolo centrale, trasmettendogli l’amore per la musica e accompagnandolo negli anni della formazione artistica. Il 30 maggio quella storia personale entrerà idealmente nello Stadium, dentro una band collettiva in cui ogni voce resta individuale, ma diventa parte di un suono più grande.