Il crocifisso è segno di amore, concordia e misericordia. Credo che non debba essere strumentalizzato”. Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, commenta così la proposta della Lega sulla modifica alla bandiera nazionale. “Io mi batterò sempre per difendere questo simbolo, che unisce i popoli indipendentemente dalle religioni, e fa parte della nostra cultura” afferma l’ex pm all’Aquila. “Questo però non legittima una forza politica come la Lega, che fino a ieri con la bandiera italiana ci voleva andare al cesso, a utilizzarlo oggi per strumentalizzazioni politiche che confondono la laicità dello Stato con la necessità della fede” conclude Di Pietro. Il

Da oggi in Abruzzo non ci sono più tendopoli. Le ultime tredici persone che dopo il sisma, si trovavano ancora in tenda hanno lasciato questa mattina il campo di Casentino. Momentaneamente sono stati sistemati in alberghi e nella caserma Campomizzi a L’Aquila. Attualmente ci sono circa 18mila persone distribuite fra alberghi e case private nell’aquilano e nelle altre province abruzzesi, mentre oltre 1.500 persone sono ospitate fra la scuola della Guardia di Finanza di Coppito e la caserma Campomizzi. Altre 6.700 cittadini si trovano invece nelle abitazioni antisismiche del progetto C.a.s.e. e oltre 600 nei moduli abitativi provvisori (Map) nei

L’AQUILA– Scheletri e resti di cadaveri mummificati. Erano «nascosti» sotto al pavimento della chiesa di San Giovanni evangelista, nella frazione Casentino di Sant’Eusanio Forconese (L’Aquila) e il sisma del 6 aprile scorso, che ha colpito anche questo comune, li ha «riportati alla luce». Della chiesa di San Giovanni evangelista sono rimaste in piedi dopo il sisma una parte della facciata, la parete destra e l’abside. L’edificio si trova nella «zona rossa» del paese, ma i resti umani si vedono comunque a occhio nudo in fondo a un cunicolo protetto da travi di legno.

(di Fabio Iuliano) (ANSA) – L’AQUILA, 28 NOV – E’ dura pensare alla magia del Natale in una città tutta fasciata da impalcature e puntellamenti dopo il terremoto del 6 aprile scorso: un anno fa, di questi tempi, le vie del centro storico dell’Aquila erano già decorate con delle installazioni luminose, quelle stesse strade che oggi sono vuote, pressoché inaccessibili dopo il tramonto. 

Un premio Oscar tra le macerie dell’Aquila. Ennio Morricone, 82 anni, ha voluto visitare la “zona rossa” della città prima di dirigere il concerto con le musiche di “Baarìa”,”Mission”, “C’era una volta il West” e tante altre sue famose arie. Il grande compositore si è commosso di fronte ai danni subiti dai luoghi storici della città e si è informato sulle condizioni degli sfollati: “Qui si sta facendo comunque un grande lavoro” ha commentato. Con il concerto di Morricone è iniziata la stagione invernale della rassegna “Campi sonori”. Auditorium gremito poi per il concerto alla Guardia di Finanza.

  Un gregge è stato consegnato dagli allevatori sardi ai colleghi abruzzesi colpiti dal terremoto. Un dono singolare che rispecchia l’antica usanza sarda detta “Sa Paradura”. di Fabio Iuliano (fonte ilcentro.it) L’AQUILA. Sono partiti da Nuoro mercoledì e hanno attraversato il mare per raggiungere L’Aquila e consegnare a 19 allevatori abruzzesi le prime 450 delle 1000 pecore donate da 350 pastori di tutta la Sardegna. Una speciale transumanza della solidarietà che ricalca la tradizione sarda de «Sa paradura» (la riparazione): quando un allevatore perdeva il gregge, i pastori del circondario offrivano una pecora a testa, in modo da rimettere in

L’AQUILA. Gli occhi di Peter Fatialofa , pilone dell’Aquila Rugby dalla fine degli anni Ottanta, e ora «assistant coach» delle isole Samoa, sono ancora gonfi di lacrime.  Tornare in quella che per un po’ è stata anche la sua città dopo il terremoto è un’emozione inedita, specie per chi ha ancora nel cuore la tragedia dello tsunami del 29 settembre.  Questo ha spinto l’allenatore della mischia, nell’organico anche dei Pacific Islanders, a chiedere al «liaison officer» della rappresentativa samonana, un certo Marzio Zanato , a fare una piccola sosta all’Aquila, in vista della partita con l’Italia in programma domani ad

di Fabio Iuliano L’AQUILA. E’ una maglia azzurra speciale, quella che la Nazionale di Nick Mallett ha consegnato ad Americo Sebastiani, il fratello di Lorenzo, il rugbista aquilano morto la notte del 6 aprile. La maglia porta il numero 1, per indicare il ruolo del pilone. Quello stesso numero 1 ritirato dalle maglie dell’Aquila Rugby.  Quello stesso numero che un giorno, probabilmente, avrebbe vestito Lorenzo, già giocatore della nazionale Under 20 che aveva frequentato per due stagioni l’Accademia di Tirrenia. La Nazionale italiana di rugby ha dedicato all’Aquila l’ultima giornata di riposo prima del test match di sabato, una partita

di Fabio Iuliano Nel cuore del problema delle macerie. Nella vecchia cava della Teges, a Paganica, dove trenta persone si occupano del lavoro di smistamento dei detriti. Dove sarà impossibile continuare a lavorare senza strutture adeguate e di copertura, come sottolineano le forze sindacali e delle Rsu aziendali all’Asm, l’azienda municipalizzata dei rifiuti solidi urbani, più volte chiamata in causa in questi giorni a causa delle difficili condizioni di lavoro nel sito. «Abbiamo sempre rispettato le normative di sicurezza», replicano i responsabili operativi aziendali.