Non solo cartelle, zaini, quaderni, astucci e libri scolastici. Davanti all’Emiciclo, all’Aquila, arrivano anche gessetti colorati per disegnare i numeri sull’asfalto e giocare a campana. Un fazzoletto da “rubabandiera” e un elastico per piccoli esercizi acrobatici. Per chi torna in

Zaini e cartelle, grembiuli a terra, quaderni e astucci sistemati sul piazzale dell’Emiciclo. Tanti cartoni bianchi con scritte “Mai più dad”, “Dimenticati a distanza”, oppure “Casa nostra non è una scuola”. L’Aquila risponde così alla mobilitazione organizzata dalla rete nazionale

«Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali». Antonio Lattanzi, dirigente dell’istituto comprensivo San Demetrio- Rocca di Mezzo prende in prestito una massima di don Lorenzo Milani per descrivere le difficoltà che vive il comparto scolastico a seguito

La giornata volge al termine e l’insegnante di biologia chiama una ragazza alla lavagna per mettere a fuoco alcuni concetti. Pochi istanti, prima che un tonfo improvviso richiami l’attenzione di tutti: un giovane è a terra e ha perso i

«Professore, dovrei andare al bagno, posso?». Pensavo che cinque anni di scuole elementari, tre di medie, cinque di superiori, svariati anni tra università e master post-laurea – sommati a dieci mesi tra le tendopoli gestite dalla Protezione civile – fossero