Lisbona è un luogo magico, fiabesco, capace di avvolgere con luci, colori, suoni e profumi inebrianti; città ideale per chi vuole immergersi nelle arti e cambiare prospettiva. L’attitudine al colore e all’arte urbana della capitale portoghese prese forse vita nel lontano 1755: un terremoto danneggiò parte degli edifici e i cittadini rimediarono al danno tappezzando le pareti con le celebri piastrelle colorate, dando vita a una tradizione, quella degli azulejos, che continua ancora oggi. Quello che certo è che l’arte di strada è parte integrante e tradizione di questa incredibile città, oggi tra le capitali europee dell’arte urbana contemporanea. Di
Live al Divan Japonais, terrazza su Roma
Il Divan Japonais è un locale che ha solide radici nella Parigi bohemien della fine dell’800. Era infatti un locale sorto a Parigi al 75 di rue des Martyrs. Fu aperto grazie ad una idea del droghiere e poeta Jehan Sarrazin nel 1883. Dieci anni dopo fu trasformato in caffè concerto da Édouard Fournier. Il nome è dovuto al fatto che al suo interno era decorato con uno stile che traeva ispirazione dal Giappone. Pannelli di seta dipinta, mobili laccati, bambù… Il suo nome derivava probabilmente da un verso di Mallarmé. Fu uno dei locali più frequentati dai “bohémiens” al
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“Mark Knopfler ha la straordinaria capacità di far emettere alla sua Schecter Custom Stratocaster dei suoni che paiono prodotti dagli angeli il sabato sera, quando sono esausti per il fatto di essere stati buoni tutta la settimana e sentono il bisogno di una birra forte”. Una volta, lo scrittore britannico Douglas Adams si trovò a parlare in questi termini del frontman Dire Straits. E l’altra sera, al Monthy’s Irish pub, di angeli stanchi davanti al bancone se ne sono visti diversi. Tutti gli sgabelli occupati, tranne uno. Quello riservato a un Babbo Natale ancora più stanco. Avete presente quelle statuette
Riportare all’Aquila la scuola dei Gesuiti
Nel segno di Papa Wojtyla, così come nel segno di padre Pedro Arrupe, il 28esimo Superiore generale della Compagnia di Gesù. Due figure fondamentali nella chiesa cattolica post-Concilio, la cui influenza si fa sentire nelle scelte programmatiche dell’Università della Preghiera, che fa riferimento a padre Giuseppe De Gennaro, ultimo gesuita rimasto all’Aquila, dopo l’uscita dell’Ordine dalla città nel 2008. Proprio rendendo omaggio a queste due figure, De Gennaro si dice pronto a mettere a disposizione l’esperienza e il personale della sua struttura – che ha sede in via Madonna Fore – per un progetto volto alla riapertura del Collegio d’Abruzzo. Una struttura secolare
“Scrivere liberi”, oltre il Futurismo
Resterà aperta sino all’11 nella sede del Muspac, in piazza d’Arti (via Ficara), la mostra “Scrivere liberi”. Un focus su scritture sperimentali e di ricerca dagli anni Sessanta a oggi, a cura di Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi. Il tema della mostra è quello della lingua liberata, del gioco e della libertà grammaticale, dell’attraversamento dei confini delle parole, della sperimentazione sulla lingua, delle scritture di ricerca verbo visive, concrete e asemantiche. La relazione tra poesia, arti figurative, suono, teatralità, nasce per la prima volta nelle “Parole in libertà” di Filippo Tommaso Marinetti, nell’avanguardia globale del Futurismo, come strumento linguistico per tradurre in modo efficace la
L’atmosfera intima di un pub, tra sapori locali e visi familiari. Ma anche il gusto originale nella scelta degli arredi e della predisposizione locale. Si gioca su questi parametri l’allestimento del pub “Piazza” in via Trieste a Barisciano (L’Aquila). Al lavoro dalla scorsa estate, il locale è portato avanti da Jacopo ed Elisa Gallucci. Con il sostegno del padre Maurizio hanno voluto riaprire il bar del nonno Silvio attivo dal 1960 fino al 1984. Nei peggiori bar dell’Aquila / 10 Vini di stagione, birre artigianali ma anche musica dal vivo. Sul palco in acustico il duo Francesca Catenacci e Fabio Iuliano. La prima, voce dei Nina’s quartet, si propone come una
C’è poco tempo a disposizione per salvare la sede abruzzese del Centro sperimentale di cinematografia (Csc), la scuola nazionale di cinema accreditata come la più antica del mondo. La conferenza stampa che doveva segnare il lancio di una mostra fotografica sulle periferie aquilane – un reportage con oltre cento scatti delle aree ridisegnate dagli interventi post-sisma – si è invece trasformata in un confronto-appello per scongiurarne la chiusura a causa dei mancati finanziamenti della Regione (circa 300mila euro l’anno). Condizione necessaria per andare avanti è inserire nel bilancio di previsione della Regione la somma di 250 mila euro richiesti dal Csc per
Sol Invictus – la (vera) storia del Natale
Atmosfera di altri tempi a Sol Invictus – la (vera) storia del Natale”. L’evento si è proposto come un breve viaggio alla scoperta delle origini della festa del Natale, il suo corrispettivo nelle diverse culture, le sue icone, i suoi simboli e tutti i prodotti artistici che ne sono derivati. A scandire i tempi, gli amici del Caffè Letterario Aquilano, capitanati da Domenico Di Felice, il Dr. Antiaccademico. Musica a cura del Duo DisCanto, composto da Michele Avolio ed Elena D’Ascenzo, e Fabio Iuliano; alle letture Diletta De Santis eBarbara Bologna. L’appuntamento è concluso con un aperitivo in galleria con i vini dell’Azienda Agricola Ludovico.
La montagna va in città: festa al Castello
La scena è surreale, per quanto ben delineata. E sono in tanti a poter giurare di averla vista: Babbo Natale, proprio lui in persona, sospeso nel vuoto sul fossato del Forte Spagnolo. No, il vin brulé non c’entra. Si tratta di una delle tante magie regalate alla città dalla “Winter session” del Festival della montagna. Tre giorni in omaggio agli sport, agli itinerari e ai sapori invernali promossi dall’associazione Gran Sasso Anno Zero, in sinergia con il Comune. Un’iniziativa che ha ripreso il temi e lo spirito delle precedenti edizioni, mettendo a confronto anche ospiti internazionali, tra cui Nives Meroi, prima
