La storia di Vito Taccone a Libri in cortile
Nuovo appuntamento di Libri in cortile. Giovedì 8 settembre, alle 18.30, l’autore Federico Falcone presenta il libro Vito Taccone. Il camoscio d’Abruzzo (edizioni Radici, 2022). Sarà a dialogo con il giornalista Fabio Iuliano. L’appuntamento è a palazzo Michelletti in via Castello, 47. Il libro si propone come in poema ciclistico e una ricostruzione storica, un romanzo d’avventura e un saggio d’autore, un’orchestra di bici e un coro di gregari. È la storia di un corridore esplosivo e di un uomo vulcanico, di un ragazzo-uomo di casa e di un ciclista uomo di strada, di un innocente perseguitato da una giustizia ingiusta. Vita e morte, miracoli e
Lithium 48, intervista al mattino di Napoli
(L’intervista, per la versione online, è a cura di Alessandra Farro) Una storia distopica, devastante e, soprattutto, possibile quella raccontata da Fabio Iuliano in “Lithium 48” (Aurora Edizioni 2017). Simone, blogger e musicista “alternative rock” di origini abruzzesi, vive a Parigi pochi mesi dopo il crollo delle Torri Gemelle. Da qui nella sua mente qualcosa si rompe o, forse, semplicemente diventa più intensa: si convince di essere costantemente seguito dalle telecamere finché la paranoia diventa insostenibile. Il racconto è tratto da una storia vera? «Ho dato la mia identità – dal modo di vestire ai gusti musicali – a un
La Perdonanza è finita ma “La vita è adesso”
Tredici anni fa si ritrovò a girare per le tendopoli in un minivan predisposto dalla Protezione civile. Sul piazzale di Collemaggio c’erano ancora le tende. Una chitarra acustica, un sorriso contagioso e una “Strada facendo” da strimpellare. La città mostrava ancora tutte le ferite del sisma e le gru erano gli unici “ganci in mezzo al cielo” che contavano. Quando è arrivato nel pomeriggio, Claudio Baglioni si è trovato davanti il Teatro del Perdono, il grande palco allestito davanti alla Basilica, con una platea di 5mila posti e maxischermi distribuiti anche in piazza Duomo, per un concerto evento su cui è calato
In migliaia sulle orme di Papa Bergoglio
Sotto il sole delle ore più calde, pochi minuti dopo la fine delle celebrazioni, ma anche sotto la pioggia a tratti fastidiosa del pomeriggio, migliaia di fedeli sono entrati nella basilica di Collemaggio attraverso la Porta Santa aperta da Papa Francesco. In realtà, ad aprire tecnicamente la Porta è stato Lucio Luzzetti, segretario generale del Comune dell’Aquila che dall’interno della basilica di Collemaggio ha spalancato il portone al pontefice. Fino a stasera sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria varcando la Porta Santa «sinceramente pentiti e confessati». APPUNTAMENTI RELIGIOSI Diversi gli appuntamenti in programma in queste ore. Ieri pomeriggio, l’arcidiacono del Capitolo Metropolitano, il
Con tre colpi bastone, con il bastone d’ulivo del Getsemani, consegnatogli dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, Papa Francesco ha aperto la Porta Santa alle 11.28. “Apritemi le porte della giustizia” , ha detto il Pontefice prima dell’apertura secondo la preghiera rituale a cui viene risposto: “Voglio entrarvi e rendere grazie al Signore”. “È questa la porta del Signore” ha detto ancora il Papa per sentirsi rispondere: “Per essa entrano i giusti”. Dunque, le parole finali: “Entrerò nella tua casa, Signore” a cui è stato replicato: “Mi prostrerò in adorazione del tuo santo tempio”. Y3M/PRO Ansa
Baglioni: “Ho L’Aquila nel cuore”
Abiti sportivi, chitarra acustica pronta da imbracciare e una sequenza di accordi relativamente semplice: Sol, Re e Do per introdurre quella sua Strada Facendo che accompagna i suoi concerti da oltre 40 anni. Così, poche settimane dopo quel sei aprile di 13 anni fa, Claudio Baglioni si era presentato nella tendopoli di San Giacomo all’Aquila, dopo aver fatto visita anche ai campi di Centi Colella e Tempera. Poi un concerto in una piazza Duomo semideserta, piena zona rossa. E poi ancora, qualche mese più tardi, un’esibizione voce e piano all’Auditorium della Caserma di Coppito, in un passato che è un
«Mi cercherò tra le nostre giornate estive, tra i discorsi della gente che non mi vuole, in una promozione di fine stagione», canta Fabri Fibra guardando le “Stelle” dal palco di piazza Duomo. A trascinarlo sul palco il ritornello di “Il Cielo in una stanza”, ma la voce rassicurante di Gino Paoli che, qualche anno fa aveva calcato proprio lo stesso palco nella prima maratona jazz, dura solo qualche istante. Poi di nuovo la voce del rapper Fabri Fibra, al secolo Fabrizio Tarducci, tra qualche eccesso verbale, ma che ha il merito, nel bene e nel male, di aver dato una precisa identità a questo genere,
Le dita di Giulia Mangone accarezzano i tasti del pianoforte a coda, installato davanti alle vetrine di via Verdi. Davanti ai suoi occhi chiari scorrono le partiture di Isaac Albéniz in Asturias, in Granada – le “suite spagnole” – ma anche le complicate evoluzioni di Sergej Rachmaninov. Prima e dopo di lei, altri giovani pianisti regalano preludi, interludi e postludi ai clienti dei locali di prossimità o alle tante persone di passaggio nella notte di L’Aquila Suona. Ben 36 tra concerti e spettacoli in nove postazioni fisse. Quartetti d’archi, gospel, rock alternativo, ballate cantautoriali. Un crescendo di emozioni dalle 18 fino a tardi – ma sempre
Nino Frassica con i Los Plaggers Band chiudono stasera (ore 21.20) la tre giorni del Festival nazionale di teatro comico che ha già visto in campo Andrea Fratellini e il duo comico Pino & gli anticorpi. La direzione artistica e la conduzione sono stati nuovamente affidati al giornalista Alex De Palo che ha innovato il festival a partire dall’edizione 2015 puntando sulla gratuità dell’iniziativa per il pubblico, sul trasferimento della manifestazione dalla piazzetta del Castello del centro storico alla più capiente piazza De Curtis, allestendo un set teatrale simile a un grande studio televisivo con maxischermi e regia mobile. Frassica,
