Dal punto di vista socio-economico non è facile rappresentare la realtà intricata come quella del capoluogo. Le statistiche descrivono solo parzialmente il peso della povertà crescente. Occasioni come le periodiche cene di beneficenza organizzate dalla mensa dei poveri a piazza d’Armi permettono a persone come padre Quirino Salomone, guida spirituale del Movimento Celestiniano, e Paolo Giorgi, presidente della Fraterna Tau, vanno ben oltre la semplice raccolta di mezzi e risorse: permettono, infatti, di guardare a questo spaccato metropolitano con una consapevolezza rinnovata. DIMENSIONI DEL PROBLEMA. “Il disagio economico e sociale che questa città vive è innegabile”, spiega Giorgi, “parliamo di
Mala tempora currunt disse qualcuno. E i Niutàun, questi tempi andati e presenti li sanno cantare, a voce alta, tra il serio e l’ironico, dal palco dell’Irish Cafè di Pianola, nella periferia dell’Aquila in occasione del live di lancio del loro nuovo album. Un lavoro “Malatempora” arrivato a 10 anni dal precedente, che si proponte come un viaggio attraverso temi scottanti e provocatori che affrontano le sfide della società contemporanea. Ogni brano suonato rappresenta un capitolo di denuncia, di dissidenza e di speranza. Una raccolta ambiziosa e matura: tematiche di attualità e denuncia sociale condite col solito stile ironico e dissacrante. Sound
Sulla parete di un modulo abitativo provvisorio la bandiera ucraina accanto a quella italiana. Al centro il ritratto di Lesya Ukrainka (1871 – 1913). Alla vigilia del compleanno della poetessa e scrittrice, in una settimana che segna il secondo anno di guerra tra Mosca e Kiev, la comunità ucraina ospite di Civitaretenga, piccola frazione di Navelli (L’Aquila), ha animato un reading di poesie con il supporto della professoressa Ornella Calvarese, docente del Centro linguistico dell’Università dell’Aquila. Poetessa, scrittrice, critica letteraria, pubblicista, capostipite del Modernismo ucraino, Ukrainka ha scritto appassionate parole di speranza, di fermezza, di coraggio nel tentativo di contribuire
Anna Foglietta: vivo il teatro come necessità
Un racconto in musica e parole, di donne sfollate a causa della guerra, delle madri dei “desaparecidos” argentini e degli abusi dei giorni nostri. Questo è Donne vestite di sole in scena domani (ore 21) al Castello Orsini di Avezzano nell’ambito della stagione del Teatro Off e domenica, alle ore 18, al teatro comunale di Città Sant’Angelo. Protagonista del lavoro, prodotto da Stefano Francioni in collaborazione con MuTeArt, Anna Foglietta. Lo spettacolo darà spazio anche all’ironia con le storie di donne che hanno dato un contributo fondamentale al cambiamento e al miglioramento della collettività. “Si tratta di un reading composito”,
Teatro: “Per fortuna che c’è Riccardo”
“Now is the winter of our discontent Made glorious summer by this sun of York; And all the clouds that lour’d upon our house In the deep bosom of the ocean buried.” “Ora l’inverno del nostro scontento è reso estate gloriosa da questo sole di York, e tutte le nuvole che incombevano minacciose sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo dell’Oceano.” (Shakespeare, Riccardo III) Spazio Rimediato, teatro off alle porte del centro dell’Aquila, lancerà sabato 24 febbraio una nuova produzione, firmata in collaborazione con Progetto Mantidi, dal titolo ‘Per fortuna che c’è Riccardo’. Uno spettacolo di Giuseppe Tomei diretto
A poche settimane dalla sua sessantesima missione in Congo, il professor Francesco Barone, in servizio all’Università dell’Aquila, terrà un incontro ad Avezzano (L’Aquila) sulle missioni umanitarie in Africa a partire dalla sua esperienza personale come presidente dell’associazione ‘Help senza confini’ e come ambasciatore del premio Nobel per la Pace, Denis Mukwege. L’incontro è in programma domani, venerdì 23 febbraio, alle 17.30 nella sede del Cpia (Centro provinciale istruzione adulti) di via Aldo Moro. FOTO E VIDEO DELL’INCONTRO “Impossibile dimenticare – ha ricordato Barone – quanto vissuto nei viaggi in Africa. Per chi vive certe esperienze, bisogna avere il cuore forte
“Quando leggi cose come quelle che scriveva Fabrizio e pensi a un gruppo come il nostro, l’abbinamento è tutt’altro che scontato. In pochi all’epoca credevano che questo sodalizio artistico avesse un senso. Effettivamente non fu un sfida facile per noi, d’altra parte, un abruzzese come me le cose le affronta fino in fondo”. Se uno come Franz Di Cioccio dice queste cose, le dice con cognizione di causa, se non altro per la sua capacità di passare dall’inflessione meneghina alla parlata tipica dell’Abruzzo centrale nello spazio di una semibiscroma. Nato a Pratola Peligna nel 1946, dopo aver trascorso l’infanzia nel
Al polso il braccialetto “Reunion Romagna 17.02.2024”, nelle tasche i buoni per una birra o un cockail da accompagnare alla cena messicana. Sulle t-shirt due cartelli, uno con scritto nome, cognome e strumento. L’altro dal messaggio che è tutto un programma “A fine serata si prega di gettare nell’umido o recapitare presso: Best Western hotel di Cesena” (tanto è lì che tutti stanno) con la postilla scritta a caratteri minuscoli: “L’organizzazione non si assume nessuna responsabilità delle condizioni al risveglio di tutti gli individui che espongono questo avviso”. Queste le premesse del ritrovo del popolo di Rockin’1000 nella città in
