Abbiamo scambiato pensieri e idee con l’autore di “Lithium 48”, edito da Aurora. Andiamo alla scoperta del suo universo narrativo tra poesia, grunge e viaggi rivelatori.
L’energia di una jam session
Il ritmo, i testi, l’energia di un istante. Un assetto minimale da palco: sgabello, chitarra, pianoforte. Note assortite, tra ore di prova e improvvisazione. Così martedì alla Foruli Jam Session, così questa settimana a “Fratelli – il Bacaro”. Nei suoi primi dodici mesi di vita, sul piccolo palco del locale ” si sono alternati quasi cento artisti, se si contano anche i musicisti di supporto. Tanti nomi piccoli e grandi dell’underground cittadino, accanto a ospiti ben stagionati, come Erriquez dei Bandabardò, Pino Marino o Tricarico. Giovedì 12 aprile, a un anno esatto dall’inaugurazione, ci sarà un lungo concerto in omaggio al “Fratelli live”, il format
Soundreef, incontro a L’Aquila
Fedez, Maurizio Di Fabrizio, Nesli, Fabio Rovazzi, Gigi D’Alessio e più di recente Enrico Ruggeri, vincitore di due edizioni del Festival di Sanremo. Sono solo alcuni dei nomi del panorama della musica pop/rock e leggera che hanno iniziato a lavorare con Soundreef, società per la gestione dei diritti d’autore che di fatto ha messo in discussione il monopolio della Siae. Una startup che opera in più di 20 Paesi nel mondo e amministra il repertorio di oltre 25.000 autori ed editori, di cui 10.000 solo in Italia. Una realtà alternativa già ben radicata ma ancora relativamente poco diffusa dalle nostre
Euterpe: Lorca e l’alba di New York
n mondo nuovo rispetto alla terra andalusa, un mondo che lo avvicina a Walt Whitman, a cui lo legano profonde affinità artistiche e personali e a cui dedicherà una celebre ode. Un mondo a strapiombo, tra picchi e abissi, che regala alla poetica dell’artista iberico un tratto del tutto insolito
Onna, nove anni dopo: giornalisti a confronto
«Le macerie che fanno da sfondo alla nona primavera post-sisma hanno seppellito il nostro passato e parte del nostro futuro». Tocca a Margherita Nardecchia Marzolo, presidente della Onna Onlus, affiancare il giornalista del Centro Giustino Parisse nel fare gli onori di casa. Nel giorno dell’anniversario, il borgo si apre al ricordo, attraverso la testimonianza del giornalista Paolo Boldrini (direttore della Gazzetta di Mantova, il quotidiano più antico) che ha inserito alcuni reportage sul terremoto in Abruzzo all’interno del suo libro “Mille lire a colonna”. «Non sapremo mai come sarebbe stato questo paese se quelle vite spezzate avessero invece proseguito il loro cammino», continua la presidente della Onna Onlus. «Ora,
L’Aquila, cinquecento ritratti per r-esistere
“Life”. Vita. Attimi, smorfie del viso, ricordi, parole che scivolano dal silenzio. Oggetti. Ben cinquecento. Ognuno a raccontare una passione, un progetto, oppure solo la voglia di guardare avanti, oltre quella notte. «Sei aprile 2009, una data che ha cambiato non solo la mia vita ma anche quella di coloro che, come me, hanno vissuto l’esperienza del terremoto. Sogni, progetti, quotidianità, sono mutati», scrive il giovane fotografo Federico Luzi, a proposito del suo progetto “La casa è dove qualcuno ci ricorda”. Cinquecento ritratti, realizzati nei mesi del post-sisma, per raccontare altrettante storie. «Nel 2009», racconta, «ero un semplice appassionato di fotografia
Sei aprile 2009-2018
Ritrovarsi nel silenzio. In una notte che è di tutti. Perché, a nove anni da quella scossa maledetta, chi è rimasto sa bene che ogni giorno c’è da riscoprire insieme la voglia di guardare avanti. «Molti di noi portano dentro un dolore grande, per questo è importante affrontare insieme il ricordo di questa tragedia e cercare un’elaborazione del lutto non più e non solo individuale, ma anche collettiva», spiega Ilaria Carosi. Parla come psicologa, ma anche come sorella di Claudia, giovane avvocatessa vittima del sisma. Quella voglia di guardare avanti declinata negli sguardi di tanti giovani e giovanissimi. Alcuni di loro forse anche
Paris Lithium: che giorno è oggi?
“It’s better to burn out than fade away” (Neil Young) “Che giorno è oggi? Otto anni fa – otto anni esatti – Kurt si è immolato agli ingranaggi dello showbusiness, come aveva fatto due anni prima Andy Wood e prima ancora Jim Morrison, proprio qui a Parigi. E tanti altri ancora, in diretta o in differita. Con gli obiettivi già puntati addosso. Fare audience sarebbe questione di un attimo. Sono in pericolo, non posso restare qui a lungo. Devo muovermi. Mi troveranno comunque, ma almeno sarò un bersaglio in movimento. È l’unico modo che ho di salvarmi.” (Parigi, 5 aprile
Il Neverending tour a Roma con Dylan
È una scaletta incentrata più sugli ultimi anni che sugli esordi: ben tredici brani sono pescati dai dischi pubblicati dal bardo di Duluth tra gli anni '90 e gli anni 2010. I nuovi concerti sembrano raccontarci molto di quello che è il Dylan di oggi: pacato, maturo, riflessivo
