Dev’essere nel suo libro “Come il fiume che scorre” che Paulo Coelho parla così dell’integrazione: “Quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un fratello, ponendo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il momento in cui finisce la notte e comincia il giorno”. Ma il passaggio dalla notte al giorno è tutt’altro che scontato. CONDIVIDERE. «L’integrazione è frutto di un progetto condiviso all’interno di una comunità locale come quello che la nostra parrocchia prova a mettere in campo da qualche anno», spiega don Dante Di Nardo, parroco di San Francesco a Pettino, una delle realtà che ha saputo tradurre
L’Aquila United, il calcio senza confini
Non poteva essere che il mammut, emblema che unisce L’Aquila e il continente africano, la mascotte-simbolo di “United L’Aquila”, nuova realtà sportiva che si propone come alternativa nel panorama cittadino. Dj set, musica dal vivo e aperitivo hanno salutato ieri a Casematte la nascita del sodalizio. «Con la realtà che stiamo creando vogliamo far esprimere al massimo le funzioni sociali, aggregative e d’integrazione insite dello sport», spiegano i promotori dell’iniziativa, a partire da Luca De Julis ex portiere dell’Oratoriana e ora presidente dell’Asd. Nel progetto, che mira a promuovere i valori formativi dell’attività sportiva «in contrapposizione a qualsiasi forma di
“Mohamed, va’ a vede’ se stengo ‘n piazza”
«Va’ a vede’ se stengo ’n piazza». Da quando gliel’hanno fatta sentire per la prima volta all’Aquila, per Mohamed Elsayed quella battuta è diventata il suo “motto di guerra”, la sua maniera di accoglierti, sempre con un sorriso e due occhi grandi. Eppure, a volte, se lo sorprendi a guardare il mare ti accorgi che quel suo stesso sguardo pieno di speranza si fa scuro e malinconico. «Guardo il mare e mi ricordo i 14 giorni di viaggio dall’Egitto». Le onde, la pioggia, la fame e il freddo. Alcuni compagni che non ce la fanno e che finiscono in mare
Sotto il vulcano
Era l’inizio di agosto del 1993 il mio primo concerto dei Litfiba allo stadio Adriatico. Terremoto tour per l’esattezza. Attaccarono con “Sotto il vulcano”. Uno di quei concerti che ti cambiano il modo di vedere la musica e, forse, il modo di vedere le cose. Ne è passato di tempo ma Piero Pelù resta sempre un animale da palco. Ben introdotto da Willie Nile tra l’altro. #blubarfestival L’INTERVISTA ALL’AQUILA
IN BICI VERSO IL CAPANNO GARIBALDI
“Nelle stesse valli ove trovò rifugio e aiuto Giuseppe Garibaldi, nel 1849, trovarono riparo, quasi cento anni più tardi, nel 1944, tanti giovani che cercavano scampo dai nazifascisti. Giovani che al prezzo della vita contribuirono al riscatto dell’Italia che usciva da una guerra e da una dittatura rovinose”. (Scritto sulla vecchia lapide a ridosso del Capanno Garibaldi). Pedalando verso la marina di Ravenna, a sinistra ti godi lo scenario del parco del Delta che circonda il capanno Garibaldi. A destra, è meglio far finta di non vedere gli stabilimenti industriali Enel, Italcementi, Silbelco, Marcegaglia che si affacciano sul canale. Quasi
Ravenna, brindisi per la Comunità XXIV luglio
Un altro brindisi in viaggio per la Comunità XXIV luglio L’Aquila, che oggi festeggia i 38 anni dalla fondazione. Un’associazione di volontariato che svolge prevalentemente attività con i disabili e che ogni anno, di questi tempi, si trova a passare una settimana in una struttura turistica della costa adriatica. Questa volta, il gruppo si è dato appuntamento al Villaggio del Sole di Marina Romea, frazione di Ravenna, per una vacanza che lascia spazio a un brindisi per festeggiare un nuovo anno di vita di questa consolidata realtà cittadina, nata anche come modo di dare una voce in favore dell’accettazione alle
Mirko, gli arrosticini e Max Gazzè
Immagina di avere un cantante preferito e una canzone preferita. E immagina che il prodotto maggiormente rappresentativo della tua attività sia utilizzato dal tuo cantante preferito – nella tua canzone preferita – come metafora delle contraddizioni del nostro tempo. Immagina però di aver modo di conoscere il cantante in questione e di riuscire a spiegargli che quella metafora, per quanto innocente, può suonare un po’ indelicata. Per Mirko Frattarelli con Max Gazzè deve essere andata così. Perché La Favola di Adamo ed Eva, uno dei pezzi storici del cantautore-bassista, se la prende prima con le olive ascolane e poi inquadra gli
Brad Mehldau e la luna di Pescara Jazz
Era il 14 luglio 2007 quando Brad Mehldau calcava il palco del D’Annunzio, con la stessa signora ritmica attesa per questa sera venerdì 20 luglio alle 21.15 – ovvero Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria. Undici anni fa, il noto pianista americano si esibiva con un altro big sul palco, Pat Metheny. Anche per lui, amico del festival, quest’anno sarà un grande ritorno: il prossimo 24 luglio stesso posto, stesso orario (riviera sud, lungomare Colombo 122). Affermato sulla scena jazz mondiale e acclamato dalla critica e dal pubblico, Mehldau unisce stili musicali diversi. Ha visto nascere rivisitazioni brillanti di brani scritti dai Beatles, dai Radiohead, Paul
Pescara, notte bianca: vera festa di strada
Non è nei numeri, che per carità ci sono tutti: dalle centinaia di migliaia di presenze registrate, ai nove chilometri di litorale trasformati in un unico percorso, servito comunque da 67 corse per 643 km percorsi su e giù per la riviera nord, e 90 corse per 1.223 km complessivi nella riviera sud. Non è nella qualità del mainstream che ha comunque registrato la buona performance di Irene Grandi, con doppio set – prima acustico e poi elettrico – e la presenza inossidabile di Loredana Bertè che ha fatto ballare il suo Boomdabash al pubblico della Madonnina, in un concerto palco allestito sotto
