Collaborando con il superprogetto Rockin’1000, capace nell’arco di poche ore di aggregare un’enorme band di 1200 musicisti, Aperol ha raccolto e donato oltre 100mila euro alla Protezione civile per far fronte all’emergenza Covid 19. Ogni musicista coinvolto, dalla propria casa, ha cantato e suonato “Una musica può fare” di Max Gazzè contribuendo a un video dalle mille finestre. Sono esattamente 1215 i contributi pervenuti. Immagini casalinghe di ogni tipo. Questi i numeri della formazione, aggregata dalla più grande rock band del mondo: 450 chitarristi, 273 cantanti, 186 bassisti, 162 batteristi, 60 tastieristi, 53 saxofonisti, 20 trombe e 11 tromboni da Italia, Francia,
Covid, raccolta fondi: associazione Vado
L’associazione Vado Onlus continua la raccolta fondi in supporto alle strutture sanitarie utilizzate per fronteggiare l’emergenza legata al Coronavirus. L’associazione ha già contribuito all’operazione “Covid Hospital G8 – Asl 01 Abruzzo”, che ha portato alla creazione di 6 posti in più in Terapia intensiva all’ospedale dell’Aquila, attrezzati dentro le strutture dismesse del G8, per far fronte all’emergenza Coronavirus. Un’operazione realizzata in tempi record in un momento delicato, come ha ricordato più volte anche il primario dell’unità complessa di Rianimazione del San Salvatore, Franco Marinangeli. I fondi, in questa fase, saranno utilizzati proprio per potenziare l’unità di Rianimazione. (fab.i.)
Finestre e balconi che si illuminano – con la luce del cellulare o di una candela – alla mezzanotte tra il 5 e il 6 aprile, in occasione dell’undicesimo anniversario del terremoto dell’Aquila che ha causato 309 morti e circa 1500 feriti. Un piccolo corteo immerso in una notte che da undici anni non è più la stessa. Ci eravamo abituati a vedere una lunga fiaccolata a precedere i rintocchi, uno per ogni vittima. Quest’anno, le misure legate alla prevenzione dei contagi contro il Coronavirus impediscono alla gente di uscire dalle strada. Sarà un anniversario scandito dal silenzio e dall’isolamento
r(E)sistere: nona puntata
Nel lanciare il suo terzo disco, Paolo Tocco, uno dei cantautori simbolicamente più profondi che questa terra conosce, aveva messo davanti i contenuti delle sue canzoni di rivalsa, di rabbia. Un messaggio chiaro e netto, a partire dal titolo, Ho bisogno d’aria, declinato da brani che hanno l’urgenza di liberarsi da ipocrisia e finzione e che appartengono alla vita quotidiana. Dalle televisioni ai social, dal giorno qualunque alle istituzioni dei palazzi di governo. Si delinea un vissuto sempre più fatto di apparenze e di facciate lucidate a dovere per lo spettacolo che serve a indottrinare il popolo tutto, più che a
r(E)sistere: ottava puntata
Questi giorni sospesi rendono molte cose relative: non possiamo raggiungere un amico, neanche a due minuti di macchina, eppure la tecnologia ci porta in casa, in tempo reale, volti e voci da ogni dove. Insomma, in questo momento, l’unica vicinanza che conta è quella emotiva. Faccio questa premessa per dire che non è poi così assurdo prendere un caffè con Roberta che risponde comodamente seduta al suo pianoforte dall’altra parte dell’oceano. Aquilana di nascita, la sua evoluzione personale e professionale l’ha condotta prima a Londra e poi a Chicago, negli Stati Uniti. Lì sta continuando la carriera come pianista e come vocal
r(E)sistere: settima puntata
A volte la musica resta incollata all’album dei ricordi come se questi avessero già una colonna sonora abbinata. Per un musicista, sicuramente nelle foto da conservare ci sono quelle dei concerti. E la carriera dei Luci rosse senza porno, band emergente abruzzese, è contrassegnata di tanti live che li hanno visti aprire per Marlene Kuntz, Gianni Maroccolo, Luca Barbarossa, Voina, Giorgio Ciccarelli, Silvia Mezzanotte, L’Orchestraccia, Punkreas. La band ha partecipato anche al “Meeting del Mare 2019”, al Mei di Faenza e “Sanremo Rock Festival” oltre che a svariati festival e palchi minori. Uno come Franco Alfano, fondatore del gruppo insieme a Pierpaolo
r(E)sistere: sesta puntata
Un anno mi ritrovai a fare il commissario esterno di inglese al Liceo scientifico, all’Aquila. Era il 2015. credo. Ho studiato da ragioniere (ebbene sì e perdonate il coming out) tuttavia, all’epoca del mio diploma, la scuola si trovava nello stesso plesso. Quindi, idealmente, ero tornato da commissario nello stesso luogo che, più o meno venti anni prima, mi aveva visto da candidato. E ricordo, in particolare, una mattinata di inizio estate dalle temperature improponibili. Dalle finestre della scuola neanche una bava di vento. Si presenta questa ragazza con la cartellina del percorso multidisciplinare. Si parla di musica, intuisco dai
Disordini sociali, tensioni, riti sacrificali, ma anche paura, disorientamento e “caccia all’untore”. La storia delle grandi epidemie ci consegna una serie di avvertimenti legati a pandemie come quella che stiamo vivendo. Si pensi, ad esempio, alla storia dell’antica Roma: circa 1.500 anni fa, ai tempi di Giustiniano, un’epidemia devastante mise in ginocchio l’impero romano colpendo lo stato Bizantino e l’interno bacino mediterraneo, fino a segnare la fine di un’epoca di splendore che è al centro dei romanzi di Emma Pomilio, scrittrice marsicana 64enne. I suoi libri, editi da Mondadori, sono ambientati nell’antica Roma: ha esordito nella narrativa nel 2005 con
Una proposta concepita dall’assessore comunale al Welfare Francesca Bottalico, in collaborazione con la biblioteca dei ragazzi e delle ragazze del Comune di Bari. Il supporto è anche quello della rete Bari socialbook. “Accanto ai bambini e alle bambine della città”, scrive su Facebook la Bottalico. “Insieme all’impegno rivolto a rispondere ai bisogni e alle difficoltà di questi giorni, l’assessorato al Welfare intende restare accanto ai bambini e alle bambine della città, capaci di donare speranza, bellezza e resilienza agli adulti e alla città”. In tutta la Penisola, aumentano le iniziative rivolte ai più piccoli. UNLA AQ, centro di promozione e diffusione culturale della
