Mix the light into grey
«È un’arte convivere col dolore, mischiare la luce col grigio». Anno 2002, il mondo contava ancora le macerie delle Torri Gemelle e i Pearl Jam, rock band statunitense, si apprestava a far conoscere al resto del mondo la potenza silenziosa di una canzone, scritta per elaborare una tragedia vissuta in prima persona: due anni prima a Roskilde in Danimarca, si erano visti morire davanti nove persone «Perdemmo nove amici che non conosceremo mai». Venne fuori così “Love boat Captain”, uno dei capolavori di sempre, una canzone che, prendendo in prestito quel “All you need is Love” dei Beatles, spinge a
«Tre, due, uno… prova ancora…». Una partita a campana? Due tiri a zirè? Una recita, oppure una schitarrata? Una corsa in una pista improvvisata al centro di una piazza improvvisata. Uno spazio strappato al fango e al cemento, in un’area altrimenti dimenticata per quanto rappresenti un punto strategico a ridosso dell’ospedale e del complesso universitario di Coppito. Quell’area che, per volontà di una ventina di associazioni aquilane, rimaste senza sede dopo il sisma, è stata trasformata in un’esperienza nuova e senza precedenti nel contesto aquilano: un luogo fisico, battezzato “Piazza d’Arti”. Qui le associazioni hanno ricostruito le loro sedi e
Dirty old town, Dublino al tempo di St. Patrick
Notte umida sulle strade della capitale il vento è la musica di St. Patrick atomi di litio ballano i miei sensi restano a guardare notte fredda, il violino/ il banjo / il flauto non stanno più in piedi da soli luna nera su Dublino il vento e le canzoni in strada già nuotavano nel fango (qui sotto un cielo che non basta mai) una bicicletta /una bottiglia vuota /il vento pagano sui capelli sfondo metropolitano le donne sul marciapiede chiudono i loro occhi al colore della mia pelle e se in questa notte io mi metto a recitare gli alberi
“Gli uccelli cantano quando termina la tempesta e gli uomini non sanno essere felici neanche del sole che gli resta…” “Il mercante di luce”: il nuovo romanzo di Roberto Vecchioni, rappresenta un immancabile appuntamento; un’esperienza unica in cui si riscopre come la bellezza sia sempre stata nella storia dell’uomo perché nata proprio lì … dove tutto ha origine. Il seguito delle epoche, degli anni, dei secoli, si palesa come rivisitazione in un tempo avanzante che trascina le meraviglie di un passato puro e autentico, dove poesia, tragedia, storie di eroi, rappresentano i punti fermi dell’uomo. Gli uomini hanno inventato gli
Verso la maratona di Roma, fino al traguardo
Ho sempre sognato di correre un giorno una maratona, sin da quando ero bambino. Pensavo a New York (e ci penso ancora). Mi sembrava un traguardo da raggiungere. Mi promisi di farlo. Un giorno, qualche anno fa, mi hanno diagnosticato un’ernia tosta. Secondo il fisioterapista avrei dovuto smettere di correre per sempre, ma è proprio nel momento in cui me lo stava dicendo che mi è venuta in mente la promessa e ho ripreso ad allenarmi. Pochi metri alla volta. Cinque minuti all’inizio non di più. Ad aprile ci sarò, perché ho detto ai mei bambini che, comunque vadano le
Nello Salza, una tromba da premio Oscar
Due minuti di tromba a chiusura di sequenza, in una dissolvenza posta in coda a “The Hateful Eight”. Ecco il pezzetto di Oscar che va in tasca a Nello Salza, la cui collaborazione con Ennio Morricone è di lunga data. Cinquantadue anni, originario di Sutri, nel Lazio, è per qualcuno «la tromba del cinema italiano». Domenica notte non ce l’ha fatta proprio a restare piedi fino all’annuncio della statuetta al maestro in diretta tv. Troppa stanchezza e febbre da smaltire per vincere le ore di differenza con Los Angeles. Eppure, la sua tromba è parte integrante del lavoro premiato e le
Dentro quelle pareti rosa c’era un mondo fatto di piccoli gesti quotidiani. Parole scandite a mezza bocca e immagini ripetute. Il dolce sorriso di Peppino, le bambole di Antonella, le grandi mani di Lamberto, le letture assorte di Donato. Quel microcosmo di rituali ad appuntamento fisso, come la messa della domenica con padre Quirino Salomone, un rito semplice accompagnato da canzoni semplici strofa-ritornello-strofa-ritornello mentre il vento faceva muovere i vetri di Turris Eburnea. Quella casa famiglia, messa di fronte alla vecchia colonia agricola, era l’ultimo avamposto della città dei matti, quell’ospedale psichiatrico che, nel secolo scorso, a pieno regime arrivava
Con Telepass cambia l’idea di mobilità
Quanto tempo si perde ogni volta a pagare il casello autostradale? Vuoi perché il casello rappresenta una sorta di collo di bottiglia dove spesso e volentieri gli automobilisti restano bloccati, vuoi anche perché agli irriducibili dei soldi-contati-in-contanti mancano sempre 50 centesimi per arrivare alla somma dovuta e per pochi euro da pagare si rischia di far diventare quella corsia un’arteria della Salerno-Reggio Calabria. Con Telepass, i vantaggi sono in continuo aumento: non solo corsie riservate a scorrimento rapido, ma i servizi offerti sono tanti, dentro e fuori l’autostrada. Da vent’anni, dal lontano 1996, quando ancora si pagava in lire, il
Scatti rubati fra le transenne, immagini. Di tutti questi giorni resteranno delle immagini. Attimi irrilevanti dal punto di vista strettamente sportivo, ma che danno il senso all’intera manifestazione. Abbracci spontanei tra gente che fino a qualche giorno fa neanche si conosceva. E della terra che ha accolto i Mondiali studenteschi di sci sapeva poco o niente. Così come del terremoto, del resto. Eppure, quando le delegazioni sono tornate all’Aquila per toccare con mano le ferite di quella notte maledetta, tanti giovani si sono raccolti in silenzio davanti alla Casa dello Studente. Prima uno studente austriaco, poi due giovani scozzesi e
