La locandina li ritrae insieme, sorridenti, in un’altra vita. Entrambi con una chitarra a tracolla. Pino e Nello Daniele. Due fratelli da sempre uniti sul filo della sei corde. Un mix di suoni che sai a volte di jazz e di nostalgico blues, a volte di funk e ballabile groove. Perché Nello, più giovane una decina di anni, raccoglie e interpreta l’eredità del fratello in un tributo che sbarca in Abruzzo. Dopo il concerto-memorial del 18 marzo a Napoli, Nello e la sua band sbarcano al Teatro dei Marsi di Avezzano, in una data che rappresenta una sorta di “tappa
Le serie tv nel panorama culturale odierno occupano uno spazio fino a poco tempo fa impensabile. Ma come è nato questo fenomeno? L’aquilano Gianluigi Rossini ha provato a dare delle risposte. È nato cosi “Le serie tv” (Mulino), un volume che ha già ottenuto un buon numero di recensioni anche a livello nazionale. Come nasce questo lavoro e come si inserisce all’interno del suo percorso di ricerca? Ho iniziato a studiare la serialità tv alla facoltà di comunicazione della Sapienza, poi ho proseguito con un dottorato di ricerca qui a L’Aquila, dove grazie all’appoggio del professor Massimo Fusillo ho potuto
Le gru dei cantieri attivi disegnano i confini della processione del Venerdì Santo. Anno dopo anno, il corteo solenne si tuffa nella città ferita, in un percorso che cambia a seconda delle strade e dei vicoli tornati agibili. Stavolta, il canto del Miserere raggiunge piazza della Prefettura, passando per corso Vittorio Emanuele, per piazza Duomo e la cattedrale di San Massimo, davanti agli sguardi di migliaia di fedeli distribuiti alla meglio. Poi in via dell’Arcivescovado, per far ritorno alla basilica di San Bernardino, attraverso piazza San Marco e via Indipendenza. Una processione – rifondata nel 1954 dallo storico animatore Nicola
La musica dal vivo ha costituito il punto di forza dell'Irish Cafè, a partire dalla serata inaugurale, il 16 agosto 2009, scandita dagli accordi di Giampaolo Biondi e dei suoi Intrigo, una delle rock band dell'underground cittadino. Da quel momento, centinaia di artisti provenienti da circuiti più o meno grandi si sono alternati sul palco dell'Irish che non ha disdegnato spettacoli teatrali, presentazioni di libri o allestimenti contemporanei
Ripartire dalla propria terra. Tornare alle origini. Dare una svolta alla propria vita raccogliendo un’eredità di generazioni. Ecco che la storia di Matteo Griguoli diventa un esempio di quanto poco basti per rimettersi in strada. Di quanto poco serva per tornare quantomeno a camminare, anche se la salita è piuttosto dura e piena di sassi. Trentatré anni oggi, Matteo ha scelto di restare nella sua Paganica a lavorare cercando la maniera più efficace di tirare fuori qualcosa da quelle terre troppo spesso dimenticate. Un’attività tutt’altro che facile senza i consigli e l’esperienza tramandata dai nonni contadini. E dire che il
Legalità e solidarietà in terra di Calabria
Dal campo della Cepa alle ville degli Arena ci sono poco più di cento passi. Mentre l’autobus circoscrive la cinta muraria del complesso che ospita la ‘ndrina dominante a Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese, fai fatica a immaginarti come si svolga, nel quotidiano, la vita dei boss della ‘ndrangheta. Le terre confiscate sono proprio lì di fianco. È in questa zona che si concentrano i laboratori didattici di Libera Terra, portati avanti all’interno di campi sottratti alla criminalità organizzata per farne occasione di lavoro e sostentamento.
Libera Calabria, le interviste sul campo
Dai cappelli gialli della cooperativa Terre Joniche spuntano i ragazzi dell’istituto Vico-Ovidio di Sulmona, ospiti di un campo lavoro in un viaggio finalizzato ad accrescere la consapevolezza sulle mafie. Arance da raccogliere, vivai da far fiorire, erbacce da estirpare e canali da ripulire su terreni confiscati alla ‘ndrangheta a Isola di Capo Rizzuto (Crotone). E il servizio di Max Carlozzo per Esperia Tv, un network digitale calabrese, è la prova che se ai nostri teenager riusciamo a dare gli stimoli giusti, i risultati sono sorprendenti.
C’è chi dice no. E lo fa anche quando questa scelta significa mettere a rischio ogni equilibrio e ogni certezza in un sistema in cui molti non riescono a fare a meno di omologarsi. C’è chi dice no, e riesce a farlo anche vivendo a Petilia Policastro, il paese di Lea Garofalo, donna-coraggio vittima della mafia. Trentatré anni, imprenditore agricolo e sindacalista, Giacinto Berardi riesce ancora a dire no a qualsiasi tentativo di ingerenza da parte della criminalità organizzata nei confronti della sua attività economica. Il giovane imprenditore ha raccontato l’iter, non privo di difficoltà, che ha percorso prima di
“Al posto sbagliato, nel momento sbagliato”
Dopo un momento di confronto sui temi della legalità con gli studenti del Gravina, liceo di Scienze umane, abbiamo incontrato Matteo Luzza, testimone sulla propria pelle della violenza della ‘ndrangheta calabrese nel vibonese. Il 15 gennaio del 1994 uccisero il fratello Giuseppe, poco più che ventenne. La sua “colpa”, quella di aver amato una ragazza al posto sbagliato e al momento sbagliato. La sorella della ragazza era, infatti, come ricorda Liberainformazione, la moglie del boss Antonio Gallace, oggi all’ergastolo. Gallace considerava “roba” sua la vita della cognata. Spettava a lui, in quanto uomo d’onore, decidere con chi la giovane avrebbe dovuto sposarsi. Sicuramente
