I Momix tornano a Pescara con un nuovo show, proposto in tre appuntamenti: si intitola ‘Back to Momix’, andrà in scena al teatro Circus martedì 15, mercoledì 16 (ore 21) e giovedì 17 aprile (ore 16.30). Fondando la compagnia Momix nel 1980, il coreografo di fama internazionale Moses Pendleton ha riscritto un nuovo paradigma dei movimenti corporei nello spazio luce. Ora, il desiderio di leggerezza e spensieratezza, caratteristiche originarie, rivivono in ‘Back to Momix’ (prodotto dalla Patagonia Pictures), perfettamente calibrato, con due atti di oltre un’ora e mezza totale in cui si avvicendano i numeri più celebri di Momix con

“La situazione nell’area di Goma sta degenerando e il numero di vittime deli scontri rischia di raddoppiare in pochi giorni”. Rientrato da poco da un’ennesima missione umanitaria in Congo, il prof. Francesco Barone, docente di Pedagogia della cooperazione sociale e internazionale all’Università dell’Aquila e responsabile della onlus Help Senza Confini, continua a ricevere messaggi molto delicati da parte dei collaboratori della sua onlus che operano nel Nord Kivu. “Mi scrivono che gli scontri hanno provocato un numero enorme di morti – dice Barone all’ANSA – si teme che nel giro di poco si raggiungano le 2mila vittime. I corpi giacciono

“La situazione a Goma è precipitata a causa dell’arrivo del gruppo dei ribelli M23, e io ho fatto appena in tempo a tornare in Italia”. A parlare è Francesco Barone, docente dell’Università dell’Aquila e presidente di Help Senza Confini Onlus al rientro dal Congo dove ha portato avanti la sua 62ma missione nell’Africa subsahariana. Una missione dove, oltre a portare avanti azioni umanitarie di solidarietà all’interno della comunità del Nord Kivu, è riuscito a incontrare personalmente il sindaco di Goma, Faustin Kapend Kamand, raccogliendo il suo appello al cessate il fuoco nel tentativo di fermare una serie di conflitti che

Una voce si alza dal silenzio del ghetto ebraico di Roma: è quella di Elena Di Porto, antieroina antifascista e ribelle morta ad Auschwitz. La sua è una storia vera, capace di commuovere e ispirare, che prende vita in uno spettacolo intenso e di grande impatto emotivo, diretto da Giancarlo Nicoletti. La pièce, intitolata “elena, la matta”, è liberamente ispirata al libro di Gaetano Petraglia “la matta di piazza Giudia” e racconta la vicenda di una donna straordinaria, il cui coraggio e spirito ribelle continuano a lasciare un segno indelebile. Lo spettacolo andrà in scena sabato 1° febbraio, alle ore

Matilde ha quindici anni ed è una ragazza brillante e serena: ottimi voti a scuola, una grande passione per la scherma e un rapporto speciale con le sue due migliori amiche, Alessia e Chiara. Quando conosce Marco, un nuovo compagno di scherma, Matilde resta subito colpita: bello, gentile e affascinante, Marco sembra l’incarnazione del ragazzo perfetto. Tuttavia, col tempo, il comportamento di Marco cambia. La sua insicurezza emerge sotto forma di gelosia e possessività, portandolo a isolare Matilde dalle sue amicizie storiche. Una storia che ne racconta tante altre, quella scelta come tema centrale del quarto capitolo della collana Crush,

“Il nostro non è solo un concerto, ma un vero e proprio spettacolo che permette al pubblico di vivere per due ore in un’altra dimensione”. Parola di Fabrice Quagliotti, tastierista e fondatore dei Rockets, band space rock francese che fin dagli esordi ha avuto grande seguito anche in Italia. Il loro *Final Frontier Tour*, partito una settimana fa a Bologna, arriverà giovedì 6 febbraio al Teatro Massimo di Pescara (l’organizzazione è a cura di Best Eventi) accompagnato da uno storytelling visuale. In occasione del tour, la band presenta una nuova edizione speciale del loro album “The Final Frontier”, in esclusiva

Storie, progetti, confronti sul dialogo interreligioso. La Giornata della Memoria ha tanti volti all’Aquila, con iniziative tra arte, letteratura e riflessione che si sovrappongono. SUORA MAMMA E SUORA BABBO. Il dell’Accademia delle Belle Arti ha ospitato  la rappresentazione dell’opera teatrale Suora Mamma e Suora Babbo. Lo spettacolo racconta la storia della vita di Susanna Silberstein Trevisani in Ceccherini, una donna sopravvissuta all’Olocausto grazie all’accoglienza ricevuta dalle suore di un convento di Firenze. Suora Mamma e Suora Babbo sono le due suore francescane che per 4 anni l’hanno cresciuta, fino a quando è stata adottata da Libera Trevisani Levi-Civita personaggio noto per

«Era questo che faceva la musica rock, quando esisteva (non oggi, che accompagna le sfilate degli stilisti): dava del tu alla realtà. La prendeva di petto e la metteva in musica e parole, senza attenuanti». Nel descrivere la musica, Diego De Silva – qui in “Non avevo capito niente” – ha sempre avuto le idee chiare: il rock ha attraversato un’epoca in cui riusciva a decriptare e raccontare la realtà in modo inedito e incredibilmente efficace. Un’epoca che, forse, ha preso forma nell’America degli anni Cinquanta, con l’evoluzione dello skiffle, capace di intercettare la rabbia e i malumori dei reduci

Un ritorno alle origini, a una regione di appartenenza, l’Abruzzo, alla quale è rimasto sempre legato. Si propone in questi termini Brusii, esposizione antologica di Enrico Pulsoni che sarà inaugurata sabato 18 alle 17 al Muspac (Museo sperimentale d’arte contemporanea dell’Aquila). L’allestimento è a cura di Ivan D’Alberto e Martina Sconci, con il supporto di Antonello Tolve autore di una una recente monografia che raccoglie per capitoli l’intero corpus di opere realizzate dall’artista a partire dal 1975. Brusii è un progetto speciale che riunisce una serie di momenti della pittura, eleganti libri d’artista, spericolate terrecotte, veloci metalli e potenti papier