Radio Terapia, colonne sonore del nostro tempo
“On air” da alcune settimane la nuova emittente radiofonica sfornata da Giulio Berghella della Gb Play di Montesilvano e dal cantautore e promoter discografico abruzzese Paolo Tocco. Si chiama Radio Terapia – www.rtradioterapia.it – e da questo forte moniker che si porta dietro promette una terapia contro l’appiattimento dell’informazione e della diffusione della musica, non solo quella prettamente radiofonica, quella di cassetta, di flusso, ma anche e soprattutto tantissima cultura, informazione, curiosità e collezionismo. Numerosi sono le proposte, i format prodotti in sede e quelli che arrivano grazie alla fitta rete di collaborazione sul territorio nazionale. Torna in vita Radio Indie Music Like, il fortunato format della classifica
Ticket to Ride, pt. 16: viaggio nel labirinto
“La bellezza del creato è l’entrata del labirinto. L’imprudente che vi entra, dopo pochi passi non sarà più capace di ritrovare l’uscita”. Le parole di Simone Weil cercano una via di uscita tra i vicoli di uno dei labirinti fisici e metaforici al centro della puntata numero 16 di “Ticket To Ride, canzoni in viaggio“. Ci avventuriamo nel labirinto sulle note di Elisa, col senso di orientamento smarrito come il rumore dei passi. Si cammina avvolti dalla nebbia, guidati dall’odore dei fiori secchi. Labirinti nel mondo, labirinti che ogni epoca forma e ricostruisce. Alla forma del labirinto cretese, se ne sono affiancate molte
“La mia città deve investire sui teatri”
“Se vuoi rimettere in piedi una città, c’è certo da lavorare con materiale da costruzione”. Inizia così l’intervento di Eugenio Incarnati, autore e registra teatrale che interviene dall’Aquila e a proposito della situazione teatri nel capoluogo abruzzese. “Ma se poi vuoi anche che essa sia abitata, vissuta, amata, considerata veramente ‘città’, allora devi portare calce e mattoni anche verso i luoghi di arte e cultura. Non si scappa. Ce lo dicono anche i numeri”. di Eugenio Incarnati – I dati SIAE degli ultimi anni parlano chiaro: dove ci sono teatri che lavorano, lì c’è un territorio vivo; infatti la Lombardia è
Non firmerà la convenzione triennale attraverso la quale il Comune assegna i contributi agli enti Fus che operano sul territorio. Una scelta inedita quella dell’autore e attore teatrale Manuele Morgese a nome e per conto dell’assemblea soci del TeatroZeta. In una conferenza in presenza, all’interno del Foyer del Parco delle Arti, Morgese ha spiegato le ragioni di questa scelta che si presenta come un gesto tutt’altro che simbolico: il TeatroZeta rinuncia anche al contributo ordinario annuale di 3 mila euro. Certo, poca cosa rispetto ai 53mila assegnati all’Isa, ai 27mila alla Barattelli, i 40mila alla Lanterna Magica o gli oltre 100mila al
I baci che salvano
Avevo in testa numeri, dati, circostanze relative a contagi, vaccini, dinamiche di governo oltre a stime e proiezioni ricavate dalla visione delle analisi del TG del mattino. Poi sono uscito per strada ad accompagnare i bambini e, mentre ero fermo al semaforo, ho visto due adolescenti con lo zaino che si baciavano di nascosto dal lato della strada che si affaccia sulla scuola. Oggi non ho bisogno di vedere altro
“The cats will know”
Se c’è una poesia che definisce l’epilogo della storia di Cesare Pavese, questa è molto probabilmente “The cats will know” . Ne conosciamo le ragioni con questo articolo che analizza testo e contesto verso dopo verso. di Rosamaria Lisi* – “The cats will know” è una delle dieci poesie di Cesare Pavese ritrovate, all’indomani della sua morte, nella scrivania dell’ufficio della casa editrice Einaudi, dove aveva lavorato. Queste dieci poesie furono pubblicate nel volume postumo del 1951 “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” che comprende anche un’altra raccolta, già precedentemente edita nel 1947, “La terra e la morte”. Il titolo complessivo del volume fu
“Io non ho una storia”
“Io non ho una storia”. Mi ha risposto ieri un ragazzo tra i più svogliati quando, prima di far vedere questo film a scuola, ho invitato tutta la classe a non limitarsi rispondere presente all’appello, ma a condividere un po’ nel proprio vissuto. “Sì, Ismael (nome di fantasia). Tu ce l’hai una storia. Hai lasciato a 16 anni tuo padre, tua madre e i tuoi fratelli e sei arrivato qui, continuando a vivere tra rinunce e diffidenze, per avere un futuro diverso”. “Sì Ismael”, gli ho detto ancora, “tu ce l’hai una storia ed è pure più interessante della mia.
Da più parti e da diverse prospettive la riduzione della povertà nel pianeta viene posta al centro degli obiettivi dell’Agenda 2030. Questo il punto di vista di Antonella Nuzzaci (presidente del Consiglio di area didattica in Educazione e servizio sociale – Università degli Studi dell’Aquila – Dipartimento di Scienze Umane) e del professor Francesco Barone (portavoce del documento di denuncia di Denis Mukwege, Premio Nobel per la pace 2018). Gli studi e le riflessioni sulla povertà spesso scoraggiano coloro che li compiono per le molteplici difficoltà a cui si va incontro quando si affrontano macro-fenomeni come questi sia sul piano della
Niente mascherina, né distanze, solo l’invito a tenere attivo il dispositivo Bluetooth che permette all’app di tracciamento anti-Covid di funzionare. Un’app che, peraltro, ha poco a che spartire con la nostra Immuni. Ventimila persone, ventimila appassionati di musica, ventimila fortunati. Immagini che fanno il giro del mondo, quelle del concerto all’aperto a Waitangi, in Nuova Zelanda il più grande da quando il paese ha sconfitto la pandemia da Covid-19. Secondo i media locali, il concerto della band neozelandese “Six60”, il primo dei sei spettacoli programmati, è stato un successo. Le immagini hanno fatto il giro del mondo atterrando anche alle nostre
