Un’Ape Piaggio attraversa le piazze storiche diffondendo i versi di Mahmoud Darwish. Due ballerini immobili raccontano con la voce ciò che il loro corpo non può danzare. Una performer trasforma il pubblico in un coro sospeso, fluido, plurale. Il Festival Performative ti trascina dentro: è arte che cammina, che respira nei tessuti, nei gesti, nei silenzi. Tradizione e sperimentazione tornano a incontrarsi all’Aquila a partire da questo pomeriggio, con la quinta edizione di Performative, il festival del Maxxi che porta in scena arte, danza, musica e teatro, trasformando la città in un laboratorio urbano dove la memoria dialoga con l’innovazione. L’iniziativa è portata avanti in collaborazione con l’Accademia

Trent’anni di tutela ambientale raccontati con le corde di un violino. Il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga festeggia il suo anniversario con due concerti speciali: protagonisti Uto Ughi e i Solisti Aquilani, in scena tra L’Aquila e Fano Adriano. Un omaggio in musica a un territorio che unisce cultura, paesaggio e identità. L’iniziativa, promossa dall’Ente Parco, prevede due appuntamenti a ingresso gratuito: giovedì 18 settembre all’Auditorium del Parco dell’Aquila e venerdì 19 settembre nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Fano Adriano (Teramo), entrambi alle ore 18. Alla conferenza stampa di presentazione, nella sede dei Solisti Aquilani, sono intervenuti: Tommaso Navarra (presidente del Parco), Elsa Olivieri (direttrice), Maurizio Cocciolito (direttore artistico dell’ensemble), Silvia Gauzolino (presidente), il vicesindaco

Da Sunday Bloody Sunday, con gli echi dei Troubles che si sovrappongono a ogni nervo scoperto del pianeta, a Rockin’ in the Free World, dove la rabbia diventa energia collettiva, fino a Guerra nuclear, in cui Marisa Liz canta il buio di un’umanità sul punto di annientarsi da sola. Ancora una volta, Rockin’1000 porta sul palco il suo grido contro la guerra, cucendo insieme storie, suoni e generazioni in un’unica voce. Il Rockin’1000 torna a Leiria, in Portogallo, con un messaggio chiaro: contro ogni guerra, la musica resta l’unico vero linguaggio universale. Nel concerto dello Stadio Municipale, mille musicisti – tra professionisti, amatori e giovanissimi –

Rockin’ in the free world’ è con me da quando avevo 16 anni e mezzo. L’altra sera, a Leiria con Rockin’1000, l’ho cantata fino a perdere la voce. Nonostante il suo peso sociale, per me resta soprattutto un invito: comunque vadano le cose, vale sempre la pena continuare così… Rockin’ in the free world

Baleal

“Un lembo di terra che galleggia tra le onde. Piccole barche tirate a riva in una cala nascosta, scogliere che paiono pagine di roccia sfogliate dal tempo, case bianche e azzurre aggrappate all’oceano, e una spiaggia che si riempie di surfisti e camminatori” #rockin1000 #portogallo

Ride the wave

I’ll ride the wave Where it takes me I’ll hold the pain Release me #rockin1000 #Oceans #nazareportugal

Guerra Nuclear

Sul palco del Rockin’1000 a Leiria, tra le canzoni da provare c’è anche Guerra nuclear con Marisa Liz. Il brano parla della follia che divora l’uomo, della pace strappata, delle dita che fremono sul pulsante nucleare. In quelle parole gridate dentro uno stadio vuoto, tra spartiti e microfoni, passa il senso di un tempo fragile: l’umanità che si perde e qualcuno che ancora protesta, implora. Ecco la traduzione: Hanno dimenticato il canto e il sorriso, non sono più uomini di buona volontà. La follia ormai sconfigge il giudizio, l’odio divora l’amicizia, si spogliano di tutta l’umanità. Hanno dimenticato il canto

Leiria não existe

Lo dicono come una battuta. Ma sotto sotto è una sfida. Perché Leiria non si mostra a tutti: si fa trovare solo da chi rallenta in Autostrada. C’è un castello che scruta in silenzio, un fiume che cammina piano, vicoli che odorano di carta e vento. Non fa rumore, Leiria. Non si mette in vetrina. E forse per questo resta. Leiria não existe sem ti – Leiria non esiste senza di te…

Tra le rocce e i silenzi dell’alta quota, gli incontri diventano magia. Un gruppo di camosci ci ha accompagnato lungo il sentiero. Monte Camicia – Gran Sasso d’Italia. Un luogo che toglie il fiato, dove ogni passo racconta la forza della natura e la sua bellezza più autentica. Qui, il tempo sembra fermarsi: restano solo il vento, il cielo e lo sguardo libero degli animali che abitano queste cime. IL VIDEO – LE FOTO