di Fabio Iuliano – Ore 3.35: non trovo i pantaloni. Al buio, non trovo i pantaloni. I jeans che avevo addosso la sera prima devono essere ai piedi del letto. Sono sicuro di averli lasciati lì, ma non li trovo.

Spuntano fra le macerie del centro con torce e biciclette come i Goonies di Richard Donner. Dribblano puntelli e transenne per esplorare questo o quell’edificio: ora una casa disabitata, ora un vecchio cortile, ora il palazzo della Prefettura, oppure il

Davanti alla macchina da presa di Marco Risi, Giorgio Tirabassi diventa Gianni Fiumani, marito di Elena (Valentina Lodovini), una delle prime coppie a rientrare, insieme ai propri figli, nella vecchia abitazione in centro storico lasciata la notte del 6 aprile. 

Rai2 dedica la prima serata agli studenti i cui sogni e speranze hanno fatto i conti con quella terribile notte di 10 anni fa. “L’Aquila, 03:32 – La generazione dimenticata” il titolo del documentario con Lino Guanciale, in onda alle

Tornare all’Aquila, in punta di piedi, ma con in testa una melodia. Sequenze di suoni per coro, orchestra e voce narrante per raccontare il terremoto che ha colpito questa città e gli anni successivi. Molto più di una melodia, ma

Marzo 2009. Nessuno poteva immaginare che quello sarebbe stato l’ultimo mese normale di una città che, di lì a poco, avrebbe viste sconvolte la sua quotidianità e la sua storia. Il terremoto, però, all’inizio del mese, si nasconde. E la

Le transenne divelte della zona rossa, i secchi pieni di macerie che passano da una mano all’altra, impalcature, puntelli, vetrine in frantumi, manichini di plastica. Slogan e striscioni: “3 e 32, io non ridevo!”. Dieci anni diventano un secondo quando

Giornata omaggio a Noemi Tiberio, giovane regista scomparsa nel terremoto del 6 Aprile 2009. Una data significativa anche per la ricorrenza con l’altro sisma che distrusse la città, nel 1703. Nel pomeriggio, l’Auditorium del Parco ha ospitato la proiezione del documentario

Oggi sarebbe stato il suo compleanno. Eppure, quasi 10 anni fa, la sua voce e il suo talento dovettero fare i conti con la forza devastante di un sisma che ha strappato i sogni di tanti giovani. Quel sogno che

L’antico telaio di nonna Assunta, ora nelle mani della nipote che ha ereditato il suo nome e l’arte della tessitura. Le tante battaglie di Antonietta per dar voce a chi l’ha persa quella notte maledetta di nove anni fa. Patrizia