I soldi a disposizione non sono mai tantissimi, e per molti è difficile anche pensare di scommettere, rischiando pure quel gruzzoletto che ci rimane. D’altro canto, una buona giocata ti può cambiare la giornata, se non il mese. Per tentare la sorte senza pensarci troppo, Snai ha recentemente divulgato sull’App Store di Ios la nuova applicazione Snai Sport, punto di riferimento per le scommesse per vie ufficiali direttamente dallo smartphone. Rispetto alla versione precedente, questa nuova completamente rivisitata contiene delle nuove ed ottime funzionalità che la rendono punto di riferimento per gli appassionati di sport e scommesse. Scommettere e tenersi aggiornati sui

La visita in Abruzzo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lancia un messaggio a due città segnate da lutti  e paura. L’Aquila e Parigi unite dalla resilienza di chi non si arrende, in un percorso che parte da una nuova consapevolezza. Di qui la scelta di presiedere all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università dell’Aquila. A seguire la visita al borgo di Onna e l’inaugurazione del Tribunale. Queste le parole del presidente indirizzate agli aquilani attraverso il quotidiano il Centro. L’Europa vive giorni di lutto e di solidarietà. Il terrore e l’odio di un fanatismo barbaro e violento non prevarranno. Anche per questo, accanto alla

No, per me non è la stessa cosa. Non voglio mettere questi nuovi attentati di Parigi in relazione con altri episodi simili capitati in altre parti del mondo. Sharm el Sheikh, Beirut, Ankara e via indietro fino alla terribile strage avvenuta in Nigeria

Viaggiando da Casablanca verso Marrakech, parte finale del percorso sulla rotta dei braccianti che dal Fucino fanno ritorno a casa, superiamo El Borouj e Cala e i monti dell’Atlante appaiono sullo sfondo

Oasi, spiagge e montagne dell’Atlante, dove di inverno si può sciare. Bastano pochi giorni fra suq e mercati, vicoli, palazzi e moschee per un viaggio, sulla sponda opposta del Mediterraneo, in un mondo che non è cambiato poi molto, nell’architettura e nello stile di vita, da com’era ai tempi in cui molte città furono edificate

Tra i vicoli della Medina, in un angolo anonimo che lambisce la grande moschea, spunta una sagoma ben nota: Piero Pelù sta girando bazar e chioschetti provando abiti e accessori per la moto. Non è molto in vena di chiacchiere e si fa strada a colpi di selfie, ma guai a rubare uno scatto di troppo.

Il mio arabo non va oltre un paio di frasette e non posso andare avanti a suon di “Shukran”, “Habib” e “Shewaia shewaia”. Tante cose che si dicono sul bus non le capisco neanche e a volte pure andare in bagno è complicato. L’unica cosa da fare è farmi adottare temporaneamente dalla signora Nayma Kariati, l’unica donna a bordo, ex dipendente delle Ferrovie dello stato, si fermerà a Casablanca. «Mio figlio Andrea ha lavorato come volontario nel terremoto dell’Aquila», racconta. Il suo intervento mi toglie dall’imbarazzo di accettare di passare la dogana di Tanger, subito dopo il traghetto dall’Andalusia, con

Due giorni e mezzo di viaggio verso Marrakech, 60 ore di cui 46 in un mezzo vecchio e freddo dove la notte puoi solo sperare che ti venga sonno, visto che le luci vengono spente per tutti. Le fermate programmate sono tutte in Italia, tra Firenze, Viareggio, La Spezia e Genova. Una volta passato il confine ci si ferma solo per rispettare le prescrizioni di legge: ogni 4 ore. Oppure perché è l’ora della preghiera del mattino: alle 5 in punto. Il pullman non è pienissimo. Molti lo usano solo per trasportare cartoni e valigie e si presentano alla fermata

«Un attar! Questo autobus è un attar. Avete presente uno di quei carretti con asinello che vanno da un paese all’altro per portar pane e pannocchie? Ecco quello è un attar, siamo in viaggio da ore e non abbiamo passato neanche la frontiera». La signora Nayma Kariati, ex dipendente delle Ferrovie, vive in Italia da anni. Ha alle spalle decine di viaggi avanti e dietro, in nave in aereo e qualche volta in aubus. Sì perché spesso viaggiare in pullman costa il doppio o il triplo e le traversate assomigliano ai viaggi della speranza, specie in carrette come quelle messe