. «Il Jazz italiano per le terre del sisma è il coronamento di una stagione estiva straordinaria per la nostra città cornice prediletta di un evento che è diventato nel corso degli anni un punto di riferimento internazionale per gli

Tredici anni fa si ritrovò a girare per le tendopoli in un minivan predisposto dalla Protezione civile. Sul piazzale di Collemaggio c’erano ancora le tende. Una chitarra acustica, un sorriso contagioso e una “Strada facendo” da strimpellare. La città mostrava

Abiti sportivi, chitarra acustica pronta da imbracciare e una sequenza di accordi relativamente semplice: Sol, Re e Do per introdurre quella sua Strada Facendo che accompagna i suoi concerti da oltre 40 anni. Così, poche settimane dopo quel sei aprile

«Mi cercherò tra le nostre giornate estive, tra i discorsi della gente che non mi vuole, in una promozione di fine stagione», canta Fabri Fibra guardando le “Stelle” dal palco di piazza Duomo. A trascinarlo sul palco il ritornello di “Il Cielo

Le dita di Giulia Mangone accarezzano i tasti del pianoforte a coda, installato davanti alle vetrine di via Verdi. Davanti ai suoi occhi chiari scorrono le partiture di Isaac Albéniz in Asturias, in Granada – le “suite spagnole” – ma anche le complicate evoluzioni

Sul palco, canta i successi che lo hanno consacrato nel parterre internazionale, insieme agli Spandau Ballet e con loro è pronto anche a suonare una serie di date che anche con un doppio appuntamento in Italia. Stasera, invece, Tony Hadley

Come ti immagini a 50 anni?” Gli anni Ottanta volgevano al termine e Jovanotti cantava roba come “Vasco”, “È qui la festa”, “Gimme Five”. I primi successi, i primi concerti. Le prime interviste. Una in particolare che chiedeva a questo ragazzino di

Volto simbolo della 40esima edizione di Spoltore Ensemble è Marco Castoldi, meglio conosciuto come Morgan, presenza fissa in Abruzzo in queste settimane, non solo in virtù dei concerti, a partire dal Festival Internazionale di Tagliacozzo, insieme all’Orchestra Sinfonica. «Sono ospite

«Sono troppo aquilana per essere napoletana e troppo napoletana per essere aquilana». Ne ha fatta di strada la bella Simona Molinari dai tempi degli scout, quando conquistò il suo primo riconoscimento musicale, camminando sulle impronte di Baden-Powell (il generale, mica il chitarrista!).

«Potermi esibire in tanti luoghi magici è una bella soddisfazione, sono posti ricchi di storia, con cartelloni estivi davvero importanti. E sono contento di tornare dopo pochi mesi in quella Pescara che ha ospitato il mio primo concerto dopo la