La quinta “domenica bestiale” del jazz parte alle 12 in punto con un nuovo omaggio alla Casa dello Studente, il cui spazio antistante, anche quest’anno, è riservato alla sperimentazione. La voce è quella di Emanuela Di Benedetto, autrice di tutti i

Entra nel vivo stasera l’edizione 2019 di Jazz italiano per le terre del sisma, con la due giorni all’Aquila che conclude una settimana di concerti e iniziative nelle aree colpite dal terremoto. Una messa accompagnata dal concerto organistico di Claudio

Giù il sipario sulla quarta maratona jazz, che si chiude con l’edizione forse logisticamente più difficile, a causa del maltempo che si è abbattuto sull’Aquila in quelle che negli scorsi anni sono state le ore di punta. Eppure, la città

Musica per resistere e musica che resiste, anzitutto alle variabili del meteo che hanno costretto gli organizzatori del “Jazz italiano per le terre del sisma” a fare qualcosa a cui, in verità, dovrebbero essere abituati: improvvisare. Un summit del giorno

Le premesse c’erano tutte sin dalla vigilia. L’anteprima a piazzetta del Sole con Piero Odorici, Roberto Rossi, Roberto Tarenzi, Sefano Senni e Adam Pache, un crescendo di pubblico davanti a una jazz band resident, per un concerto serale in collaborazione

Parlare di L’Aquila come città destinata a diventare la “capitale del jazz italiano” può sembrare un po’ azzardato se solo si pensa alle rassegne di questo genere in giro per la Penisola. Senza andare troppo lontano, senza neanche scomodare la

Trasformare la kermesse del Jazz italiano per le terre del sisma in un festival nazionale che metterebbe L’Aquila in relazione con altri grandi appuntamenti di genere, a partire da Umbria Jazz. Questo l’obiettivo di un’intesa siglata ieri dal direttore artistico

“Quello dei migranti è un problema complesso, ma sull’uomo non si può discutere: va aiutato, è la legge del mare, in base alla quale nessuna nave o imbarcazione può ignorare qualcuno che si trovi in una situazione di difficoltà. Bisogna

Camicia hawaiana, sorriso di chi, anno dopo anno, vede una delle sue creature evolversi e tanto fiato da regalare, non solo alle sue trombe, ma anche a chiunque si avvicini a lui per un confronto, un saluto o semplicemente per

«Il rischio è che con il tempo i riflettori sui territori colpiti da calamità naturali si spengano: iniziative come questa contribuiscono a mantenerli accesi». Così il ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini intervenendo all’Aquila alla cerimonia