Il Jazz sulle transenne segnate dal sisma
6 Settembre 2020 Condividi

Il Jazz sulle transenne segnate dal sisma

Le t-shirt grigie dalle scritte scolorite nel tempo. Gli striscioni con i nomi degli studenti scomparsi la notte del sisma. Fiori intrecciati sulle transenne che una volta segnavano il perimetro esterno della Casa dello Studente. Colpisce il “ground zero”, ma ancora di più la sfrontatezza delle piante selvatiche che ora riempiono l’area delle fondamenta. Riparte da qui, alle 12, la maratona del jazz. Circa duecento musicisti distribuiti in una decina di postazioni allestite tra il centro storico e borgo Rivera. Si riparte sulle atmosfere evocate dall’ensemble Stefano Tamborrino Seacup con Ilaria Lanzoni al violino, Katia Moling alla viola oltre a Dan Kinzelman (sax), Andrea Beninati (violoncello), Gabriele Evangelista (contrabbasso). Composizione, voce, batteria, effetti elettronici e lap steel sono appannaggio dello stesso Stefano Tamborrino, la cui creatività fa tanto parlare negli ambienti del genere. Una interessante sessione sperimentale come tradizione vuole per il prologo sul palco allestito all’angolo tra via XX Settembre e via Persichetti.

LA GIORNATA. Nel pomeriggio saranno attivate, in contemporanea, dalle 15, altre due postazioni al parco del Castello, piazza Chiarino e al dipartimento di Scienze Umane, in uno spazio allestito all’interno dell’aula magna dell’università con tre concerti per pianoforte solista: Andrea ReaFrancesco NastroGiovanni Guidi. Piazza Santa Margherita e piazza Santa Maria Paganica riaprono i palchi alle 16. In serata, i concerti di piazza Chiarino organizzati in collaborazione con Alexandreplatz Jazz. Protagonisti, alle 21, Claudio Filippini (pianoforte), Renato Gattone (contrabbasso), Lorenzo Tucci (batteria), Francesco Cipollone (sax tenore). A seguire, la performance di Ginaski Wop (batteria e percussioni), in un progetto che vede Alfonso Tramontana (piano e voce), Davide Di Pasquale (trombone) ed Elisa Mancini (voce). Uno spazio che, nell’arco della giornata, registra un interessante commistione tra jazz e swing. Appuntamento mainstream, in piazza Duomo, con gli omaggi a Gianni Lenoci e Aldo Bassi e il duetto Mauro Ottolini (trombone) e Fabrizio Bosso (tromba) impegnati in “Storyville story”. Sul finale, verrà assegnato il premio alla carriera a Franco Fayenz e il premio alla memoria a Mario Guidi (sarà il figlio musicista Giovanni a ritirarlo). Continuano i laboratori per i bambini all’hotel Castello e all’Auditorium del Parco del Castello che, alle 16, ospiterà il concerto dell’orchestra della Dante Alighieri.
LA PRIMA GIORNATA. Il sax di Dario Cecchini ha inaugurato ieri la sesta edizione alle 99 Cannelle, punto di arrivo anche del Cammino delle terre mutate. Una kermesse guidata quest’anno da Ada MontellanicoSimone Graziano e Luciano Linzi che ne hanno assunto la direzione artistica, al posto di Paolo Fresu. Quest’ultimo, comunque, non si è fatto attendere ed è arrivato in città in tempo utile, accolto dal team dei fotografi e dalle ferratelle a forma di rosone di Collemaggio di Paolo Di Pietro, i cui scatti sopra e sotto i palchi, sono ben noti nell’ambiente.

«La maratona jazz», ha sottolineato Fresu, «è l’unico evento in Italia del settore, in epoca Covid, che è riuscito ad adattarsi agli spazi cittadini grazie allo spirito di apertura e sperimentazione tipico della musica e del pubblico jazz». Alle sue parole, hanno fatto eco quelle della Montellanico: «Per la prima volta in Italia», ha detto, «si concentrano operatrici artistiche e musiciste donne tutte insieme, in una sola manifestazione. Con duecento musicisti tutti italiani, di cui circa sessanta donne, in soli due giorni in un’unica città, il Jazz italiano per le terre del sisma si conferma la più grande kermesse di genere. Il festival aquilano, godendo di una fama indiscussa, è diventato un laboratorio di sperimentazione anche per le nuove produzioni, c’è un seguito straordinario anche senza ricorrere a nomi esteri». Su vari palchi anche suggestioni in omaggio alle composizioni di Ennio Morricone. Programma integrale su www.italiajazz.it.

di Fabio Iuliano – fonte: il Centro