Zaffe-Run a Navelli ecco la prima edizione
La Zaffe-Run è partita questa mattina da piazza San Pelino, dove i runner sono tornati a ogni passaggio. Tre giri per gli agonisti, circa dieci chilometri complessivi; due per chi ha scelto la non competitiva. Quelle strade che a Navelli
I compagni di squadra li ha decisi il sorteggio, il resto lo hanno fatto il campo e la voglia di stare insieme. A Navelli il Memorial Gatto Felix è tornato con la sua formula ormai collaudata: pallavolo amatoriale, agonismo quanto
Road to Venice
Va detto che, a correre, a essere scarso sono scarso. Stamattina sono andato con mio figlio. Sulle distanze brevi mi batte a mani basse: è più reattivo, più veloce e, dettaglio non trascurabile, ha sedici anni in meno. Parecchi più
L’AQUILA – Il testimone passa di mano in mano, lungo il giro di pista dell’Olimpico. Duecento metri alla volta, dodici frazionisti per squadra, sei ragazze e sei ragazzi. Prima che entrino in scena i campioni del Golden Gala Pietro Mennea,
‘Hallelujah’ di Leonard Cohen, chitarra e voce, e piazza Duomo che per un attimo si ritrova a cantare all’unisono. Paola Turci accompagna l’ingresso delle tre bandiere – Europa, Italia e Special Olympics – ed è così che si apre la
Roma-Ostia, una 21km veloce
Quattro chilometri all’Eur, giusto il tempo di capire che le gambe oggi hanno deciso di collaborare. Poi si prende la Colombo e si va dritti verso Ostia, senza troppi pensieri filosofici. Ventuno chilometri così: la città alle spalle e il
Lollobrigida e L’Aquila un amore così grande
Due ori al collo, doppio primo gradino del podio. E, con il primo, una scena destinata a restare tra i ricordi di questa edizione olimpica: l’intervista tv con il figlio in braccio. Milano-Cortina è l’ultima tappa: prima ci sono il
Dubai, al 32esimo chilometro
Momento più bello? Al 32° chilometro, quando la playlist random del telefono mi ha sparato nelle cuffie “Just Like Heaven” dei Cure. Lì ho capito due cose: che potevo ritoccare il personal e che il dolore, a volte, si lascia
La corsa di Miguel
La Corsa di Miguel comincia molto prima del via, nel passo accanto a quello di mio figlio Federico. Roma scorre intorno, mentre il centro di tutto resta lì: due respiri che cercano lo stesso ritmo. Poi arriva l’ingresso allo stadio
Triathlon Lake Varano
Sveglia alle 4:50. Tre ore di macchina. Cinquanta minuti a mollo nell’acqua di ottobre. Altre tre ore di macchina. Giusto il tempo di scrivere quattro cavolate sui social. Quanto vale tutto questo? Niente. Infatti ho pure pagato. Ma vuoi mettere
