Road to Venice
Va detto che a essere scarso sono scarso.
Stamattina sono andato a correre con mio figlio. Sulle distanze brevi mi batte a mani basse: è più reattivo, più veloce e, dettaglio non trascurabile, ha sedici anni in meno. Parecchi più di sedici, in realtà, ma sorvoliamo.
Sulle distanze lunghe, però, cambia qualcosa. Lui parte forte, arriva fin dove ne ha e poi gira verso casa. Io invece vado piano. Molto piano. Con quella dignitosa lentezza di chi non ha alcuna intenzione di impressionare Strava. Io manco ce l’ho, Strava. Però continuo.
Così alla fine lui arriva sempre prima di me. Ma stavolta è solo perché ha girato prima. Io sono ancora là fuori.
Va detto che a essere scarso sono scarso.
Ma sulle lunghe distanze ho imparato che essere più lontani dal traguardo non significa necessariamente essersi persi. E quando il traguardo ancora non si vede, basta cercare qualcosa che sia cento metri più avanti. Arrivare lì. Poi guardare i cento metri successivi.
