Don’t Look Back in Anger
Per me Don’t Look Back in Anger è una sera a Parigi del 2022, il 14 maggio credo. Sono allo Stade de France, alla mia prima volta con Rockin’1000. Sento ancora un po’ la tensione mentre guardo le migliaia di telefoni accesi sugli spalti a pochi metri dalle prime file dei microfoni.
You said that you’d never been
But all the things that you’ve seen
Will slowly fade away
A vedere quelle luci, mi viene in mente il cimitero di notte, i lumini davanti alle tombe. Penso a mio padre mentre canto. Poi ad altre persone, anche a quelle che potrei ancora chiamare e invece non sento da anni. In mezzo ci sono anche gli amori finiti. I ricordi arrivano senza un ordine e io continuo a cantare.
Stand up beside the fireplace
Take that look from off your face
You ain’t ever gonna burn my heart out
A Parigi ci ho vissuto. Essere di nuovo qui mi fa ripensare alle strade che facevo allora, alle persone. Alcune non le pensavo da tempo. Divido il microfono con un ragazzo della Guyana francese. Al ritornello ci abbracciamo, senza dirci niente, mentre stiamo ancora cantando. Difficilmente ho ritrovato la stessa reciprocità in altri concerti.
“But don’t look back in anger
Don’t look back in anger,” I heard you say…
Il pezzo finisce. Per qualche secondo i telefoni sugli spalti restano accesi.
….at least not today…
