Gli aiuti spontanei alla mensa
“Non avrei mai immaginato questo afflusso di gente (alla Mensa dei poveri per sostenere i migranti): vuol dire che c’è anche un’altra città, una città del cuore, una città dell’amore. Mi sembra di rivedere quando padre Quirino faceva le sue
La notte, nel capoluogo abruzzese, sa presentarsi in anticipo. E quando scende con temperature sotto lo zero, pioggia e neve diventa un problema concreto per decine di giovani richiedenti asilo che da settimane dormono all’addiaccio all’Aquila: il riparo è una
Roma accoglie l’universo di Salvador Dalí come un miraggio che si materializza tra specchi, spirali e visioni sospese. Nelle sale di Palazzo Cipolla, fino al 1° febbraio 2026, il surrealismo torna a farsi materia, luce, provocazione. Dalí. Rivoluzione e Tradizione non è una retrospettiva: è un
Luci, passione e musica dal vivo: dal 15 ottobre Parigi sbarca a Roma con “Moulin Rouge! Il Musical”, la nuova produzione diretta da Massimo Romeo Piparo per il Teatro Il Sistina. Per la prima volta in Italia, lo spettacolo ispirato al celebre film di Baz Luhrmann prende
Una piazza, una battuta sussurrata e il presente si dissolve. All’improvviso, le facciate restaurate dell’Aquila diventano i muri consunti della Roma seicentesca: taverne, vicoli bui, il clangore delle lame. È qui che prende corpo la visita teatralizzata “Caravaggio: luci e ombre
D’Alfonso e l’abruzzese
«‘Sta ‘bbòne Rocche, sta ‘bbòne tutte la Ròcche». Il senatore Luciano D’Alfonso, profondo conoscitore del dialetto abruzzese in tante delle sue sfumature, entra nel dibattito aperto dalla “Notte dei Serpenti” e dal suo ideatore Enrico Melozzi. «Credo che sia proprio la lingua abruzzese
‘Nduccio, il dialetto serve per resistere
In Abruzzo si arriva a discutere anche sul dialetto. O almeno su come usarlo in musica o in occasione di spettacoli. Dopo la “Notte dei Serpenti”, diretta dal maestro Enrico Melozzi e di recente trasmessa su Raidue, e le riflessioni
Setak: non inventiamo alcun dialetto
Corrado Guzzanti l’aveva detto a modo suo: i costumi regionali, con tutto il folklore a corredo, rischiano di sembrare “buffi e stupidi” travestimenti più che identità. Oggi il paradosso è servito: da una parte c’è Enrico Melozzi, patron della Notte
Un’Ape Piaggio attraversa le piazze storiche diffondendo i versi di Mahmoud Darwish. Due ballerini immobili raccontano con la voce ciò che il loro corpo non può danzare. Una performer trasforma il pubblico in un coro sospeso, fluido, plurale. Il Festival Performative ti trascina dentro:
