Un momento di riflessione e condivisione, attraverso la marcia, così come attraverso parole, musica e colori, sull’attuale delicatissima crisi internazionale, così come su tutte le guerre che tengono in scacco le giovani generazione. Questi i presupposti della marcia della pace

Da più parti e da diverse prospettive la riduzione della povertà nel pianeta viene posta al centro degli obiettivi dell’Agenda 2030. Questo il punto di vista di Antonella Nuzzaci (presidente del Consiglio di area didattica in Educazione e servizio sociale –

“Una cosa è certa: al termine di questa pandemia, i buoni diventeranno più buoni, i cattivi più cattivi, i ricchi più ricchi e i poveri più poveri”. È la considerazione del professor Francesco Barone, docente all’Università dell’Aquila, con all’attivo oltre 50

di Francesco Barone*  – L’attuale epidemia non solo non ci consente di uscire, ma sta impedendo a tanti bambini di “entrare” a scuola e accedere all’istruzione, infatti, sono numerosi gli alunni che non dispongono di attrezzature informatiche, necessarie per lo

“I mutamenti che deriveranno da questa drammatica esperienza, spero che inducano le persone chiamate a governare il mondo ad attivare strategie e interventi che mirino alla realizzazione di un rinnovato pianeta di pace, divenendo così essenziale il processo di educazione

Cinquantasette anni all’anagrafe e ben cinquantadue missioni umanitarie condotte, per la maggiore, nell’Africa subsahariana tra Senegal, Burundi, Ruanda e Congo. Uno zaino, una bandana e un messaggio da condividere ovunque si possa: l’appello alla comunità internazionale che nel gennaio scorso

“Bisogna fare presto, occorre aiutare queste persone perché questo dramma finisca. Basta, i politici si sveglino, ieri non c’era nessuno e questo è intollerabile!”. È il grido di dolore di Francesco Barone, professore all’Università dell’Aquila che da vent’anni porta avanti progetti