L’Aquila, per le strade del centro nel nome di Michela
29 Settembre 2015 Condividi

L’Aquila, per le strade del centro nel nome di Michela

“Corriamo con Michela nel cuore, per lei e perché la sua corsa infinita dia forza a tutti gli abruzzesi di rialzarsi e ripartire”. La stessa scritta appare su due casacche rosse e grigie che mi vedo passare davanti all’altezza di via Strinella. Caratteri bianchi – alti e bassi – a coprire una foto che si vede e non si vede: bandana scura sui capelli neri e grandi occhiali da sole. È la foto diMichela Rossi, podista e triatleta scomparsa in quella notte maledetta di sei anni fa. Qui all’Aquila la storia di Miguel Benancio Sánchez, atleta e poeta autodidatta “desaparecido”, si intreccia con la storia di questa ragazza, originaria del Pesarese, ma legata al capoluogo da un percorso di studi e dal lavoro all’Alenia Space come ingegnere aerospaziale. Incuriosito, cerco di raggiungere i due podisti sulla salita per il parco del Castello. Li affianco, faccio qualche domanda mentre corriamo.

fotoMi ci vuole un po’ per rendermi conto di dividere un tratto di strada con Pierpaolo Rossi, il fratello di Michela e da iMaxMassimo Cianchi della Sbr3, la società grossetana a cui la ragazza faceva riferimento per il triathlon. Logo dell’Ironman sulla gamba sinistra, logo dell’Xterra sulla gamba destra, Cianchi è un atleta inossidabile dal curriculum internazionale. La falcata sicura, la parlata maremmana dalla battuta facile. «Se Michela fosse ancora qui, in gara ti staccherebbe di certo». Lo so bene, qualche anno prima avevo provato a stare al suo passo quando si allenava al campo di piazza d’Armi. Tornai a casa con gli adduttori distrutti. Ora invece mi trovo a correre accanto a Pierpaolo, il cui impegno ha permesso, qualche settimana dopo il sisma, che il pettorale della sorella arrivasse fino a Buckingham Palace, spinto dall’entusiasmo di un gruppo di amici.

12065645_10206668923229010_8924797546898017242_nLo stesso entusiasmo che il 18 ottobre 2009 ha riportato oltre mille persone in centro storico nel nome di Miguel e Michela. «Quella è stata la prima manifestazione che ha varcato la zona rossa», ricorderanno a fine gara Floro Panti e Corrado Fischione , «altri due inossidabili dello sport. Un fiume di gente che, adesso come allora, corre una decina di chilometri attraverso i luoghi più significativi del centro cittadino: Collemaggio, piazza Duomo, San Bernardino, il Forte spagnolo, via XX Settembre, in un itinerario che nella parte finale non è poi tanto diverso dalla fiaccolata del 6 aprile. Un fiume che riempie vicoli e slarghi come sangue che torna a fluire nelle vene. Il respiro cadenzato, i battiti ma anche l’omaggio silenzioso alla Casa dello Studente. «Gli amici di Michela sono sempre di più ogni anno», dice entusiasta Pierpaolo. La corsa continua sulle loro gambe. L’arrivo è a Collemaggio dove ci si tuffa nella kermesse promossa da Atletica L’Aquila. La festa dei bambini della Campestrina della Perdonanza, ma anche la sfida dei ragazzi disabili nel CorrinsiemeaNoi. E poi la staffetta delle scuole medie di tutto il comprensorio, abbinata al palio dei Quarti di una città che sa tornare a sorridere.

di Fabio Iuliano  – fonte: il Centro