Setak: “Aiutatemi a ritrovare l’iPad”
Uno zaino nero lasciato sul palco e scomparso nel caos della festa. Dentro c’è un vecchio iPad appartenuto al padre Vincenzo, con fotografie, note personali e materiali che per Nicola Pomponi, in arte Setak, hanno un valore impossibile da misurare. È successo al termine del concerto del primo agosto a Torre de’ Passeri, durante Centrissimo, la festa per i quarant’anni del quotidiano Il Centro. Non è ancora chiaro se lo zaino sia stato raccolto per errore oppure portato via. Setak ha affidato ai social un appello, nella speranza che qualcuno lo abbia visto o possa fornire indicazioni. «All’interno c’era un vecchio iPad che, nonostante il valore economico limitato, contiene materiali e ricordi di grandissima importanza per me», ha scritto, chiedendo anche di condividere il messaggio. Il cantautore ha spiegato che sul dispositivo sono conservate fotografie e note personali del padre. Recuperarlo attraverso la funzione “Trova il mio iPad”, però, non è possibile: Setak, contattato telefonicamente, ha confermato di non averla mai attivata. Da qui la scelta di rivolgersi direttamente alle persone presenti quella sera e a chiunque possa avere informazioni.
A spiegare quanto conti quel contenuto è anche la recente intervista rilasciata al direttore del Centro, Luca Telese. Setak vi ha raccontato la malattia e la morte del padre Vincenzo, scomparso il 6 giugno dello scorso anno, a 69 anni, per un tumore al pancreas. Una parte della sua storia familiare entrata nella musica, ma affrontata nell’intervista senza protezioni. «Eravamo legati visceralmente», ha raccontato. Dal momento della diagnosi, Nicola decise di dormire ogni notte accanto al padre, nel «lettone molto abruzzese» di casa. Padre e figlio parlavano, immaginavano il giorno successivo e cercavano di tenere fuori dalla stanza il tempo della malattia. «Siamo immortali. Domani faremo questo. Ti voglio bene», si ripetevano. Dopo il funerale, ha confidato Setak, il sentimento è stato quello di essere rimasto «vedovo di mio padre». Vincenzo Pomponi era anche una delle prime influenze musicali del figlio. «Era un grande appassionato», ha raccontato Setak nell’intervista al direttore del Centro, Luca Telese. Suonava l’organo Hammond negli Zetifilus e aveva fatto crescere Nicola ascoltando Led Zeppelin, Deep Purple, Pink Floyd, Creedence e Beatles, in casa e nell’autoradio.
Per questo l’iPad non è sostituibile con un altro dispositivo. Il suo valore economico è ormai limitato, come ha spiegato lo stesso Setak, ma al suo interno sono conservate fotografie, note personali e altri ricordi del padre. Materiali privati che, una volta perduti, non possono essere ricostruiti. Quello zaino è sparito dopo un concerto che Setak ha aperto con “Mane a’tj’”, il brano dedicato al padre. Sul palco di Centrissimo, davanti al pubblico arrivato a Torre de’ Passeri, il cantautore ha scelto di partire dal ricordo delle sue grandi mani, delle camminate in montagna e di una protezione che continua a vivere nella memoria. Il mini set ha poi cambiato tono, passando dall’intimità dell’apertura all’ironia e al ritmo degli altri brani.
Ad accompagnarlo, Nazareno Pomponi alle tastiere, Fabrizio Cesare al basso, Emanuele Colandrea alla batteria e un ulteriore supporto alle percussioni. Una formazione essenziale, costruita intorno alla voce e alle canzoni, fino alla chiusura con “Pane e ’ccicorje”, accompagnata dalla risposta del pubblico. Poi il palco si è svuotato e dello zaino nero non c’era più traccia. L’appello di Setak non contiene accuse, ma una richiesta semplice: chiunque sappia qualcosa si faccia avanti. Restituire quel vecchio iPad non significherebbe riconsegnargli soltanto un oggetto, ma fotografie, parole e frammenti della vita di suo padre.
L’iPad è stato poi ritrovato in serata.

