Roma Jam a Let it Beer
o20Roma, un locale non molto distante dalla stazione Tiburtina. Fuori passano autobus, taxi, veicoli vari a supporto degli operatori notturni. Una fresatrice stradale si affaccia alla finestra. Dentro, invece, chitarre, voci, amplificatori, birre, facce conosciute e sconosciute che per qualche ora diventano la stessa cosa.
Alla jam di Rockin’1000 alcune canzoni risuonano più del previsto. “Bullet with Butterfly Wings”, “Rockin’ in the Free World”, “Should I Stay or Should I Go”. Arrivano da anni diversi, città diverse, vite diverse. Eppure, per qualche minuto, sembrano parlare esattamente da lì: da quel punto della strada in cui ti trovi. Forse è questo che continuo ad amare della musica. Attraversa decenni, oceani e biografie. Poi arriva nel momento giusto e trova un angolo della tua storia in cui appoggiarsi. Non servono molte spiegazioni. Basta stare lì. Una chitarra, qualche voce, le luci basse, il rumore della città fuori. La musica ha questo vizio meraviglioso: arriva quando pensi di essere fermo e ti ricorda che sei ancora in viaggi
