
Jazz italiano per L’Aquila: 99 concerti più uno
Sgombriamo il campo da equivoci. Chi si aspetta di venire all’Aquila e trovare un parterre di ospiti internazionali rimarrà probabilmente deluso. Qui non parliamo di festival che sfruttano nomi dello star system dal cachet improponibile che magari col jazz hanno poco a che vedere. È pur vero che da tempo circolano leggende metropolitane in merito alla presenza di Woody Allen tra le strade del capoluogo armato di clarinetto. Ma il punto non è questo. A differenza di Umbria Jazz, Verona Jazz o di Pescara jazz, la maratona che verrà messa in campo domenica è una vetrina dell’eccellenza del jazz italiano. Un’eccellenza che sceglie di mettersi a servizio dell’Aquila in un evento che non ha precedenti, non solo tra gli annali di questo genere, ma anche tra le pagine della storia della musica italiana.
Autrice e cantante tra le più originali e raffinate della scena jazz italiana, Ada Montellanico, si prepara a calcare la scena aquilana, alla guida dell’associazione Midj, musicisti italiani di jazz. «Per tutti noi è un’importante iniziativa di solidarietà», spiega, «di grande stimolo per musicisti e band. Tutti noi veniamo all’Aquila gratuitamente e lo facciamo spinti da motivazioni forti. Del resto, la maratona rappresenta anche un’occasione per dare al jazz, e al jazz italiano in particolare, quel valore che ha. Anche a livello di riconoscimenti in un Paese che esalta la musica classica e la lirica. Un problema culturale, un problema di identità». Una kermesse che si apre anche all’Europa. Gli organizzatori hanno invitato all’Aquila delegazioni dell’European jazz network, allo scopo di dare visibilità internazionale all’evento anche in vista di una ipotetica nuova edizione.
Ma adesso largo alla musica: l’attesa è tanta, mentre tutte le postazioni vengono allestite.