“Preferirei morire anziché vivere in un mondo in cui non posso più prenderti a calci”, si trova a dire a un certo punto del film il buon Andy Samberg – nei panni di Rod Kimble – protagonista di Hot Rod,

Ce lo vedi un mediano di mischia dietro al bancone di un bar? Magari a smistare bottiglie e bicchieri con finte che neanche Troncon con l’Italia al Sei Nazioni. Ora alza il miscelatore per cocktail a mo’ di touche, ora gira una Keglevich

“Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso”. Basta mettere mezzo piede nello chalet di legno che subito hai in testa la sequenza di accordi del Fiume Sand Creek, a prescindere dalla musica proposta dalle casse del locale.