“Primigenie”, la mostra di fotopoesie ispirata alla natura
7 Luglio 2026 Condividi

“Primigenie”, la mostra di fotopoesie ispirata alla natura

 Il ritorno all’origine attraversa fotografie e poesie, corpi e paesaggi, luce e ombra. È il filo che unisce “Primigenie”, il percorso foto-poetico di Marilena Di Cosmo e Antonella Finucci, in mostra all’Aurum di Pescara fino all’11 luglio. Un invito a riconnettersi con quella natura antica che continua ad abitare l’essere umano.

Il progetto nasce da un’idea di fusione originaria tra essere umano e ambiente naturale: una relazione antica, fisica e simbolica, in cui il paesaggio non è sfondo ma presenza viva, spazio che accoglie, nutre, trasforma.

A dialogare sono due linguaggi: la fotografia di Marilena Di Cosmo e la poesia di Antonella Finucci, che è anche soggetto umano delle immagini. Il corpo femminile viene interpretato come figura liminale, ninfa, sacerdotessa, creatura terrestre e insieme rituale. Non guarda semplicemente la natura: la attraversa e ne viene attraversato.

Il motivo panico, di memoria dannunziana, affiora in una narrazione costruita per immagini e parole. Il percorso si sviluppa in tre momenti, Origine, Trasformazione e Ricomposizione, seguendo una curva cromatica e interiore. Prima il calore, la luce, la fusione con l’elemento floreale e materico. Poi la crisi: i colori si raffreddano, lo specchio distorce, l’immagine di sé si frantuma. Infine il ritorno della luce, più sottile e consapevole, come una rinascita.

“Primigenie” lavora su suggestioni più che su spiegazioni. Invita a riconoscere nella natura una radice intima, una memoria profonda che riguarda il corpo, l’identità, il femminile, la perdita e la ricomposizione. Un progetto delicato ma non fragile, costruito su pieni e vuoti, apparizioni e dissolvenze, materia e visione.

La mostra è visitabile all’Aurum, in largo Gardone Riviera, fino all’11 luglio. Gli orari di apertura sono dalle 8.30 alle 19.30; nelle giornate del 7 e del 10 luglio la chiusura è anticipata alle 18.30.

Antonella Finucci (1985), laureata in Lettere e con un master in Editoria, Giornalismo e Management culturale, è insegnante, giornalista e autrice, originaria di Celano. Ha pubblicato il libro Scellerate, collaborato con Einaudi Editore e LT Multimedia ed è stata autrice e speaker della trasmissione radiofonica Ticket to Ride di Radio L’Aquila1. È direttrice responsabile del trimestrale Autismo & Co. e fa parte dell’Aps L’Aquila volta la carta. Nella sua scrittura convivono ricerca poetica, attenzione al paesaggio e riflessione sull’identità.

Marilena Di Cosmo (1985), pugliese, vive e insegna in Abruzzo. La fotografia l’accompagna fin da giovanissima ed è diventata per lei uno strumento di ricerca e conoscenza. Ama sperimentare linguaggi e stili diversi, mantenendo una particolare attenzione per il minimalismo e le suggestioni astratte. Ha curato con Case di fotografia una mostra dedicata ai luoghi abbandonati d’Abruzzo e partecipa a esposizioni collettive, convinta del valore della condivisione come parte integrante dell’esperienza artistica.

Recinti

L’odore del timo e dell’alloro
scoppia improvviso e caldo
come un’alba, così l’elicriso, ed è saldo
il sole, puntuale, quando imbrunisce il suo oro
sulla nuda roccia la sera,
sulle spighe di grano, sui capelli di grano,
e rivolge a quel fiume lontano
che scorre, che corre, la sua preghiera.

M’hanno detto di non andare
nel bosco, di tenere buoni i pensieri
e mansueti, e di serrare i miei desideri
e dentro i recinti aspettare, aspettare.
Ma io ho gli occhi come i laghi larghi
e profondi di biglia, non freno la mia meraviglia
e vago, perché del vento sono figlia
e del cielo, e non temo i letarghi.

Perché conosco i risvegli. (Antonella Finucci)