Il Fuoco attraversa Collemaggio: la Perdonanza diventa racconto tv
Il Fuoco del Morrone arriva a Collemaggio dopo “Un mondo d’amore”. Gianni Morandi ha aperto da poco la serata quando la musica lascia spazio alla processione. Raoul Bova al leggio, Luca Violini sul Torrione nei panni di Celestino V. Gabriele Corsi, accanto al braciere, segue l’avanzare della fiaccola fino a Pierluigi Biondi. Il sindaco accende il Tripode davanti alla basilica, dopo la prima accensione avvenuta in serata in Piazza Palazzo.
Il rito entra così nella diretta di Rai 1, al centro di “La forza del Perdono”, apertura televisiva della 732esima Perdonanza Celestiniana. Il passaggio più delicato è proprio questo: collegare la cerimonia civile di Piazza Palazzo alla scena televisiva, conservando al Fuoco la sua funzione rituale. Le immagini iniziali mostrano L’Aquila dall’alto, il reticolo delle luci, Collemaggio e il pubblico raccolto davanti alla basilica. Lorena Bianchetti apre il racconto, chiamando sul palco Corsi e salutando il direttore artistico e musicale Leonardo De Amicis. Poi Morandi, che torna dopo l’accensione con “In ginocchio da te”: una canzone trasformata nella domanda più semplice della serata, quella di chi riconosce un errore e prova a ricominciare. La conduzione si divide presto i compiti. Bianchetti raggiunge la Porta Santa e ne spiega il significato in vista dell’apertura del 28 agosto. Corsi resta vicino al rito, descrive la processione e accompagna i passaggi con gli artisti. La diretta trova qui il proprio equilibrio: la Perdonanza parla a chi la conosce, mentre offre al pubblico nazionale le parole necessarie per entrare nella sua storia.
La scaletta cerca per oltre due ore un passaggio continuo fra il rito e il repertorio popolare. A Massimo Ranieri sono affidate “Lettera di là dal mare” e “Vent’anni”, prima del ritorno con “Lasciami dove ti pare” e “Perdere l’amore”. Laura Chiatti porta la prima pagina letteraria, “Sotto una piccola stella” di Wisława Szymborska. Subito dopo arriva Simone Cristicchi con “Abbi cura di me”. Il verso sull’impresa di perdonare se stessi, scelto dall’artista già durante le prove, rappresenta uno dei punti più scoperti dello spettacolo.
IL FILO
Il repertorio procede per parole chiave più che per generi. L’amore diventa richiesta, la cura apre al perdono di sé. Anche i successi più riconoscibili vengono riportati al filo della serata attraverso brevi dialoghi che cercano nei testi un errore ammesso o una possibilità di ripartenza. È il dispositivo più semplice dello spettacolo, quello che permette alla Perdonanza di uscire dal solo racconto storico. Sal Da Vinci attraversa la scaletta in due momenti. Prima “Non riesco a farti innamorare” e “Per sempre sì”. Più tardi la dedica all’Aquila con “Tu si’ na cosa grande”, prima di chiudere al pianoforte con “Rossetto e caffè”. In mezzo trovano spazio Edoardo Prati e Sayf, con “Tu mi piaci tanto” e “Buona domenica”. Un cambio di tono netto, quasi uno scarto generazionale dentro una celebrazione che prova da anni ad allargare il proprio vocabolario. La terza parte si apre con Laura Chiatti e Morandi insieme per “Grazie perché”. Dal tema della gratitudine il racconto passa al cammino e al legame fra san Francesco e Celestino V. Marco Masini porta “T’innamorerai” e “L’uomo volante”. L’Aquila Capitale italiana della Cultura torna direttamente sulla scena con il sindaco e le mascotte dell’anno.
IL FINALE
Nella parte finale Bova legge la “Filastrocca del bambino”. Don Maurizio Patriciello porta la propria testimonianza, mentre Serena Autieri affida alla canzone “Perdono” un richiamo esplicito al tema della notte. L’omaggio alla città passa attraverso Giorgio Pasotti e il soprano Vittoriana De Amicis, sulle note di “C’era una volta il West”. Pasotti riporta in scena anche il rapporto costruito negli anni con L’Aquila, rimasto vivo nei messaggi scambiati con la città. Amara raccoglie quel passaggio con “Che sia benedetta”. L’epilogo torna a Celestino V e poi ancora a Morandi. “Uno su mille” accompagna i titoli di coda di una serata costruita da Leonardo De Amicis per portare la Perdonanza nel linguaggio della grande televisione. Sul palco l’orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese suona con i giovani del Conservatorio “Alfredo Casella” e i Cori Riuniti dell’Aquila. Alle loro spalle resta la facciata illuminata di Collemaggio, immagine conclusiva della prima Perdonanza nel prime time di Rai 1.
di Fabio Iuliano – articolo uscito in diverse versioni su Centro / Ansa / The Walk of Fame / L’Aquila Blog



