Jovanotti si prende Montesilvano, in 30mila alla Music Arena
Trentamila persone dentro la Music Arena, Jovanotti sul palco per quasi tre ore e un concerto iniziato molto prima del suo ingresso in scena. Il Summer Party di Montesilvano ha occupato l’intera giornata del 12 agosto, con il pubblico arrivato dal primo pomeriggio nell’area ricavata tra via Lussemburgo e via Inghilterra.
Lorenzo Cherubini è comparso intorno alle 21, quando il festival aveva già attraversato dj set e live molto diversi tra loro. Da quel momento ha ripreso in mano il repertorio di una carriera cominciata quasi quarant’anni fa, alternando i pezzi recenti alle canzoni che il pubblico riconosce dalle prime battute.
“Gimme Five”, “Penso positivo”, “Ragazzo fortunato”, “Bella”, “Mi fido di te” e “L’ombelico del mondo” hanno trasformato il prato della Music Arena in un coro continuo. Accanto a Jovanotti, la J Street Band: Saturnino al basso, una sezione ritmica particolarmente affollata e i fiati diretti da Gianluca Petrella. Il suono cambia spesso pelle, dal funk alla cumbia, mentre Cherubini corre da un lato all’altro del palco senza concedersi molte pause.
Il concerto vero e proprio arriva dopo un pomeriggio aperto alle 16.30 e costruito come un festival. Sul palco passano Dj Ralf, Dumbo Gets Mad, FreshMula, La Perla, Circus Punk e i messicani Son Rompe Pera, con la loro cumbia suonata tra marimba e percussioni.
Lo spazio abruzzese porta la firma di Setak. Nicola Pomponi, cantautore di Penne e vincitore della Targa Tenco nel 2024, viene raggiunto da Jovanotti per “Pane e ’ccicorje”, uno dei brani più conosciuti del suo repertorio. Il dialetto diventa immediatamente comprensibile anche a chi non lo parla: fa il resto il ritornello, ripreso da una parte del pubblico mentre i due si dividono il palco.
A dare alla serata una scenografia imprevista è l’eclissi solare al tramonto. Le immagini vengono trasmesse sui maxischermi e il concerto, per qualche minuto, guarda letteralmente altrove. Jovanotti prova anche un collegamento con Houston e chiama Luca Parmitano.
L’astronauta appare sullo schermo, però il microfono resta muto. Cherubini aspetta, prova a parlargli e infine scioglie il contrattempo con una battuta: “Guidi le astronavi e non sai smutare un microfono?”. Parmitano sorride senza riuscire a farsi sentire; sotto il palco, intanto, ridono in trentamila.

Il momento preparato per l’eclissi prosegue con l’ingresso di Gianni Morandi, arrivato in Abruzzo per la tappa di Montesilvano. Insieme a Jovanotti canta “Apri tutte le porte”, il brano scritto da Cherubini e portato da Morandi al Festival di Sanremo nel 2022.
“Fai entrare il sole” risuona proprio mentre le immagini dell’eclissi scorrono alle loro spalle. È uno di quegli incastri che un concerto difficilmente riesce a progettare fino in fondo: la canzone, il cielo di quella sera e due artisti che sul palco condividono da tempo una complicità evidente. Il pubblico risponde con uno dei boati più forti della serata. C’è poi spazio a un omaggio anche a Francesco Guccini, con L’Avvelenata che rientra nei campionamenti di Dj Ralf, vero estimatore del Maestrone.
Dopo gli ospiti, la Music Arena torna dentro il viaggio musicale di Jovanotti. La scaletta si muove fra rap delle origini, ballate e lunghe code strumentali affidate alla band. “Bella” e “Mi fido di te” abbassano per qualche minuto il ritmo; “Ciao mamma”, “L’estate addosso” e “Ti porto via con me”, “Penso Positivo” “L’ombelico del mondo” lo rimettono subito in corsa. E poi “La notte dei desideri”, con Perseidi incorporate (e desideri da esprimere).
Non c’è una separazione netta tra il concerto e quanto è accaduto prima. Gli artisti del pomeriggio rientrano nel racconto, Jovanotti richiama gli incontri degli ultimi giorni e il Summer Party conserva fino alla fine la forma irregolare annunciata: un grande palco sul quale può entrare quasi tutto.
Jovanotti aveva raggiunto la costa in bicicletta dopo aver attraversato l’Aquilano. Partito da Roma con il gruppo del Jovagiro, era passato per Rieti e aveva fatto tappa all’Aquila, con una visita al Teatro San Filippo. Poi altri chilometri fino a Caporciano, dove aveva trascorso la notte dopo una frazione da 140 chilometri.
Da lì la discesa verso Pescara e Montesilvano. Ora, la strada del Jovagiro riparte verso la prossima tappa.
