L’Ecce Homo arriva all’Aquila e illumina la capitale della cultura
9 Giugno 2026 Condividi

L’Ecce Homo arriva all’Aquila e illumina la capitale della cultura

L’anno di Capitale italiana della Cultura consegna all’Aquila un’eredità destinata a restare oltre il 2026. L’”Ecce Homo” di Antonello da Messina entra infatti nelle collezioni permanenti del Museo Nazionale d’Abruzzo e trova la sua sede stabile nel Castello cinquecentesco che ospita il MuNDA. Dopo un fine settimana segnato dalla partecipazione collettiva alla performance di Marinella Senatore, con migliaia di persone tra strade e piazze del centro storico, arriva un segno diverso: non un evento affidato al ricordo e alle emozioni di chi lo ha vissuto, ma un’opera che entra nel patrimonio pubblico della città.
Il capolavoro del Quattrocento, recentemente acquisito dal ministero della Cultura, è stato inaugurato alla presenza del ministro Alessandro Giuli, del presidente della Regione Marco Marsilio, del sindaco Pierluigi Biondi, del direttore generale Musei Massimo Osanna, della direttrice del MuNDA Federica Zalabra e del direttore dell’Istituto centrale per il restauro Luigi Oliva.
Giuli ha insistito sul valore pubblico dell’operazione e sulla scelta dell’Aquila come sede naturale del dipinto, acquisito dallo Stato attraverso Sotheby’s e sottratto alle sole dinamiche del mercato privato per essere destinato alla fruizione dei cittadini.
“Tutto ciò – ha detto il ministro – non avviene per semplice coincidenza, ma risponde a una precisa volontà. Si tratta di una visione più ampia che riguarda il nostro patrimonio culturale: ritengo sia un dovere dello Stato acquisire grandi testimonianze artistiche per assicurarle alla fruizione dei cittadini e trasformare sempre più la bellezza e la cultura italiane in capitale pubblico, in un’ottica di continuità e di responsabilità nei confronti di noi stessi e delle future generazioni”. La tavola, che presenta sul recto l’Ecce Homo e sul verso un San Girolamo penitente in un paesaggio di gusto nord europeo, arriva all’Aquila dopo l’esposizione al Senato e una campagna di studi, indagini diagnostiche e interventi conservativi curati dall’Istituto centrale per il restauro.
“L’arrivo dell’Ecce Homo al Museo Nazionale d’Abruzzo rappresenta un momento di straordinaria importanza per L’Aquila e per l’intero Sistema museale nazionale”, ha sottolineato Osanna. L’opera potrà essere richiesta per mostre in altri musei, come avviene per i grandi capolavori custoditi nelle collezioni pubbliche, ma la sua sede di riferimento resterà L’Aquila. Giuli ha confermato la possibilità che l’opera possa essere esposta provvisoriamente in altri musei, indicandola come un quadro “passepartout” nel cammino che può rafforzare la proiezione dell’Aquila come capitale, questa volta mondiale, della cultura.

di Fabio Iuliano – articolo uscito su Ansa

In the year L’Aquila is Italy’s Capital of Culture, one of its most lasting legacies may not be a festival, a stage, or a crowd in the streets. It may be a small 15th-century panel, now inside the Castello Cinquecentesco.

Antonello da Messina’s Ecce Homo has entered the permanent collection of the National Museum of Abruzzo, known as MuNDA. Recently acquired by Italy’s Ministry of Culture, the painting now has a stable home in L’Aquila, in the castle that returned to public life after restoration and a new museum layout.

There is a quiet force in the timing. Only a few days earlier, the city’s streets and squares had been filled by thousands of people taking part in Marinella Senatore’s collective performance. That was public, moving, temporary. This is different. The Ecce Homo stays.

The work is an opistographic panel: on one side, the Ecce Homo; on the other, Saint Jerome penitent in a northern European-style landscape. Before arriving in L’Aquila, it was shown at the Italian Senate and underwent diagnostic studies and conservation work by the Central Institute for Restoration.

The acquisition has a clear public meaning. Bought by the state through Sotheby’s, the painting has been taken out of the private market and placed in a public museum. Culture minister Alessandro Giuli presented the move as part of a broader idea: major works of art should become part of a shared heritage, not remain locked away for the few.

That is the heart of the story. The painting is not simply being exhibited. It is being returned to public view, in a city that has spent years rebuilding not only its walls, but also its civic life.

MuNDA director Federica Zalabra said the work will be displayed in room 9, dedicated to 15th-century art in Abruzzo. Its presence will help visitors read the artistic landscape of central Italy more widely, including the influence of northern European painting.

The restoration matters too. Conservation work has brought back the original colours of the panel, no longer hidden by modern varnish. Further studies will help scholars better understand Antonello’s working method, still partly unknown. A scientific publication is expected in 2027.

The Ecce Homo may still travel for exhibitions. But its point of return is now clear: L’Aquila, MuNDA, the Castello Cinquecentesco.