Cpia L’Aquila, i colori della nostra festa multietnica
Le mappe geografiche restano appese alle pareti. I Paesi, invece, prendono posto nel cortile del Cpia L’Aquila. Sono nelle voci degli studenti, nei piatti condivisi, nei lavori artistici esposti lungo i corridoi, nelle canzoni che accompagnano la Festa multietnica di fine anno.
Circa un centinaio di persone hanno partecipato all’iniziativa che ha riunito studenti, docenti, famiglie e ospiti in una giornata dedicata all’incontro tra culture, lingue e storie diverse. Per qualche ora la scuola si è trasformata in uno spazio aperto di musica, arte, teatro e convivialità, restituendo l’immagine di una comunità costruita giorno dopo giorno attraverso lo studio e le relazioni.
Prima ancora della musica, sono state le immagini ad accogliere i visitatori. Gli acquerelli e le illustrazioni di Vlada Shamova hanno accompagnato il percorso della festa lungo corridoi e spazi comuni. L’artista bielorussa, residente a Fontecchio, racconta attraverso le sue opere paesaggi, case e frammenti di vita raccolti nei suoi viaggi. Attorno ai suoi lavori hanno preso forma gli allestimenti realizzati da Achraf Bahri e Giuseppe D’Amuri, per trasformare la scuola in una piccola esposizione diffusa.
La giornata si è aperta con i saluti iniziali della dirigente Alessandra De Cecchis ed è proseguita con la presentazione del laboratorio teatrale coordinato da Giulio Votta, dedicato al tema delle canzoni contro la guerra. Un percorso che utilizza la musica come linguaggio universale e strumento di riflessione.
Il laboratorio musicale ha proposto “Imagine”, interpretata da Pham Thu Hai, Fabio Iuliano insieme a Jenny Forti, musicista arrivata da Portland, in Oregon. A seguire “Three Little Birds”, “What’s Up” e “We Are Made of Stars”, in un programma che ha attraversato generi e provenienze diverse.
Tra gli ospiti della manifestazione c’è anche Yanil Martínez, che ha cantanto “Scrivimi” e “Fiore di maggio”, mentre momenti di animazione e coinvolgimento del pubblico sono affidati a Pongo il Clown. Altre esibizioni musicali hanno visto protagonista ancora Pham. Tra i brani anche City of Ruins”.
Accanto alla musica c’è stata la cucina condivisa. I tavoli hanno raccolto specialità della tradizione araba, africana, asiatica e vietnamita, preparate dagli stessi studenti e dalle loro famiglie. Piatti che raccontano origini e percorsi differenti e che diventano occasione di conoscenza reciproca.
Trampoli, musica d’ambiente, arte e sapori hanno accompagnato così una festa che conclude l’anno scolastico senza formalità. Un momento semplice, costruito dal basso, che ha restituito il senso di una scuola frequentata da persone provenienti da luoghi diversi del mondo e unite dalla stessa scelta: imparare, crescere e condividere un tratto di strada insieme.
Quando la giornata si è avviata alla conclusione, le mappe geografiche sono ancora lì, appese alle pareti. Ma per qualche ora il mondo è stato altrove: nel cortile del Cpia L’Aquila.
