Carmelo Pipitone, chitarra e nervi scoperti all’Aquila con “Quinto Quarto”
L’AQUILA – Carmelo Pipitone apre dall’Aquila una nuova fase del tour di “Quinto Quarto”. Mercoledì 13 maggio, alle 20.30, il chitarrista, autore e produttore artistico sarà sul palco di Spazio Rimediato per presentare il nuovo disco, uscito per Ad Est dell’Equatore.
Il concerto, organizzato in collaborazione con Polarville, segna il ritorno in città dell’ex fondatore dei Marta sui Tubi a due anni da “Piedi in acqua”. Un ritorno non casuale, perché negli ultimi anni Pipitone ha lavorato anche in Abruzzo alla finalizzazione dei suoi dischi, tra mix e produzione, insieme all’aquilano Federico Mari Fiamma. Con lui ha prodotto “Piedi in acqua” e anche “Quinto Quarto”, muovendosi tra l’area aquiliana e la costa.
Sul palco non sarà da solo. Ad accompagnarlo ci sarà Valerio Pompei, percussionista originario di Atri e amico di lunga data del musicista siciliano. “All’Aquila suonerò con un percussionista, un mio carissimo amico, Valerio Pompei“, racconta Pipitone. “Abbiamo arrangiato tutto il nuovo disco, Quinto Quarto, in un’altra maniera, e anche altre canzoni dei miei dischi, riviste con questo settaggio”.
Il nuovo concerto nasce quindi da una rilettura del repertorio. Non solo i brani di “Quinto Quarto”, ma anche pezzi dei lavori solisti precedenti, ripensati per una formula più diretta. Pipitone parla di uno spettacolo “decisamente un po’ più up”, meno solitario rispetto ad altri set e più spinto dalla presenza delle percussioni.
“L’approccio che la maggior parte delle persone non ha visto è quello di avere con me un percussionista”, spiega. “Lo spettacolo è più vibrante, meno solitario, meno sognante, un po’ più incisivo, certe volte anche abbastanza cattivo nel modo di essere esposto”.
Nato a Marsala nel 1978, Pipitone ha legato il suo nome ai Marta sui Tubi, progetto formato nel 2001 insieme a Giovanni Gulino e rimasto attivo per quindici anni. Con la band ha pubblicato sei album in studio, partecipando anche al Festival di Sanremo 2013 nella categoria Big con i brani “Dispari” e “Vorrei”.
Dal 2017 ha intrapreso il percorso solista, pubblicando “Cornucopia”, “Segreto Pubblico”, “Solo dal vivo”, “Piedi in acqua” e ora “Quinto Quarto”. Nel tempo ha sviluppato anche altri progetti, tra cui Dunk, O.R.K. e Imum Coeli, e ha collaborato con diversi artisti della scena indipendente italiana e internazionale.
“Quinto Quarto” raccoglie undici brani attraversati da inglese, italiano, siciliano e arabo. Un disco ruvido, fisico, costruito intorno alla chitarra ma aperto a un immaginario che tiene insieme intimità, denuncia e ricerca sonora. “Nel mio Quinto Quarto c’è fame e verità, mani ruvide e odore forte”, dice Pipitone. “Perché la nobiltà nasce dalla trasformazione e quel che resta diventa festa”.
Che tipo di concerto sarà quello dell’Aquila?
“All’Aquila suonerò con Valerio. Abbiamo arrangiato tutto il nuovo disco, Quinto Quarto, in un’altra maniera. Ci saranno anche altre canzoni dei miei dischi, riviste con questo settaggio”.
Ci sarà qualcosa dei Marta sui Tubi?
“No, è una roba staccatissima dai Marta sui Tubi, perché quel progetto è fermo da qualche annetto ormai. Io vado per la mia strada, faccio le mie cose e porto in giro la mia musica quanto possibile”.
Il percorso solista dà più libertà o più responsabilità?
“Il progetto solista sicuramente ti lascia un grande margine di improvvisazione, perché sei tu che devi avere a che fare con te stesso. Al massimo litighi con te stesso, cosa che mi capita spessissimo, e poi faccio pace”.
Cosa resta, nella scrittura, dell’esperienza con i Marta sui Tubi?
“In fase di scrittura viene fuori quella parte dei Marta un po’ più strampalata. Quando scrivevamo insieme, Giovanni (Gulino nda) ammorbidiva un po’ questi spigoli. Adesso invece viene fuori la parte un po’ più acida, che sono io”.
C’è un tratto riconoscibile nella tua chitarra?
“Sicuramente il fatto di non ripetermi il più possibile. Il mio stile si sposta dal fingerpicking ad altre tecniche particolari per chitarra acustica, però cerco sempre di ascoltarmi e sapere che cosa ho fatto prima per andare avanti e imparare cose nuove”.
Come nasce una canzone?
“Ci sono diversi modi per approcciarsi alla scrittura. Con il fingerpicking cerco di sviluppare un unico strumento che suona la melodia e la base insieme. Altre volte nasce da un giro di chitarra, da un’idea, da una melodia o da una frase che mi piacerebbe suonare in una certa maniera”.
Che rapporto ha con L’Aquila?
“Ho un amico carissimo, Federico Mari Fiamma, che è proprio dell’Aquila. Lui mi ha aiutato a produrre il disco prima di questo, Piedi in acqua, e anche Quinto Quarto. Gli ultimi due dischi li ho fatti proprio con lui. Quella zona la conosco particolarmente e ho un bel po’ di amici. Sono sicuro che il 13 vedrò un bel po’ di belle facce”.
Cosa propone in particolare questo concerto?
“Di sicuro un approccio che la maggior parte delle persone non ha visto: avere con me un percussionista. Lo spettacolo è più up, più fisico, meno solitario, meno sognante, un po’ più incisivo e certe volte anche abbastanza cattivo”.
di Fabio Iuliano – articolo uscito anche su L’Aquila Blog
Foto di copertina: di Aurora Faraci – Picture taken by Aurora Faraci, CC BY-SA 4.0

