Perdonanza, ecco L’Aquila sotterranea
28 Agosto 2023 Condividi

Perdonanza, ecco L’Aquila sotterranea

L’ultima grande pestilenza che questo paese ricordi colpì duramente il Regno di Napoli tra il 1656 e il 1657. All’Aquila, per contrastare il contagio, furono chiuse ermeticamente le porte d’accesso alla città. Chi poteva, riusciva a entrare e uscire nella città solo attraverso i cunicoli sotterranei. Corridoi che si rivelarono per qualcuno salvezza, per altri veicolo ulteriore di contagio.

Come capitò a quel giovane nobile che non volle rinunciare a continuare a incontrare una delle donne della servitù di famiglia, continuando a incontrarla nel sottosuolo, lontano dalla luce, per aggirare restrizioni e veti. Non poteva sapere che anche lei era rimasta contagiata, solo la sua pelle se ne accorse qualche giorno dopo. Quel contatto risultò fatale a lui e alla sua famiglia che, fuori dalle mura, si riteneva al sicuro.

#Ansa L’Aquila sotterranea, viaggio nello spazio e nel tempo

Amori segreti, affari illeciti, documenti tenuti nascosti, mappe sbiadite ma anche storie di bambini mai nati perché non accettati dopo relazioni clandestine, come nell’area di Campo di Fossa. Quello conosciuto come “L’Aquila sotterranea”, novità turistica lanciata in questi giorni di Perdonanza Celestiniana e sostenuto proprio dal Comune nell’ambito del cartellone di eventi ludici, è un viaggio nello spazio e nel tempo negli ambienti ipogei del capoluogo.

Una serie di percorsi guidati alla scoperta di una città che non c’è più. Il terreno su cui è stata costruita la città aveva, infatti, in origine una certa presenza di grotte naturali cui si sono aggiunti nel tempo degli ambienti scavati dall’uomo che sono stati, nell’arco dei secoli, sempre più numerosi ed estesi, finendo per creare un reticolato sotterraneo, al di sotto degli edifici.

Venivano usati come ricovero di animali, rifugio, via di fuga, in quanto divenuti dei veri e propri cunicoli, anche molto lunghi. Alcuni di questi ambienti, che si trovano al di sotto dei fabbricati, hanno un’estetica curata, conformazione architettonica di pregio. Sale ipogee architettonicamente ben progettati, scantinati di palazzi settecenteschi, ambienti rifiniti e decorati, utilizzati come decorazioni, depositi di merci. A questo si aggiungono neviere, serbatoi e cisterne. La città, infatti, è stata dotata di un acquedotto sin dall’inizio del ‘300. Però il rifornimento dell’acqua non è stato sempre costante nel tempo e subiva delle oscillazioni.

Quindi si è creata nel tempo la necessità di cisterne a servizio di tutti i palazzi rinascimentali o settecenteschi. Questi sistemi erano alimentati tutti da condotte d’acqua interrate, solitamente in terracotta che, dal serbatoio del Carmine, distribuivano l’acqua in città. Il percorso, ideato da Marcello Di Giacomo (L’Aquila Young) in collaborazione con Welcome Aq, presieduto da Andrea Spacca, è partito dai locali della biblioteca del Consiglio regionale, verso i sotterranei di via Fortebraccio, palazzo Cipollone, palazzo Ciolina, via Cascina, passando per la cripta di San Bernardino. Aperitivo finale alla Neviera delle 3 Marie. Un percorso nella città medievale sparita sotto le ricostruzioni dei terremoti successivi..

In mattinata la visita alle catacombe di San Vittorino, accompagnati dalle spiegazioni e dalle battute di don Giorgio Hanejko, parroco di San Michele Arcangelo e direttore dello spazio. Il cimitero sotterraneo si sviluppò nel V secolo intorno alla tomba del santo ed è oggi situato in parte sotto la chiesa di San Michele Arcangelo ed in parte fuori dal suo perimetro, ad ovest della navata. Il complesso è costituito da un’ampia galleria che si articola perpendicolarmente all’asse della chiesa e su cui si aprono tre vani collegati ad altre tre grotte.

Per le escursioni future di L’Aquila sotterranea, informazioni e prenotazioni ai numeri 379-1508492 o 0862-295927.

di Fabio Iuliano – fonte: Virtuquotidiane.it

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