La lente dell’Fbi su Martin Luther King
14 Febbraio 2022 Condividi

La lente dell’Fbi su Martin Luther King

Nel giorno di San Valentino esce in Italia una dichiarazione d’amore per la verità e per i diritti umani. Il 14, 15 e 16 febbraio arriva nelle sale italiane con Wanted Cinema e il patrocinio di Amnesty International Italia “Martin Luther King vs FBI”, il docu-film che rivela per la prima volta i retroscena dell’ossessivo controllo dell’FBI nei confronti di Martin Luther King, grazie a nuovi documenti resi accessibili dal Freedom of Information Act.

Il regista Sam Pollard (già vincitore di un Emmy Award con “By the People: The Election of Barack Obama” e nominato agli Oscar per “4 Little Girls”) esplora l’accanimento del governo statunitense sugli attivisti di colore. Per diffamare King, l’allora direttore dei servizi segreti John Edgar Hoover, ha usato ogni mezzo a disposizione: cimici nelle stanze d’albergo, telefoni intercettati, investigatori privati, corruzione di giornalisti affinché scrivessero articoli che lo screditassero.

LA DISTRIBUZIONE – La lista dei cinema aderenti e la relativa programmazione è consultabile a questo link.

Leggi anche “L’assassinio di Martin Luther King, paladino dei diritti civili. Celebre il discorso ‘I have a dream…’”

L’analisi della campagna di Hoover parte dallo studio di informazioni rese accessibili grazie al Freedom of Information Act del 1966 e non tenute segrete negli Archivi Nazionali e dal libro di David J. Garrow, “The FBI and Martin Luther King, Jr.: From ‘Solo’ to Memphis“, utilizzando anche importanti testimonianze come quella dell’ex direttore dell’Fbi James Comey.

Basato su file recentemente de-secretati, il docu-film è il primo a svelare la portata della sorveglianza e della vessazione dell’Fbi. Impreziosito dalle interviste ad alcune figure chiave, riscrive una intera pagina di storia macchiata dal sangue e dall’odio razziale. Un’altra pietra miliare nel solco del movimento di riconoscimento delle diversità che poi sfocierà in “Black Lives Matter”.

Il docu-film fa riflettere sulla contrapposizione tra John Edgar Hoover e MLK, due potenti e iconiche figure che, nonostante le loro differenze, si sono proposte come difensori del Sogno Americano. “Martin Luther King VS FBI” pone degli interrogativi, importanti oggi come allora, in materia di etica e privacy: Cosa significa “libero”? Cosa vuol dire “Americano”? Chi lo decide?

Leggi anche “Malcolm X, i 96 anni del’Detroit Red’”

A Pollard il compito non facile di trovare una sintesi a decine di ore di materiale d’archivio. Con mano sicura crea un’atmosfera da film, anche grazie a un ritmo narrativo e a una sequenza che convince. In molti, poi hanno visto un collegamento diretto col docufilm di Raoul Peck del 2016: “I Am Not Your Negro“. La questione razziale si riversava sullo spettatore.

Particolarmente delicato, poi, l’approccio con la questione morale e privata relativa alla storia personale di King. Il racconto indugia sui rapporti familiari alla luce dell’invadenza degli investigatori a caccia di qualsiasi elemento che potesse destituire la credibilità dell’uomo. Dalle accuse montate di “comunismo” alle abitudini sessuali extraconiugali, scoperte quasi per caso con le intercettazioni ambientali.

Presentato nel 2020 al Toronto International Film Festival, al Telluride Film Festival, al New York Film Festival e all’International Documentary Film Festival di Amsterdam,  la pellicola ha vinto il premio per il Miglior Documentario al San Diego International Film Festival 2020, il premio della Giuria come Miglior Documentario al Santa Fe Independent Film Festival 2020, il premio come Miglior Documentario d’Archivio al Critics’ Choice Documentary Awards 2020 e il Pioneer Award al Black Film Critics Circle Awards 2021 ed è stato nominato nella short list egli Oscar 2021.

di Fabio Iuliano – www.thewalkoffame.it