Yanil, dal Venezuela ad Avezzano: una voce “Oltre le parole”
A tredici anni ha scoperto il canto, a ventidue ha lasciato il Venezuela. Oggi Yanil Edmara Martínez Nieves studia nella sede di Avezzano del Cpia L’Aquila e ha raccolto racconti, poesie e canzoni in un libro digitale, “Oltre le parole…”. La sua esperienza è arrivata a Fierida, la Fiera nazionale dell’istruzione degli adulti che dal 7 al 9 ottobre ha riunito a Termoli docenti, dirigenti scolastici, ricercatori e istituzioni.
Nell’edizione dedicata a “Intelligenza artificiale e apprendimento negli adulti: scenari, rischi, opportunità”, il contributo della scuola aquilana è partito dal percorso di una studentessa non vedente dalla nascita, dalle sue capacità narrative e dagli strumenti che le consentono di scrivere e fare musica. Rossana Bove, col suporto del sottoscritto, lo ha presentato nell’intervento “Scrittura e Musica con l’AI: inclusione al Cpia Aquila”.
Il confronto a Termoli
Promossa dalla Ridap, la Rete italiana istruzione degli adulti, l’undicesima edizione di Fierida è stata organizzata in collaborazione con il Cpia di Campobasso e l’Ufficio scolastico regionale per il Molise. Gli appuntamenti si sono svolti nelle sedi dell’Università degli Studi del Molise, al Dipartimento di Bioscienze e Territorio, e dell’istituto alberghiero “Federico II di Svevia”.
Il programma ha affiancato convegni, laboratori e seminari, mettendo in relazione le esperienze dei Cpia con il lavoro delle università, della ricerca e del terzo settore. Al centro, le conseguenze dell’intelligenza artificiale sulla didattica: le possibilità di sostegno all’apprendimento, le competenze necessarie per utilizzare questi strumenti, ma anche i rischi di dipendenza tecnologica e le implicazioni etiche e sociali.
In questo contesto, il Cpia L’Aquila ha portato un’esperienza maturata nei laboratori di scrittura e nel mentoring. Il contributo ha affrontato l’inclusione anche in presenza di disabilità, collegando metodologie didattiche, accessibilità e possibilità espressive. Il libro di Yanil ha dato un riferimento concreto al confronto: un’opera da leggere e ascoltare, costruita a partire dai materiali prodotti dalla studentessa.
Dai laboratori al libro
“Oltre le parole…” nasce nel progetto di mentoring e orientamento personalizzato “Non uno di meno”, promosso dalla dirigente scolastica Alessandra De Cecchis nell’ambito del Pnrr Dm 19. Yanil frequenta il secondo periodo didattico della sede di Avezzano. Durante i laboratori in classe ha mostrato facilità nel passare dall’autobiografia alla fantasia, dalla fantascienza all’umorismo, affiancando alla prosa poesie e canzoni.
Nella premessa al volume, firmata dalla stessa Rossana Bove, la docente spiega come la varietà dei testi abbia suggerito un lavoro sulle tecniche narrative e la realizzazione di un book digitale. Le narrazioni sono state integrate con immagini e audio, conservando spazio per il canto. Tra i contenuti figura un’interpretazione di “Moon River”, eseguita da Yanil con il nome d’arte Yana.
Il sostegno della docente si è concentrato anche sulla realizzazione del libro. Yanil, chiarisce la premessa, è autonoma nella scrittura Braille e nell’impiego di applicazioni e supporti accessibili. Usa lettori di schermo per ascoltare libri, articoli, email e pagine web, e l’input Braille sul touchscreen per scrivere documenti. Riunire i materiali nell’ebook ha richiesto invece un accompagnamento specifico.
È un passaggio che permette di distinguere le diverse funzioni della tecnologia nel percorso: gli strumenti di accessibilità consentono di leggere e scrivere; il formato multimediale mette insieme linguaggi diversi; l’intelligenza artificiale apre ulteriori possibilità di sperimentazione narrativa e musicale.
Scrittura, voce e intelligenza artificiale
La presentazione “Gli occhi del cuore e della mente”, dedicata a Yanil, ha approfondito questi strumenti. Dalla scrittura Braille sullo smartphone il percorso passa all’interazione con i chatbot nella scrittura creativa, per arrivare alle applicazioni musicali.
Tra gli strumenti illustrati figurano ChatGPT, Voloco, dedicato alla registrazione e all’elaborazione della voce, e Suno, per la generazione musicale a partire da indicazioni testuali. Sono possibilità diverse, accostate nel contributo del Cpia per discutere di come accompagnare le idee di una studentessa e ampliare le forme attraverso cui può esprimerle.
Il lavoro presentato a Fierida tiene insieme questo approfondimento e il ruolo della relazione educativa. Nella premessa al libro, Bove ricostruisce un percorso che parte dall’ascolto dei testi di Yanil, ne riconosce le qualità e individua il sostegno necessario per arrivare a un’opera condivisibile.
La partenza e una nuova casa
Dentro il libro, intanto, c’è una storia raccontata in prima persona. “Mi chiamo Yanil, sono nata in Venezuela, ma oggi l’Italia è la mia casa”, si legge nelle pagine di “Frammenti di Crepuscolo. La mia storia”.
I ricordi dell’infanzia passano attraverso le mani della madre tra i capelli, i vestiti eleganti, i bagni con l’acqua di camomilla. Ultima di sei fratelli, Yanil descrive una bambina curiosa, che correva per casa e si arrampicava fino al tavolo. Racconta l’affetto ricevuto, ma anche le incomprensioni e le ferite nel rapporto con il padre.
A tredici anni scopre la musica e il canto. “Cantare mi dava un senso di libertà che raramente provavo altrove. Era il mio rifugio, il mio spazio sicuro”. Cresce anche il desiderio di andarsene. Quando lascia il Venezuela ha ventidue anni: “Quando l’aereo ha lasciato terra, ho sentito un nodo alla gola, ma non erano lacrime di tristezza. Era l’emozione di chi sa di andare incontro alla propria vita”.
In Italia deve fare i conti con una lingua nuova, persone sconosciute e luoghi da esplorare. La musica accompagna anche questa fase. Nel libro scrive degli incontri e del legame costruito con il Paese in cui vive: “Il mio mondo è qui, tra le note di una canzone italiana, tra le storie che scrivo, tra le persone che ho incontrato lungo il cammino”.
L’ebook è disponibile su Book Creator e nella biblioteca virtuale del Cpia, con i testi e i contributi audio. Nelle pagine dedicate al futuro, Yanil lascia aperto il racconto: “Il mio futuro è fatto di frammenti di crepuscolo, di sogni che si intrecciano tra realtà e immaginazione, di racconti che un giorno diventeranno un libro”.

